Arriva una clamorosa richiesta da parte Christian Vieri alla Procura Federale della Figc: la revoca dello scudetto 2005-2006 assegnato a tavolino alla società nerazzurra e l’interdizione dalle cariche societarie per il presidente Massimo Moratti e del vicepresidente Rinaldo Ghelfi. Nel momento in cui stanno uscendo fuori delle nuove intercettazioni su Calciopoli, l’ex attaccante nerazzurro sulla scorta dell’inchiesta penale di spionaggio da lui subita dall’Inter.
L’avvocato Danilo Buongiorno ha formulato questa richiesta di revoca basata sulla presunta violazione dell’art.18 del Codice di giustizia sportiva che prevede, in caso di “violazione dello Statuto, delle norme federali e di ogni altra disposizione loro applicabili” sanzioni fino alla “non assegnazione o revoca del titolo di campione d’Italia”. Per quanto riguarda la richiesta di interdizione di Moratti e Ghelfi, è stata presentata in base all’articolo 19 del Codice sportivo.
Link per consultare in maniera completa il codice di giustizia sportiva
Art. 18
Sanzioni a carico delle società
1. Le società che si rendono responsabili della violazione dello Statuto, delle norme federali e di ogni altra
disposizione loro applicabile sono punibili con una o più delle seguenti sanzioni, commisurate alla natura e
alla gravità dei fatti commessi:
a) ammonizione;
b) ammenda;
c) ammenda con diffida;
d) obbligo di disputare una o più gare a porte chiuse;
e) obbligo di disputare una o più gare con uno o più settori privi di spettatori;
f) squalifica del campo per una o più giornate di gara o a tempo determinato, fino a due anni;
g) penalizzazione di uno o più punti in classifica; la penalizzazione sul punteggio, che si appalesi inefficace
nella stagione sportiva in corso, può essere fatta scontare, in tutto o in parte, nella stagione sportiva seguente;
h) retrocessione all’ultimo posto in classifica del campionato di competenza o di qualsiasi altra competizione
agonistica obbligatoria; in base al principio della afflittività della sanzione, la retrocessione all’ultimo posto
comporta sempre il passaggio alla categoria inferiore;
i) esclusione dal campionato di competenza o da qualsiasi altra competizione agonistica obbligatoria, con
assegnazione da parte del Consiglio federale ad uno dei campionati di categoria inferiore;
l) non assegnazione o revoca dell’assegnazione del titolo di campione d’Italia o di vincente del campionato,
del girone di competenza o di competizione ufficiale;
m) non ammissione o esclusione dalla partecipazione a determinate manifestazioni;
n) divieto di tesseramento di calciatori fino a un massimo di due periodi di trasferimento.
2. Alle società può inoltre essere inflitta la punizione sportiva della perdita della gara nelle ipotesi previste
dall’art. 17 del presente Codice.
Art. 19
Sanzioni a carico di dirigenti, soci e tesserati delle società
1. I dirigenti, i tesserati delle società, i soci e non soci di cui all’art. 1, comma 5 che si rendono responsabili
della violazione dello Statuto, delle norme federali o di ogni altra disposizione loro applicabile, sono punibili
con una o più delle seguenti sanzioni, commisurate alla natura e alla gravità dei fatti commessi:
a) ammonizione;
b) ammonizione con diffida;
c) ammenda;
d) ammenda con diffida;
e) squalifica per una o più giornate di gara; in caso di condotta di particolare violenza o di particolare gravità
la squalifica non è inferiore a quattro giornate di gara;
f) squalifica a tempo determinato, nel rispetto del principio di afflittività della sanzione;
g) divieto di accedere agli impianti sportivi in cui si svolgono manifestazioni o gare calcistiche, anche
amichevoli, nell’ambito della FIGC, con eventuale richiesta di estensione in ambito UEFA e FIFA;
h) inibizione temporanea a svolgere ogni attività in seno alla FIGC, con eventuale richiesta di estensione in
ambito UEFA e FIFA, a ricoprire cariche federali e a rappresentare le società nell’ambito federale,
indipendentemente dall’eventuale rapporto di lavoro.
