Logo Blogo

Calciopoli - Meani, Galliani e quelle telefonate con Collina mai sentite

Pubblicato: 16 apr 2010 da Gabriele Capasso

Commenti dei lettori


Dopo la controffensiva degli avvocati di Luciano Moggi negli ultimi giorni si parla molto di intercettazioni “non trascritte”. Sono spuntate le telefonate di Giacinto Facchetti e quelle con Moratti, persino qualcuna fra l’allora presidente dell’Inter e arbitri in attività come Massimo De Santis. Le 75 conversazioni che il 20 aprile verranno messe agli atti nel processo di Napoli sono di tutti i generi con molti protagonisti, ma qualcosa manca ancora per quanti con attenzione hanno seguito le vicende della prima Calciopoli nella primavera del 2006: le telefonate fra Adriano Galliani e Pierluigi Collina.

Abbiamo potuto ascoltare le incredibili conversazioni fra Leonardo Meani, “l’addetto agli arbitri” (era proprio questa la sua qualifica) rossonero, e l’attuale designatore unico, ma nessuna fra il numero uno al mondo dei fischietti e all’allora amministratore delegato e presidente vicario Adriano Galliani. Perché c’è da sorprendersi? Semplice, perché di queste chiamate ci sono numerosi riscontri già nelle intercettazioni trascritte dai carabinieri nelle informative del Novembre 2005, e ancora di più in quella del Gennaio 2006.

L’audio che potete ascoltare nel video che riporto in questo post è chiarissimo. Si tratta della telefonata del 19 Aprile 2005 fra Leonardo Meani e Adriano Galliani. Siamo nei giorni che seguono Siena - Milan 2-1, gara nella quale ai rossoneri viene annullato un gol per fuorigioco di Shevchenko, e l’addetto agli arbitri dei rossoneri è reduce da un giro di telefonate con i designatori. Meani relaziona Galliani che provocatorio domanda se abbia parlato con “gli ex-designatori“, chiaro il riferimento alla volontà di farli decadere dalla carica dopo questo errore, e il ristoratore brianzolo è chiarissimo:

Dio bono altro che parlato.. non ha visto che.. c’era in macchina Ancelotti gli bestemmiavo dietro, parolacce, di tutti i colori glie ne ho fatte tant’è vero che alla fine Ancelotti mi fa ma cosa gli dici!

C’è tanto in questa telefonata, ma c’è soprattutto un finale che lancia pesanti ombre proprio sul rapporto fra Collina e il Milan.

Meani: «Ha parlato con Collina per caso ieri?».
Galliani: «No».
Meani: «E´ perché la cercava…eeee deve aver chiamato nel pomeriggio, ha lasciato detto che avrebbe chiamato nel pomeriggio Galliani: «Adesso lo cerco io»

Lo cerco io“. Prova, incontestabile, dei contatti fra un alto dirigente rossonero e un arbitro in attività. Non uno a caso, “il numero 1″ tanto amato anche da Facchetti.

Questo elemento è stato considerato nei processi sportivi? Andiamo a vedere. Carte alla mano.

Nella relazione, a firma dell’allora capo ufficio indagini Francesco Saverio Borrelli, questa telefonata è citata a pagina 160 così (Foto):

il meani per mantenere viva la relazione con collina, arbitro in attività (arbitrerà poi milan - juventus), si preoccupa di informare galliani del fatto che Collina lo sta cercando (prog 5827 del 19.4.2005)

Borrelli non fa dunque riferimento al fatto che nella chiamata è lo stesso Galliani a dire “lo cerco io“. Comprensibile, d’altra parte anche i carabinieri, nell’informativa del Gennaio 2006, non ritengono di dover sottolineare questo aspetto nel momento in cui riassumono il contenuto della chiamata. “Adesso lo cerco io” non c’è nemmeno lì: “Prima di concludere Meani avvisa Galliani che lo sta cercando Collina“. Stop. (Foto)

Borrelli, però, aveva evidentemente letto anche la trascrizione della chiamate, tant’è che a pagina 161 dello sua relazione, ricostruendo l’audizione di Galliani dell’8 Giugno 2006, conclude (Foto):

“…e di non aver mai incontrato Pierluigi Collina, ricordando di aver parlato con lui telefonicamente soltanto negli ultimi periodi”

Sorpresa. Lo stesso Galliani conferma l’8 giugno 2006 di aver parlato con Collina al telefono.

Perché fra gli inquirenti sportivi, ma anche fra i PM e fra i Carabinieri, nessuno si è preoccupato di capire perché queste telefonate non c’erano? Lo dice Galliani, “ho parlato con Collina“. Se esistono perché non sono state trascritte? Se non ci sono, perché non ci sono? Erano intercettati? In caso contrario, chi ha deciso che il più alto dirigente del Milan e l’arbitro più in vista del mondo non dovessero avere i telefoni sotto controllo visto quanto veniva fuori ogni qualvolta entravano in contatto con i Meani o i Bergamo?

Concludiamo quest’analisi andando a leggere la sentenza della Commissione d’Appello Federale presieduta da Cesare Ruperto, il primo grado della giustizia sportiva, nella parte in cui si parla di questa chiamata.

La telefonata era agli atti con lo stesso numero di riferimento indicato nell’informativa “Prog. 5827″ e viene citata a pagina 148 (Foto).

