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La vittoria ringalluzzisce Maradona, il ct attacca la stampa argentina

Pubblicato: 04 mar 2010 da Cesare Rinaldi

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diego armando maradona

La convincente vittoria dell’Argentina ai danni della Germania ha avuto i suoi affetti anche sul ct della nazionale albiceleste Diego Armando Maradona. La sua conferenza stampa è stata un vero e proprio spettacolo, il “pibe de oro” prima ha attaccato i giornalisti del suo paese, poi si è sbilanciato sulle possibilità che la squadra avrà di vincere i prossimi mondiali. Il successo in terra tedesca, che per importanza è stato paragonato dallo stesso allenatore ad un quarto di finale, ha caricato una squadra e un ambiente che dopo le vicissitudini nel girone di qualificazione aveva proprio bisogno di una boccata d’ossigeno.

Alla conferenza stampa erano presenti circa trecento giornalisti da ogni parte del mondo, dopo le prime quattro o cinque domande, di cui solo una in spagnolo Maradona ha ironizzato: “Ma com’è che quando vinciamo i miei compatrioti non mi chiedono niente? Mi ricordo che dopo una partita delle qualificazioni che avevamo perso ci furono più di cinquanta domande, non si riusciva ad andare a casa…”. Il sollievo provato dopo la vittoria è evidente, lo si capisce dalla serenità con la quale Maradona parla del futuro della sua squadra.

Così analizzando il valore della sfida appena giocata dichiara:

“Abbiamo dimostrato di essere iscritti alla corsa. Se ho fatto bene i calcoli Germania - Argentina potrebbe replicarsi nei quarti di finale del Mondiale, e devo dire che siamo stati superiori in ogni zona del campo a una delle massime potenze calcistiche del pianeta. Io ne ero sicuro, perché vedo quello che i miei giocatori fanno in allenamento e conosco la loro straordinaria qualità. Dopo questa prestazione crescerà la sicurezza, e il rispetto degli avversari per il nostro potenziale”.

Ma i suoi sogni si spingono oltre i quarti di finale e ripensa all’ultimo mondiale vinto quando lui fu un protagonista assoluto:

“Non vinciamo il titolo da 24 anni, e questa può essere davvero la volta buona, perché abbiamo numerosi aspetti sui quali si può migliorare ma la base è di altissimo livello”.

Alla vigilia Maradona si era sbilanciato dichiarando di aver già deciso l’80% per cento degli uomini che avrebbero composto la rosa dei 23. Dopo la partita contro la Germania il tecnico pare aver perso un po’ della sua sicurezza e fa marcia indietro dicendo che in realtà soltanto il 60% dei nomi sono già sicuri. Impossibile ovviamente immaginare chi siano quelli in dubbio, per questo ci sarà ancora da aspettare.

Infine l’ultimo pensiero va al suo fuoriclasse, quel Leo Messi che fatica a integrarsi nei suoi schemi ma che resta comunque una pedina fondamentale nello scacchiere dell’Argentina: “Ogni mattina che mi sveglio ringrazio Dio perché Leo è argentino, e credo che Guardiola faccia lo stesso perché gioca nel Barcellona”. Parole di stima importantissime. Di sicuro l’Argentina da un punto di vista del materiale umano non ha nulla da invidiare a nessuna nazionale, in competizioni brevi e serrate come i mondiali l’aspetto tattico può anche passare in secondo piano quando il morale è alto e le cose iniziano a girare. Chissà se sono maturi i tempi per rinverdire i fasti di Messico 1986.

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1 commento

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  • Hollybe

    05 mar 2010 - 11:14 - #1
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    Up Down

    Se avesse fatto veramente bene, Argentina Germania si replicherebbe alla prossima amichevole post mondiale… Non tanto per la caratura dell’argentina o della germania ,ma quanto per la sua abilità da allenatore, inversalmente proporzionale al suo talento con la palla tra i piedi..