2. La sanzione della inibizione temporanea comporta in ogni caso:
a) il divieto di rappresentare la Società di appartenenza in attività rilevanti per l’ordinamento sportivo
nazionale e internazionale;
b) il divieto di partecipare a qualsiasi attività di organi federali;
c) il divieto di accesso agli spogliatoi e ai locali annessi, in occasione di manifestazioni o gare calcistiche,
anche amichevoli, nell’ambito della FIGC, con eventuale richiesta di estensione in ambito UEFA E FIFA;
d) il divieto a partecipare a riunioni con tesserati FIGC o con agenti di calciatori in possesso di licenza FIFA.
3. La sanzione prevista alla lettera h) non può superare la durata di cinque anni. Gli Organi della giustizia
sportiva che applichino la predetta sanzione nel massimo edittale e valutino l’infrazione commessa di
particolare gravità possono disporre altresì la preclusione alla permanenza in qualsiasi rango o categoria
della FIGC.
4. Ai calciatori responsabili delle infrazioni di seguito indicate, commesse in occasione o durante la gara, è
inflitta, salva l’applicazione di circostanze attenuanti o aggravanti, come sanzione minima la squalifica:
a) per due giornate in caso di condotta gravemente antisportiva e in caso di condotta ingiuriosa o irriguardosa
nei confronti degli ufficiali di gara.
b) per tre giornate o a tempo determinato in caso di condotta violenta nei confronti di calciatori o altre
persone presenti.
c) per cinque giornate o a tempo determinato in caso di particolare gravità della condotta violenta di cui alla
lett. b).
d) per otto giornate o a tempo determinato in caso di condotta violenta nei confronti degli ufficiali di gara.
5. Ai dirigenti e ai soci e non soci di cui all’art. 1, comma 5 si applicano le sanzioni previste dalle lettere a),
b), h) del comma 1,
6. Le ammende sono applicabili ai dirigenti, ai soci e non soci di cui all’art. 1, comma 5 e ai tesserati della
sfera professionistica.
7. I provvedimenti disciplinari a carattere sospensivo nei confronti dei tesserati, irrogati o ratificati dagli
organi competenti, ai sensi degli artt. 30, comma 2, e 51, comma 3, del presente Codice, su proposta della
società di appartenenza, hanno valore di squalifica od inibizione ufficiali.
8. I soggetti colpiti dalla sanzione di cui alla lettera h) del comma 1 possono svolgere, nel periodo in cui la
sanzione è eseguita, soltanto attività amministrativa nell’ambito delle proprie società.
9. I tesserati cui gli Organi della giustizia sportiva infliggano più ammonizioni, ancorché conseguenti ad
infrazioni di diversa natura, incorrono nella squalifica per una gara alla quarta ammonizione. Nei casi di
recidiva, si procede secondo la seguente progressione:
- successiva squalifica per una gara alla quarta ammonizione;
- successiva squalifica per una gara alla terza ammonizione;
- successiva squalifica per una gara alla seconda ammonizione;
- successiva squalifica per una gara ad ogni ulteriore ammonizione.
Ai fini dell’applicabilità del presente comma, all’ammonizione inflitta dal giudice di gara, corrisponde uguale
provvedimento dell’organo competente salvo che quest’ultimo, in base al rapporto del giudice di gara, ritenga
di dover infliggere una sanzione più grave. Le ammonizioni che non abbiano esplicato effetti in base alla
successione e al computo sopra descritti divengono inefficaci al termine della stagione sportiva. Le
medesime ammonizioni divengono inefficaci altresì nel corso della stessa stagione sportiva, quando i
calciatori sono trasferiti ad altre società appartenenti a Lega diversa.
Limitatamente ai campionati organizzati dalla LND e dal Settore per l’attività giovanile e scolastica le
medesime ammonizioni divengono inefficaci, anche nel corso della stessa stagione sportiva, quando i
calciatori interessati sono trasferiti ad altra società militante nello stesso o in diverso campionato.
