Calciopoli, intercettazioni Facchetti-Bergamo: "E' una sfida che vedrai, la vinciamo insieme"


Ogni giorno il nuovo filone di Calciopoli, ormai pare si possa chiamare così, si arricchisce di nuove intercettazioni che quattro anni fa rimasero misteriosamente sepolte. Di seguito alcune "chiacchierate" tra l'onnipresente Paolo Bergamo e rappresentanti di Inter e Milan, le squadre che dopo il terremoto del 2006 riuscirono a vincere rispettivamente scudetto e Champions League. Questa la telefonata tra Giacinto Facchetti il giorno 9 gennaio 2005, durante la più prossima vigilia di Inter-Sampdoria, gara arbitrata da Bertini e finita 3-2 per i nerazzurri con una tripla rimonta negli ultimi 10 minuti.

Facchetti: «Pronto Paolo sono Facchetti»
Bergamo: «Buongiorno Giacinto»
Facchetti: «Sto andando allo stadio l'ho detto con i miei di avere con Bertini un certo tatto, una certa disponibilità. L'ho detto con i giocatori, con Mancini e gli altri»
Bergamo: «Vedrai che sarà una bella partita»
Facchetti: «Va bene»
Bergamo: «Viene predisposto (Bertini ndr) a fare una bella partita»
Facchetti: «Si si, va bene»
Bergamo: «È una sfida che vedrai la vinciamo insieme»
Facchetti: «Volevo solo dirti che l'ho fatto» (riferendosi al fatto che ha parlato alla squadra per non tenere un atteggiamento sbagliato nei confronti di Bertini ndr)
Bergamo: «Vedrai che le cose andranno per il verso giusto poi la squadra sta ricominciando ad avere fiducia, a fare i risultati, fa morale…».

Altre sbobinature, al centro delle intercettazioni prima il "Dottor" Galliani, quindi il solito dirigente rossonero Leonardo Meani. La prima è antecedente a Milan-Juve, la sfida scudetto che poi vinsero i bianconeri per 0-1 ai principi del maggio 2005; si parlava dell'episodio Ibrahimovic-Cordoba, con lo svedese che sarebbe poi stato squalificato per due giornate, e saltò quindi il big-match, per una cintura al colombiano. La seconda, invece, parla delle "solite griglie" arbitrali.

Bergamo: «Volevo farla partecipe di una guerra di cui il solo responsabile sono io, Paolo Bergamo, perché Griselli è di Livorno, se avesse visto salvava capra e cavoli, ma siccome non è andata così, è uno sfogo tra me e lei»
Galliani: «Questi signori han perso la testa mi creda, perché ci sono comportamenti nei confronti dell'universo, in Lega in Federazione»
Bergamo: «Io glielo voglio dire perché si sappia, tra me e lei naturalmente»
Galliani: «Non si preoccupi tale rimane»
Bergamo: «Io posso sbagliare magari una griglia penso che un arbitro sia in forma e magari non è in forma, oppure l'arbitro è in forma e sbaglia, però a priori voler sbagliare è tutta un'altra cosa, mi taglierei le mani mi creda. Ecco questo filo che ho con lei vorrei tenerlo fino a giugno Dottore»
Galliani: «No no no ma poi si vedrà, adesso vediamo la fine del campionato con i giusti equilibri...»
Bergamo: «Mi faccia sentire un po' il suo calore, il suo calore in questo momento perché...»
Galliani: «Assolutamente»
Bergamo: «Sono solo, non solo, meno che solo»
Galliani: «Ma no no ci sono io».

Meani: «Te chi mi mandi a Firenze?»
Bergamo: «Come griglia? Te dici come griglia di arbitri? L'abbiamo fatta a tre ma mi fai dire una cosa che con Gigi (Pairetto) non abbiamo ancora concordato. Ho in mente di metterne tre perché non voglio preclusioni e gli arbitri sono Messina, Farina e Rodomonti per me, poi sentiamo Gigi perché poi immaginerai quelli che sono i tre che voglio mettere la domenica successiva (la griglia per Milan-Juventus, ndr)
Meani: «Ho capito, tu vuoi mettere Paparesta»
Bergamo: «Sì»
Meani: «Collina»
Bergamo: «Sì»
Meani: «Trefoloni»
Bergamo: «Sissignore, e mi ci gioco la testa»
Meani: «Però a Trefoloni gli fai un bel discorsetto»
Bergamo: «Stai tranquillo, stai tranquillo»
Meani: «Perché se no gli tagliamo la testa noi»
Bergamo: «Stai tranquillo»
Meani: «Se no chiamalo e parlagli».

L'arbitro di quella partita dell'8 maggio fu Pierluigi Collina, in griglia c'erano anche Paparesta e Trefoloni.

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