
“La Reggina è una delle società orbitanti nel circuito di potere moggiano”. Questo è il pm-pensiero dei napoletani Beatrice e Narducci sul club calabrese del presidente Foti, accusato di aver tentato di manipolare il risultato di ben 6 partite del campionato di calcio di serie A 2004/2005. A finire nel registro degli indagati anche l’arbitro De Santis e l’ex designatore Bergamo (che novità…).
I nomi nuovi sarebbero quelli dei direttori di gara Andrea De Marco, Tiziano Pieri e degli assistenti Giorgio Nicolai e Sandro Rossomando. Le partite sotto inchiesta sono: Reggina-Brescia 1-3, Reggina-Cagliari 3-2, Reggina-Palermo 1-0, Udinese-Regina 0-2, Sampdoria-Reggina 3-2 e Palermo-Reggina 1-1.
Riportiamo in toto le dichiarazioni rilasciate dal presidente degli amaranto:
”In relazione agli ultimi avvenimenti che mi vedono coinvolto, tengo a ribadire la mia serenità in quanto estraneo ad ogni tipo di accusa. I miei comportamenti, specie quelli in oggetto di indagine, sono stati sempre corretti e trasparenti nel più assoluto rispetto dei ruoli istituzionali. Ritengo inaccettabile ed ingiusto screditare una società come la Reggina Calcio che, come sostenuto dal Commissario Prof. Rossi, del lavoro e della lealtà sportiva ha da oltre un ventennio fatto la sua bandiera. Tutelerò in ogni sede gli interessi e l’immagine della mia società a difesa dei nostri tifosi”.
tigermau
21 lug 2006 - 07:24 - #1Reggina… che bello… dopo lo scandalo del caffe Mauro…. ecco spiegato il perchè sono ancora in A! I suoi tifosi dovrebbero maledirlo quel presidente!
brain new world
21 lug 2006 - 10:33 - #2a parte che non c’è nulla di certo visto che da mesi è il festival del condizionale, comunque delle accuse nell’affaire Mauro non se n’è fatto nulla visto che il fatto non sussisteva… Informatevi please prima di spararle grosse e magari aspettatele le sentenze prima di sputarle voi :-)
inoltre giova ricordare della insulsa campagna anti-reggina che da due anni a questa parte è diventato sport nazionale delle testate “sportive” (rotfl) capeggiate da quel clown di Cucci e dal ridicolo Gazzoni in salsa bolognese.