10. Al calciatore espulso dal campo, nel corso di una gara ufficiale della propria società, è automaticamente
applicata la sanzione minima della squalifica per una gara da parte degli Organi della giustizia sportiva, salvo
che questi ritengano di dover infliggere una sanzione più grave.
11.1. Le sanzioni di cui alle lettere a), b), c), d), e) del comma 1, inflitte dagli Organi della giustizia sportiva
in relazione a gare di Coppa Italia e delle Coppe Regioni organizzate dai Comitati regionali, si scontano nelle
rispettive competizioni. A tal fine le competizioni di Coppa Italia si considerano tra loro distinte in ragione
delle diverse Leghe organizzatrici delle singole manifestazioni.
11.2. Per le gare di Coppa Italia e delle Coppe Regioni organizzate dai Comitati regionali, e per le gare di
spareggio-promozione previste dall’art. 49, lett. c), LND - Comitato nazionale per l’attività interregionale, 5°
capoverso, delle NOIF, i tesserati incorrono in una giornata di squalifica ogni due ammonizioni inflitte
dall’Organo della giustizia sportiva.
11.3. Le medesime sanzioni inflitte in relazione a gare diverse da quelle di Coppa Italia e delle Coppe
Regioni si scontano nelle gare dell’attività ufficiale diversa dalla Coppa Italia e delle Coppe Regioni.
11.4. La sanzione della squalifica a tempo determinato ha esecuzione secondo il disposto dell’art. 22, comma
8.
12. Per le sole gare di play-off e play-out delle Leghe professionistiche:
a) le ammonizioni irrogate nelle gare di campionato non hanno efficacia per le gare di play-off e play-out;
b) la seconda ammonizione e l’espulsione determinano l’automatica squalifica per la gara successiva, salvo
l’applicazione di più gravi sanzioni disciplinari. Le sanzioni di squalifica che non possono essere scontate in
tutto o in parte nelle gare di play-off e play-out devono essere scontate, anche per il solo residuo, nel
campionato successivo, ai sensi dell’art. 22, comma 6.
13. Per le sole gare di play-off e play-out della LND:
a) le ammonizioni irrogate nelle gare di campionato non hanno efficacia per le gare di play-off e play-out;
b) la seconda ammonizione e l’espulsione determinano l’automatica squalifica per la gara successiva, salvo
l’applicazione di più gravi sanzioni disciplinari. La seconda ammonizione nelle gare di play-off e play-out
dei campionati nazionali della Divisione calcio a cinque non determina l’automatica squalifica. Le sanzioni
di squalifica che non possono essere scontate in tutto o in parte nelle gare di play-off e play-out devono
essere scontate, anche per il solo residuo, nelle eventuali gare di spareggio-promozione previste dall’art. 49,
lett. c), LND, quinto capoverso, delle NOIF o, nelle altre ipotesi, nel campionato successivo, ai sensi dell’art.
22, comma 6.
900
02 apr 2010 - 22:27 - #1Mitico Vieri. :)
In un paese dove la legge è veramente uguale per tutti vincerebbe la causa, qua no.
Grande Bobo, solo per averci provato.
Che giornataccia per denti marci…saranno più o meno 4 anni che non vive una situazione del genere.
MORATTI L'ONESTO
02 apr 2010 - 22:58 - #2bannatestaminkia
02 apr 2010 - 22:24 - #1 -1
punto
Calciopoli, gli inquirenti ’scagionano’ l’Inter: “Vittime, non colpevoli”
NAPOLI - Gli inquirenti della Procura di Napoli, che hanno istruito il processo su Calciopoli, intervengono dopo la pubblicazione di intercettazioni telefoniche tra l’ex designatore arbitrale Paolo Bergamo e il presidente dell’Inter Massimo Moratti: “Il significato attribuito alle telefonate non trascritte , tra le 171mila intercettate nel corso dell’indagine di Calciopoli, rappresenta ‘un’opera di disinformazione allo stato puro” fanno sapere dalla Procura. “Il reato - dicono fonti interne - non e’ parlare al telefono, ma e’ reato quando si stipulano accordi illeciti. Le vittime non possono essere trasformate in autori del reato”. (RCD)
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Sucate.
