Il neo-consigliere lombardo Renzo Bossi: "Sogno una sfida tra la mia Padania e l'Italia"


"Forse mio figlio ha finalmente trovato la sua strada" parole di un padre felice e un pizzico orgoglioso del suo pargolo, quell'Umberto Bossi che ha dovuto svenare non poco per veder realizzare i sogni del suo "delfino". Gli arcinoti problemi con lo scoglio maturità, un esame superato a fatica al terzo tentativo con 69/100 dopo i fiaschi precedenti e i vari ricorsi al Tar, quindi il parcheggio temporaneo quale team manager della Nazionale di calcio della Padania. Compito che al giovane e intraprendente Renzo Bossi non è mai dispiaciuto, come può notarsi anche nel servizio mandato in onda qualche tempo fa da Le Iene col solito inconfondibile graffio di Enrico Lucci (Clicca qui per il video).

Ma ora è tempo di diventare uomini e dopo un paio di cariche minori, retribuite comunque con stipendi mensili di circa 10mila euro (portaborse di Francesco Speroni, leghista, all'Europarlamento, rappresentante dell'Osservatorio sulla trasparenza e l’efficacia del sistema fieristico lombardo, l'Expo di Milano), il buon Renzo ha finalmente deciso di intraprendere la carriera politica, quella vera. Prima tornata elettorale e subito trionfo per questo enfant-prodige padano, che s'accaparra da debuttante un prestigioso posto nel Consiglio Regionale della Lombardia. Ma l'amore per il calcio non si dimentica facilmente.

"Mi piacerebbe sfidare il Ct della nazionale italiana di calcio per una partita tra Italia e Padania a San Siro. Non so cosa ne può pensare lui, però. La proposta di fare davvero la partita l’ho buttata là due o tre volte, ma magari ora la faremo ufficialmente. Io non seguo mai la nazionale italiana e non ho mai visto i campionati del mondo: nel 2006 ero a casa". Aveva cose ben più importanti a cui pensare, come ad esempio affrontare quella maledetta licenza liceale che pareva non arrivare più. Ma a parte il calcio e i pensieri che ne scaturiscono (Lapponia, Tibet e Gibilterra sono avversari ostici), Renzo Bossi pare determinato anche in campo politico.

"Candidarmi in futuro nel Comune di Milano? Ora penserei alle regionali, per il Comune di Milano si vedrà. Non si può ancora rispondere, mio padre ha solo sottolineato che Milano per noi è una città importantissima" ha tenuto a precisare con un misto di umiltà e consapevolezza dei pensieri suoi e del Carroccio. E anche in merito al dopo Berlusconi (qui però si vola davvero alto), Renzo Bossi ha le idee chiare: "Per adesso vedo Berlusconi. Il patto con mio padre è indistruttibile. Tremonti? E' un alleato con cui si lavora moltissimo e che ci sta aiutando a portare a casa il federalismo fiscale". Ben detto Renzo, e ora dimostra a tutti che la storia a volte può rivalutare chiunque: chi mai avrebbe infatti scommesso che Caligola fosse un antesignano quando nominò il suo cavallo Incitatus senatore di Roma?

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