Calciopoli - Meani, Galliani e quelle telefonate con Collina mai sentite


Dopo la controffensiva degli avvocati di Luciano Moggi negli ultimi giorni si parla molto di intercettazioni "non trascritte". Sono spuntate le telefonate di Giacinto Facchetti e quelle con Moratti, persino qualcuna fra l'allora presidente dell'Inter e arbitri in attività come Massimo De Santis. Le 75 conversazioni che il 20 aprile verranno messe agli atti nel processo di Napoli sono di tutti i generi con molti protagonisti, ma qualcosa manca ancora per quanti con attenzione hanno seguito le vicende della prima Calciopoli nella primavera del 2006: le telefonate fra Adriano Galliani e Pierluigi Collina.

Abbiamo potuto ascoltare le incredibili conversazioni fra Leonardo Meani, "l'addetto agli arbitri" (era proprio questa la sua qualifica) rossonero, e l'attuale designatore unico, ma nessuna fra il numero uno al mondo dei fischietti e all'allora amministratore delegato e presidente vicario Adriano Galliani. Perché c'è da sorprendersi? Semplice, perché di queste chiamate ci sono numerosi riscontri già nelle intercettazioni trascritte dai carabinieri nelle informative del Novembre 2005, e ancora di più in quella del Gennaio 2006.

L'audio che potete ascoltare nel video che riporto in questo post è chiarissimo. Si tratta della telefonata del 19 Aprile 2005 fra Leonardo Meani e Adriano Galliani. Siamo nei giorni che seguono Siena - Milan 2-1, gara nella quale ai rossoneri viene annullato un gol per fuorigioco di Shevchenko, e l'addetto agli arbitri dei rossoneri è reduce da un giro di telefonate con i designatori. Meani relaziona Galliani che provocatorio domanda se abbia parlato con "gli ex-designatori", chiaro il riferimento alla volontà di farli decadere dalla carica dopo questo errore, e il ristoratore brianzolo è chiarissimo:

Dio bono altro che parlato.. non ha visto che.. c'era in macchina Ancelotti gli bestemmiavo dietro, parolacce, di tutti i colori glie ne ho fatte tant'è vero che alla fine Ancelotti mi fa ma cosa gli dici!



C'è tanto in questa telefonata, ma c'è soprattutto un finale che lancia pesanti ombre proprio sul rapporto fra Collina e il Milan.

Meani: «Ha parlato con Collina per caso ieri?».
Galliani: «No».
Meani: «E´ perché la cercava...eeee deve aver chiamato nel pomeriggio, ha lasciato detto che avrebbe chiamato nel pomeriggio Galliani: «Adesso lo cerco io»

"Lo cerco io". Prova, incontestabile, dei contatti fra un alto dirigente rossonero e un arbitro in attività. Non uno a caso, "il numero 1" tanto amato anche da Facchetti.

Questo elemento è stato considerato nei processi sportivi? Andiamo a vedere. Carte alla mano.

Nella relazione, a firma dell'allora capo ufficio indagini Francesco Saverio Borrelli, questa telefonata è citata a pagina 160 così (Foto):


"il meani per mantenere viva la relazione con collina, arbitro in attività (arbitrerà poi milan - juventus), si preoccupa di informare galliani del fatto che Collina lo sta cercando (prog 5827 del 19.4.2005)"

Borrelli non fa dunque riferimento al fatto che nella chiamata è lo stesso Galliani a dire "lo cerco io". Comprensibile, d'altra parte anche i carabinieri, nell'informativa del Gennaio 2006, non ritengono di dover sottolineare questo aspetto nel momento in cui riassumono il contenuto della chiamata. "Adesso lo cerco io" non c'è nemmeno lì: "Prima di concludere Meani avvisa Galliani che lo sta cercando Collina". Stop. (Foto)

Borrelli, però, aveva evidentemente letto anche la trascrizione della chiamate, tant'è che a pagina 161 dello sua relazione, ricostruendo l'audizione di Galliani dell'8 Giugno 2006, conclude (Foto):

"...e di non aver mai incontrato Pierluigi Collina, ricordando di aver parlato con lui telefonicamente soltanto negli ultimi periodi"

Sorpresa. Lo stesso Galliani conferma l'8 giugno 2006 di aver parlato con Collina al telefono.

Perché fra gli inquirenti sportivi, ma anche fra i PM e fra i Carabinieri, nessuno si è preoccupato di capire perché queste telefonate non c'erano? Lo dice Galliani, "ho parlato con Collina". Se esistono perché non sono state trascritte? Se non ci sono, perché non ci sono? Erano intercettati? In caso contrario, chi ha deciso che il più alto dirigente del Milan e l'arbitro più in vista del mondo non dovessero avere i telefoni sotto controllo visto quanto veniva fuori ogni qualvolta entravano in contatto con i Meani o i Bergamo?

Concludiamo quest'analisi andando a leggere la sentenza della Commissione d'Appello Federale presieduta da Cesare Ruperto, il primo grado della giustizia sportiva, nella parte in cui si parla di questa chiamata.

La telefonata era agli atti con lo stesso numero di riferimento indicato nell'informativa "Prog. 5827" e viene citata a pagina 148 (Foto).

Scrivono i giudici sportivi:


"Per la verità la trascrizione fa riferimento a "ex-designatori": l'aggiunta della particella è presumibilmente dovuta ad un errore di trascrizione, dal momento che Bergamo (con il quale oltretutto il Meani risulta aver preso contatto: telefonata 7 maggio 2005, prog. 8609) era ancora in servizio e non si comprende quale interesse potesse esservi nel prendere contatto con persone non più investite della funzione di designare gli ufficiali di gara..."

In sostanza la commissione d'appello federale non comprende il sarcasmo di Galliani che aggiunge la particella "ex" con evidente riferimento al fatto che, dopo l'errore in Siena - Milan, non gli dispiacerebbe riuscire a rimuoverli dall'incarico, ma soprattutto dimostra di non sapere che non solo Meani, ma anche lo stesso Galliani, avevano contatto con Bergamo come dimostrato dalle recenti telefonate pubblicate a seguito del lavoro della difesa di Moggi.

Particolare ancora più significativo nel giudizio sportivo non è inclusa nella valutazione la risposta di Galliani a Meani ("adesso lo cerco io") che prova, anche in assenza di trascrizioni ulteriore, il contatto telefonico diretto fra Galliani e un arbitro in attività.

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