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CREDICI CREDICI - SAI CHE ESISTONO ANCHE BABBO NATALE E LA BEFANA? TREMA LADRO
MORATTI L'ONESTO
02 apr 2010 - 23:01 - #3Il triste Moratti vuol dimenticare
Povera Inter! Poveri tifosi nerazzurri! Povero Moratti! La gioia più bella ottenuta dal 2006 ad oggi, quella di intravvedere un buon risultato in Europa, è offuscata da qualche cialtrone che si permette di gettare ombre sulla loro manifesta onestà.
Fortunatamente per lui e per i suoi adepti, il presidentissimo è sicuro di sé anche in questo caso e non si scompone: «Ma che vadano pure a sbobinare tutto quello che vogliono, non c’è alcun problema». Perfetto: allora, se non c’è nessun problema, ci permettiamo di “sbobinare” (ma qualcuno dei suoi collaboratori gli spieghi che le bobine non si usano più da quando la sua Inter vinse l’ultimo scudetto regolarmente, negli anni ’80!, ndr.).
Conoscendo la fama vendicativa del patron nerazzurro, sorprende che qualche giornalista abbia trovato il coraggio di porgli domande tanto scomode. Un conto è chiedergli di Balotelli, tutt’altro è fargli presente una situazione del genere! E infatti, nonostante l’apparente tranquillità, qualche segno di nervosismo traspare: «Che tristezza, forse non si rendono conto di quello che è successo veramente». Già, che tristezza! È la stessa cosa che diciamo noi da quattro anni: è una vera tristezza vedere come l’Inter, e ancora di più chi gli ha tenuto il banco, abbiano ridotto il nostro campionato! Tornano in mente le parole di Paolo Bergamo, che quando era designatore arbitrale confidava ai suoi collaboratori il suo vero cruccio: l’Inter non vinceva mai! Evidentemente l’ex-arbitro sapeva bene che qualcuno avrebbe pagato dazio, prima o poi. E del resto non era l’unico a preoccuparsi che la squadra che spendeva di più in Italia (e forse non solo in Italia) non raccogliesse mai alcuna soddisfazione. Ma era anche difficile portare alla vittoria una formazione capace di perdere uno scudetto all’ultima giornata, in uno stadio in cui anche i tifosi (e parte dei giocatori) avversari speravano che fossero loro ad aggiudicarselo, piuttosto che l’odiata Juve! Era difficile che ad aggiudicarsi uno scudetto fosse un club che spacciava per fenomeni giocatori del calibro di Vampeta, Farinos e Brechet! Era addirittura impossibile, se la principale avversaria poteva contare su una dirigenza di livello mondiale, sull’allenatore che più aveva vinto tra quelli in attività e su una formazione che vedeva tra le sue fila gente come Buffon (il migliore portiere del mondo), Cannavaro (che di lì a poco avrebbe alzato il pallone d’oro), Nedved (che il pallone d’oro già l’aveva alzato), Ibrahimovic (tanto forte da vincere, praticamente da solo, i campionati-farsa successivi al 2006) e Del Piero (recordman di reti segnate, nonché fuoriclasse capace di vincere tutto).
Il problema, caro (ma mica poi tanto) Moratti, è che noi ci rendiamo conto molto bene di quanto è successo veramente! Ci rendiamo conto che avete fornito ad un vostro giocatore un passaporto falso e grazie a quel reato, che voi stessi avete ammesso, l’avete schierato per un campionato intero, senza che nessuno ve ne chiedesse conto. Ci rendiamo conto che avete spiato i vostri avversari e i vostri stessi tesserati, realizzando veri e propri dossier: roba che normalmente si vede nei film sulla Germania Est degli anni ’70 e che mai ci saremmo sognati di scoprire fosse accaduta in Italia! Ci rendiamo conto che avevate una spia (già, perché quei personaggi si chiamano così…) tra gli arbitri, che vi forniva sistematicamente informazioni sui suoi ignari colleghi. E ci rendiamo conto che per quattro anni ci sono state celate le vostre conversazioni telefoniche con i designatori. Ma non lo scopriamo oggi: non avevamo dubbi che anche voi, come tutti gli altri, telefonaste a Bergamo e Pairetto. L’unico pezzo mancante di questo orrendo mosaico era chi avesse nascosto tutto quel materiale investigativo. Ora sappiamo anche quello.
