La disastrosa performance della terna arbitrale norvegese in Bayern Monaco-Fiorentina ha fatto riaffiorare il timore di perdere il diritto di poter schierare quattro squadre in Champions League. Una privazione che favorirebbe proprio i rivali del giorno, i tedeschi e la Bundesliga: nel ranking Uefa per campionati europei, infatti, la serie A rischia seriamente di essere sopravanzata al terzo posto dal torneo teutonico. E’ un’ipotesi ancora in divenire che si tramuterebbe certamente in realtà in caso di eliminazioni simultanee di Fiorentina, Milan e Inter e di qualificazione di Bayern Monaco e Stoccarda. Improbabile, soprattutto per lo Stoccarda che dovrà vedersela con il Barcellona, ma pur sempre possibile. Ci sarebbe anche da analizzare e calcolare le prestazioni e gli esiti delle squadre italiane e tedesche in Europa League, ma è presto per azzardare previsioni in merito.
L’esibizione dell’arbitro Ovrebo ha suscitato malumore e sconcerto in Italia e più di qualcuno ha rispolverato le antiche tesi complottistiche, tipiche di un paese sospettoso anche all’estero e incapace di fermarsi al singolo e accidentale errore di una persona. Ovrebo e i suoi collaboratori sono semplicemente inadeguati perché scarsi, non certo perché rappresentano i mandanti del presunto complotto orchestrato dall’Uefa ai danni dei club italiani e a vantaggio di quelli tedeschi. Ovrebo lo ha già dimostrato nella semifinale dello scorso anno tra Chelsea e Barcellona: errori del genere sono troppo marchiani e un arbitro “furbo” chiamato per danneggiare una squadra, cerca quantomeno di pilotare la partita con piccoli espedienti e non con topiche colossali.
E’ indubbio che gli organi del calcio mondiale debbano avere il dovere di migliorare il lavoro dei direttori di gara, anche con l’utilizzo della tecnologia. Ma il solo annusare odore di complotto non migliora certo l’immagine del calcio italiano, già disastrata per questioni interne poco edificanti. Siamo agli ultimi posti in Europa per qualità e sicurezza degli stadi, siamo sicuramente ai primi posti (almeno in una ipotetica graduatoria dei paesi europei più ricchi) in fatto di violenze di ogni genere fuori e dentro lo stadio e di feriti per manifestazioni calcistiche, sia professionistiche che dilettantistiche. Siamo forse uno dei pochissimi paesi al mondo che, per timore di scontri, è continuamente costretto a vietare le trasferte dei tifosi, che equivale ad una resa incondizionata come dire “Non riesco a curare, quindi elimino alla radice, impedendo anche ai non colpevoli l’accesso allo stadio”.
Tra i paesi europei economicamente più sviluppati (il termine “sviluppo”, nel caso italiano, potrebbe prestarsi a diverse interpretazioni, che a volte non coincidono con “buon livello di civiltà”) l’Italia è sicuramente il posto dove negli stadi attecchisce maggiormente un antipaticissimo modo di insultare i giocatori dalla pelle scura o semplicemente di etnia diversa. Il tifo ed i cori sono spesso contro qualcuno o qualcosa più che per la propria squadra. L’ideale di partita vissuta dal vivo come fenomeno di aggregazione sociale, svago per famiglie, o semplicemente passatempo, qui è ancora pura utopia. L’Italia è l’unico paese al mondo dove le trasmissioni sportive sono incentrate su un errore arbitrale e non su un mirabolante gesto tecnico di un calciatore. Un paese dove ex arbitri dirigono le moviole spulciando ogni piccolo neo commesso dai loro ex colleghi.
Un modo di fare informazione sportiva dallo strumento più diffuso, la televisione, che non aiuta a distendere gli animi. Non istiga alla violenza, sarebbe sciocco crederlo, ma non aiuta nemmeno gli stessi arbitri. In Italia sovente si assiste a spettacoli desolanti con stadi semivuoti, anche in occasioni più o meno importanti, come le semifinali della coppa nazionale. L’aver perso l’organizzazione degli Europei a vantaggio di Polonia e Ucraina fotografa benissimo la realtà contemporanea del calcio italiano. E impietoso risulta essere il paragone tra lo scempio di Italia ‘90 e il Portogallo, nazione dell’Europa “povera” capace di organizzare alla perfezione o quasi un Europeo, con stadi all’avanguardia e sempre pieni. In Italia vige ancora un’idea di calcio obsoleta, ancorata ad un vecchio sistema economico e soprattutto culturale, che non funziona più.
Servono stadi migliori e di proprietà, presidenti e giocatori migliori, ma serve soprattutto un pubblico migliore e un’Italia calcistica migliore. Non è solo una mera questione economica o infrastrutturale, perché un impianto nuovo o un semplice restyling non elimina tutti i problemi. Il nostro è un paese avvezzo a storie di resurrezioni sportive, economiche e sociali. Basti pensare a Calciopoli, (evento vissuto come l’azzeramento e la purificazione di un sistema malato) e alla vittoria del campionato del mondo proprio in quei giorni. La differenza è che ora si percepisce nell’aria stantia un lento, inesorabile declino e non un capitombolo improvviso come Calciopoli che precede una parvenza di rinascita.
La “retrocessione” del calcio italiano sta già avvenendo. E’ una retrocessione morale, non sportiva. Quella sportiva, se dovesse accadere che la Germania scalzi l’Italia nel ranking Uefa, appare meno preoccupante. La retrocessione sportiva, se non altro, potrebbe indurre addetti ai lavori ed appassionati ad una riflessione, ad un piccolo esame di coscienza. La consapevolezza di non possedere più né meriti sportivi, ma nemmeno i giusti requisiti culturali (nel senso più allargato del termine), può diventare un ridimensionamento utile per provare a ripartire e a migliorare.
Un rinnovamento globale che non porti solo migliorie a livello puramente strutturale, ma anche alle coscienze. Una riforma delle persone e dello spirito di ognuna di esse e non solo la messa in atto delle solite e spesso inutili burocratiche e cavillose leggi. Una sorta di responsabilizzazione in tutti i settori e i ruoli, dal presidente al giornalista, fino al tifoso, partendo dall’alto. Contestualizzando il giusto perché stiamo parlando della complessa realtà italiana, ma senza celarsi dietro il comodo motto del “siam fatti un po’ così, le cose non cambieranno mai”. Ma è forse un processo lunghissimo che dovrebbe abbracciare tutti settori della società italiana e, in questo senso, il calcio sembra uno dei tanti appartamenti di un condominio che non se la passa benissimo…
skalka
19 feb 2010 - 11:29 - #1Gran bel pezzo Antonio, sottoscrivo ogni singola parola. Complimenti, una riflessione lucida e efficace. Ben venga la “retrocessione”, anche se non sono sicuro che servirà a far riflettere l’Italia del calcio.
claudiuccia
19 feb 2010 - 11:43 - #2il problema è che in Europa League la Germania ha 4squadre, mentre l’Italia solo 2, e questo influisce.
non sarei tanto sicura che entrambe le squadre tedesche passano.. ho questa sensazione..
l’importante è che Roma e Juve vadano avanti in Europa League, perchè lì l’Italia perde sempre tanto con le squadre tedesche.
danieles
19 feb 2010 - 12:07 - #3Complimenti davvero per l’articolo. Detto questo mi trovo molto d’accordo con il contenuto, penso che bisognerebbe addirittura allargare la critica all’intera società italiana. Quà moltissimi miei connazionali continuano a credere e ad affidarsi a dei delinquenti, senza usare mezzi termini.
Calciopoli? è servita fino ad un certo punto, visto che molti personaggi che erano intrallazzati negli affari loschi ancora oggi ricoprono ruoli importanti nel calcio italiano.
Purtroppo sono ottimista di natura, quindi mi ostino a credere che lentamente ci sarà una ricrescita, economica e di buonsenso da parte della società italiana e quindi anche del calcio nostrano.
Forse non sarò più vivo quando avverrà, ma anche solo a copiare i paesi più avanzati di noi credo che le cose miglioreranno.