Occorre però una precisazione. Noi, al contrario degli interisti, non abbiamo mai indossato una veste bianca e non abbiamo mai scagliato pietre agli altri, soprattutto quando si comportavano in maniera lecita. Inoltre, noi tendiamo ad essere coerenti, quando prendiamo una posizione. Nel 2006 sapevamo, e provavamo anche a spiegare a chi non sapeva o fingeva di non sapere, che parlare o incontrare i designatori era consentito. Non cambieremo la nostra linea ora che è palese che anche il proprietario ed il presidente interista alzavano spesso la cornetta per conversare con loro. L’unico problema è che, proprio in quanto coerenti, ci chiediamo una cosa. Se la Juve è finita in B perché ci dissero che era l’unica a telefonare, se Moggi e Giraudo sono stati squalificati per cinque anni (mentre molti chiedevano addirittura la radiazione) in quanto capi di un sistema e se all’Inter è stato assegnato lo “scudetto dell’onestà” perché fu dipinta come l’unica a non colloquiare mai con i designatori, ora cosa dobbiamo aspettarci? Se per la giustizia sportiva l’attività della Juve meritò una pena tanto importante, si deve partire da un punto fermo: anche l’Inter merita la stessa punizione. Ma c’è di più: l’Inter ha tratto vantaggio dalla punizione inflitta alla Juve per questi quattro anni, vincendo scudetti e giocando partite di Champions League alle quali evidentemente non avrebbe dovuto partecipare. E allora, come la mettiamo? Noi siamo sempre stati dell’idea che quella sportiva, nei confronti della Juve, fu tutto tranne che “giustizia”. Ma, visto che giochiamo nello stesso campionato e con le stesse regole, a questo punto ci aspettiamo parità di trattamento!
Tornando alle dichiarazioni di Moratti, non sorprende la consueta arroganza di chi è abituato a rivestire contemporaneamente i ruoli di accusatore, difensore e giudice: «So come ci siamo sempre comportati noi dell’Inter e ho letto come invece si comportavano gli altri. È tutto lì. La differenza è evidente, è emersa negli anni scorsi e non c’è altro da aggiungere». Purtroppo per il presidente nerazzurro, da aggiungere ce n’è eccome: anche noi sappiamo come si è comportata l’Inter e non siamo abituati ad accontentarci delle dichiarazioni della parte in causa, soprattutto quando ci sono fatti evidenti che dimostrano l’esatto opposto. Moratti continua a giocare come fanno i bambini: “Facciamo che io sono l’onesto e voi i cattivi?”. Ma noi l’età per certi giochi l’abbiamo passata da un pezzo. E abbiamo anche perso da molto tempo la pazienza per sopportare le manie di un personaggio più somigliante ad un bimbo viziato che ad un imprenditore di successo, veste nella quale ama calarsi il guru del popolo nerazzurro.
Il proprietario dell’Inter vorrebbe dimenticare quanto accaduto nel 2006 e concentrarsi sullo stato attuale delle cose. Ma gli va ricordata una frase di Benjamin Franklin: “I creditori hanno più memoria dei debitori”. E allora avvertiamo subito lui, e chi addirittura all’interno della stessa Juve vorrebbe calare un velo d’oblio su quella losca vicenda, che noi non dimenticheremo mai, non ci piegheremo mai e non ci fermeremo mai. Mettetevi tutti il cuore in pace.
serovina
02 apr 2010 - 23:05 - #4Che tristezza…sono sempre più orgoglioso di essere romano e Romanista!!!