Continuo comunque a pensare che fino a quando sarà permesso a degli ANIMALI di fare in curva tutto quello che vogliono io non porterò MAI la mia famiglia allo stadio, ma mi guarderò le partite da casa o dal web.
danieles da Torino
gulydesign
19 feb 2010 - 12:09 - #4bell’articolo, condivido pienamente da ex tifoso di calcio. Penso come detto sia una questione sociale, su cui la societa’ stessa dovrebbe riflettere, ma soprattutto mancano persone valide e capaci negli organi economici e di potere. Il calcio in Italia è lo sport nazionale e non è che una fetta dell’andamento generale. Il fatto che qualcuno scriva questi articoli e qualcun’altro li legga puo’ essere un buon punto di partenza anche se la strada è lunghissima e penso che attualmente sia impossibile una rinascita. Vincere il mondiale è stato bellissimo anche sportivamente, cosa sarebbe successo se in Italia si fosse scelto di ritirare l’italia dai mondiale e non giocare il campionato successivo? non è successo e il futuro è il presente…
Difensore Centrale
19 feb 2010 - 13:35 - #5quoto tutti i commenti precedenti. purtroppo ne avevo già parlato in un altro post, quello dei petardi lanciati tra le tifoserie di juventus e genoa. all’interno dei nostri stadi non esiste il buon senso, e se esiste è coperto in tutto e per tutto da gesti di pochi che mettono tutti in cattiva luce. sotto questo aspetto ultimamente la tifoseria della juventus sta vivendo un momento nero, mi vergogno di avere degli ultrà del genere. il fatto è che non c’è assolutamente senso di sportività. secondo voi è possibile che in italia ci sia una standing ovation com’è successa a real madrid-juventus dell’anno scorso? impossibile. è possibile in italia abbattere ste reti altissime di protezione? direi di no visto che riescono addirittura a superarle lanciando qualsiasi oggetto alla portata. è un calcio malato. e la cosa che più mi fa imbestialire è che non è previsto alcun tipo di miglioramento, e se si vuole introdurlo (vedi la tessera del tifoso), questi scendono in piazza come se dovessero fucilarli, anzi come se fosse un loro diritto fare macello allo stadio.
un giorno spero tanto di andare a vedere il manchester united all’old trafford..
lucianone
19 feb 2010 - 13:52 - #6articolo davvero apprezzabile. concordo sul fatto che in italia esista una cultura sportiva (e non solo) che andrebbe cambiata, in primis per quanto riguarda il mondo ultras e le inguardabili trasmissioni-spazzatura e pseudosportive incentrate sulle moviole, ma non penso che sia questa cultura la causa del nostro decadimento sportivo, o quantomeno non tra le cause principali. il problema lo leggo in chiave molto più semplice: molti club, tra cui i due più importanti, si sono ridimensionati. non ci son più la juve della triade, il milan di ancelotti, la lazio di cragnotti, la roma di franco sensi, il parma dei tanzi e la fiorentina di cecchi gori… da tifoso non posso che esserne triste, ma oggettivamente non vedo tragedie: il calcio italiano, tra soldi sporchi, bilanci e garanzie taroccate e intrighi pseudo-mafiosi era semplicemente una bomba ad orologeria, che puntualmente è esplosa. non sono sicuro che allora fosse meglio di oggi, come non sono sicuro che il calcio inglese o quello spagnolo siano così “migliori”. certamente lo saranno da un punto di vista purmente sportivo. ma se penso alle loro squadre non posso fare a meno di pensare ai debiti del manchester e del liverpool, o al sistema di tassazione che vige in spagna, dove la redistribuzione della ricchezza proveniente dal calcio è la metà di quella italiana. mi sembra che molti desiderino la botte piena e la moglie ubriaca…
interisto
19 feb 2010 - 15:16 - #7chissà di chi è la colpa se rimaniamo in tre… :)
Non faccio nomi, ma comincia con la J.
Poi a noi poco importa, tanto tra le prime 3 ci finiamo pure se smettiamo di giocare a 10 partite dalla fine.
skalka
19 feb 2010 - 15:29 - #8Interisto ti rendi conto che la tua fuffa trita e ritrita oltre che essere assolutamente fuori contesto, è anche ripiena di un’inutile infantilismo?
tapion
19 feb 2010 - 15:34 - #9Sinceramente la perdita della 4° squadra in champions la vedo come una cosa disastrosa, sia dal punto di vista economico, politico e anche d’immagine.