Date gli scudetti alla squadra della Capitale…lo sò che non vi andrà mai giù,ma se c’è una squadra che in un modo o nell’altro è sempre stata penalizzata da queste vicende,bhè mi dispiace per voi ma questa è la Roma…
b27
02 apr 2010 - 23:54 - #5pure i giocatori chiedono la revoca…siamo messi male eh?
b27
02 apr 2010 - 23:54 - #6è la volta buona?
carlo01
03 apr 2010 - 00:29 - #7Finito i soldi a texas hold’em Bobo? Provi a scucire un paio di euro a chi ti ha riempito le tasche? Infame che non sei altro.
Se c’è una giustizia farai la fame sotto i ponti.
PippoSuper
03 apr 2010 - 00:47 - #8All’Inter levate lo scudetto ma a Vieri levate il vino.
900
03 apr 2010 - 00:58 - #9“Se c’è una giustizia farai la fame sotto i ponti.”
Da quando uno deve risarcire i danni a colui che l’ha pedinato per un certo periodo di tempo?
Sento che stai perdendo il senso della realtà.
Somigli molto al signor Smithers dei Simpson, che per il Signor Burns si farebbe dare dietro da una squadra di rugby.
Te però sei lo stesso con Moratti.
il-juventino
03 apr 2010 - 08:59 - #10grande bobo il prox anno vieni a giocare con noi saresti un ottimo aquisto.
suede
03 apr 2010 - 14:28 - #11VIEEEEEEEEEEEEEEEEEEEERIIIIIIIIIII
SUCA!!
miki foggia
05 apr 2010 - 15:22 - #12Per i perdentoni-spreconi si èrega di riportare per intero le argomentazioni.
Questa è la vergogna e lo schifo:
quali sono gli illeciti ?…………..quale è la differenza delle telefonate di Moggi e Moratti?………….perche fino ad oggi le telefonate di Moratti non esistevano?……….
RIPORTATO
La procura di Napoli ha reagito dopo la pubblicazione delle telefonate tra Moratti e Bergamo parlando di un tentativo di “fare disinformazione” e sottolineando che l’esistenza di una telefonata non rappresenti necessariamente un reato. La cosa che però lascia molto perplessi arrivati a questo punto, è che il Pm Giuseppe Narducci in data 27 Ottobre 2008, nella sua requisitoria di apertura del processo celebrato con rito abbreviato nei confronti di 11 imputati, tra i quali Antonio Giraudo, aveva smentito categoricamente l’esistenza di altre telefonate che riguardassero altri dirigenti; ”balle smentite dai fatti” per usare le sue parole.
Lo scopo era quello di liquidare la tesi sostenuta da diversi imputati, tra i quali Moggi e Giraudo, seconda la quale ad intrattenere rapporti con i designatori erano tutti i dirigenti di tutte le squadre e che la cosa fosse normale e risaputa. Queste le parole del Pm Narducci nella sua requisitoria:
”Piaccia o non piaccia agli imputati non ci sono mai telefonate tra Bergamo o Pairetto con il signor Moratti, o con il signor Sensi o con il signor Campedelli, presidente del Chievo. Ci sono solo quelle persone (gli attuali imputati, ndr), perché solo quelle colloquiavano con i poteri del calcio. I cellulari erano intercettati 24 ore su 24: le evidenze dei fatti dicono che non e’ vero che ogni dirigente telefonava a Bergamo, a Pairetto, a Mazzino o a Lanese: le persone che hanno stabilito un rapporto con questi si chiamano Moggi, Giraudo, Foti, Lotito, Andrea Della Valle e Diego Della Valle”
Adesso il Pm Narducci dovrà spiegare il perché di queste sue affermazioni, e chiarire se la sua negligenza fu di natura colposa o dolosa. Un velo sempre più torbido avvolge dunque la vicenda che adesso merita chiarezza nel più breve tempo possibile vista la grossolanità delle contraddizioni emerse che non lasciano margini ad interpretazioni di sorta.