Secondo me le prime cose da fare per risollevare il calcio italiano sono gli stadi, quelli attuali fanno davvero pena. La juventus lo sta costruendo, roma e inter hanno presentato il progetto. Da quì si deve partire.
interisto
19 feb 2010 - 15:35 - #10la gatta che non arriva all’uva?
chi vuol capir capisca…
skalka
19 feb 2010 - 16:01 - #11Toh, nel commento precedente mi è scappato un apostrofo di troppo.
ioOdioBergomi
19 feb 2010 - 16:27 - #12Nel mentre che il Milan,La juve e fiorentina venivano penalizzate..cosa ha fatto l’inter in europa questi anni?? niente! perdenti fino al midollo!…grazie al cavolo se ci ha superato anche la Germania!
interisto
19 feb 2010 - 17:18 - #13quest’anno intanto stiamo dominando.
quello che conta è il presente, non il passato.
si vive di emozioni e non di ricordi. mentre noi festeggiamo, voi guardate i vecchi videi!!!
danieles
19 feb 2010 - 18:07 - #14E come al solito, si finisce per azzuffarsi l’uno con l’altro parlando del calcio come se fosse una fede.
e finchè lo facciamo quà tra noi in un blog è un conto, il problema è che lo fanno TUTTi a tutti i livelli.
antodavan
19 feb 2010 - 18:17 - #15Ringrazio vivamente tutti gli utenti per gli attestati di stima, saluti :)
Djans
19 feb 2010 - 18:43 - #16Complimenti davvero, é proprio un bel pezzo :)
Meta
19 feb 2010 - 19:31 - #17Se perdessimo un posto in Champions non oso pensare che cosa diventerà la lotta per il terzo posto!
Secondo me abbiamo troppe squadre che mirano troppo in alto.
Con soli tre posti disponibili per la CL la lotta diverrebbe solo una guerra.
A mio parare manca una selezione naturale, a livello sopratutto economico, che stabilisca i ruoli nel medio lungo periodo.
Meta
19 feb 2010 - 19:32 - #18Dimenticavo:
Mancano anche società che si impegnino in quello che è il secondo torneo continentale.
Si dovrebbe partire da li, invece tutti voglio subito il massimo.
aguj10
19 feb 2010 - 20:01 - #19Articolo perfetto.
x Interisto: il plurale di “video” è “video” e non “videi”…
interisto
19 feb 2010 - 21:12 - #20grazie alla maestrina. devo portare anche i compiti domani???
adso-da-melk
19 feb 2010 - 21:25 - #21Mi aggiungo anch’io e faccio i miei migliori complimenti all’autore. Da oggi sono un po’ più vostro lettore.
il problema dell’Italia è sempre più evidente quando per forza di cose deve essere confrontata al resto d’Europa. Sia in senso sportivo che in senso culturale. La flessione negativa dell’Italia sportiva mi sembra lo specchio del nostro paese. Rotti i confini non si riesce più a mantenere gli equilibri tra i “pochi soliti”.
CAVALLO 54
19 feb 2010 - 22:52 - #22Bell’articolo, uno dei pochi sensati su questo blog - Ma noi non abbiamo il problema di perdere posti in champions: abbiamo la grandissima INTER che tutti gli anni ci porta a casa la COPPA :)) - D’altronde è facile per lei, ha i migliori giocatori del mondo e il MIGLIORE ALLENATORE DEL GLOBO - 12 MILIONI L’ANNO - è chiaro che vince tutto-
Francesco Totti
19 feb 2010 - 23:36 - #23Bell’articolo, certo però che chi ci rimette è sempre e solo la roma che l’anno prossimo dovrà faticare con le milanesi e la juve, gira e rigira ce penalizzano sempre a noi!!!
Calcio News 24
20 feb 2010 - 04:15 - #24Come funziona questo ranking??
hollybe
20 feb 2010 - 16:28 - #25Quoto l’articolo sopra, finalmente una voce un po’ fuori dal coro, e mi trova assolutamente d’accordo… mi permetto di dare un’ulteriore frecciatina: poi si additano a millantatori e ipocriti persone come capello che sparano a zero sulla situazione del calcio in italia, dato che dal suo isolotto li’ in nord europa, con un contratto faraonico, nessuno può toccarlo…
e vorrei ben dire, chi si permette di fare queste considerazioni in casa propria finisce depennato da qualunque società prima di aver finito la frase, senza possibilità neanche di allenare i pulcini..