Scrivono i giudici sportivi:

“Per la verità la trascrizione fa riferimento a “ex-designatori”: l’aggiunta della particella è presumibilmente dovuta ad un errore di trascrizione, dal momento che Bergamo (con il quale oltretutto il Meani risulta aver preso contatto: telefonata 7 maggio 2005, prog. 8609) era ancora in servizio e non si comprende quale interesse potesse esservi nel prendere contatto con persone non più investite della funzione di designare gli ufficiali di gara…”

In sostanza la commissione d’appello federale non comprende il sarcasmo di Galliani che aggiunge la particella “ex” con evidente riferimento al fatto che, dopo l’errore in Siena - Milan, non gli dispiacerebbe riuscire a rimuoverli dall’incarico, ma soprattutto dimostra di non sapere che non solo Meani, ma anche lo stesso Galliani, avevano contatto con Bergamo come dimostrato dalle recenti telefonate pubblicate a seguito del lavoro della difesa di Moggi.

Particolare ancora più significativo nel giudizio sportivo non è inclusa nella valutazione la risposta di Galliani a Meani (”adesso lo cerco io“) che prova, anche in assenza di trascrizioni ulteriore, il contatto telefonico diretto fra Galliani e un arbitro in attività.

I Documenti

I Documenti
I DocumentiI DocumentiI DocumentiI Documenti

Tutto su Calciopoli 2

Intercettazioni Moratti Prima Parte

Intercettazioni Moratti Seconda Parte

Calciopoli, il Pm Narducci negò l’esistenza di telefonate tra Moratti e Bergamo

Nuova intercettazione Calciopoli: Le griglie di Meani e Pairetto (testo ed audio)

Calciopoli, intercettazione Meani-Bergamo: “Quel guardalinee non lo voglio”

Calciopoli, intercettazioni Facchetti-Bergamo: “E’ una sfida che vedrai, la vinciamo insieme”

Calciopoli, intercettazioni Meani-Collina e Cellino-Bergamo

Calciopoli, Bergamo il milanista e l’ex guardalinee Coppola che confessa: “Al processo mi liquidarono perché dell’Inter non importava”

Facchetti come Moggi: conosceva in anticipo i nomi dei guardalinee

Nuove Intercettazioni: Facchetti parlava con l’arbitro De Santis

Spalletti a Bergamo: “Posso chiamare gli assistenti?”

Intercettazioni - Facchetti con Pairetto: “Hai messo in forma Trefoloni?”

Nuove Intercettazioni Bergamo-Facchetti: “Ho sofferto per l’Inter”

Calciopoli Udienza 13 Aprile - Difesa Moggi: “Da acquisire 75 telefonate”

Dal Belgio: “L’Inter comprava gli arbitri in Champions League”

Calciopoli 2 - L’Intercettazione: Facchetti parla di griglie con Bergamo

Calciopoli - Juve, Milan, Inter (Moggi, Meani, Facchetti): “Grigliate” a confronto

Autogol della difesa di Moggi, l’audio smentisce l’avvocato sull’intercettazione di Facchetti

1 stelle2 stelle3 stelle4 stelle5 stelle (3 Voti | Media: 5 su 5)
condividi condividi
9 commenti

Commenti dei lettori

Nascondi commenti anonimi
  • Profilo di blogattelle

    blogattelle

    15 apr 2010 - 18:38 - #1
    0 punti
    Up Down
  • Profilo di il-juventino

    il-juventino

    15 apr 2010 - 18:57 - #2
    0 punti
    Up Down

    ormai non ci sono più dubbi, le prova sulla nostra innocienza sono skiaccianti! calciopoli è stata tutta una messa in scena da parte di inter e milan xkè loro erano gelosi della potensa della juve! adesso inter e milan meritano la serie c e alla juve vanno riassegniati gli 2 scudetti più altri 2 a tavolino, ed anke una champions a tavolino come risarcimento danni! godooooooooooooooooooo

  • Profilo di Jericho86

    Jericho86

    15 apr 2010 - 19:17 - #3
    0 punti
    Up Down

    Si xkè invece moggi non ha fatto niente no..!? ora gli juventini spuntano come funghi a spararle a zero come se alla fine ci fosse stato un complotto contro di loro ma la verità è che siete tutti dei ladri… mezza serie A dovrebbe andarci in B…!!!

  • Profilo di juventus1897

    juventus1897

    15 apr 2010 - 22:00 - #4
    0 punti
    Up Down

    al Milan ed a Galliani Calciopoli gli è andata di lusso…
    anzi forse Galliani dovrebbe sedere accanto a Moggi a Napoli…

  • Up

    16 apr 2010 - 01:34 - #5
    0 punti
    Up Down

    il juventino non dire s t r o n z a t e guarda che Milan e Juve erano gemellate e Galliani presidente di Lega è stato voiluto dal tuo caro Moggi !!!!!Tutte e tre colpevoli , tutte e tre in B e lo dico da MILANISTA

  • bruno2173

    16 apr 2010 - 05:02 - #6
    0 punti
    Up Down

    con la differenza che la juve comunque la b la fatta , il milan quando la juve era in b giocava in champion….

  • bruno2173

    16 apr 2010 - 05:11 - #7
    0 punti
    Up Down

    ma quanto e lecca culo questo meani!!!!< si dott. galliani slurp io gli ho detto slurp slurp....> hhahaahhaha che miserabile schifezza….

  • Up

    16 apr 2010 - 12:37 - #8
    0 punti
    Up Down

    Ma l’accusa dfelMilan è diversa da quella della Juve; il Milan in quell’anno non ha avuti aiuti arbitrali al massimo doveva andare in B per aver favorito lo scudetto alla Juve ma ci pensiamo??????Non è possibbile che quell’anno la Juve che ha pareggiato per tutto il girone di ritorno ha vinto lo scudetto e il Milan nello scontro diretto si è come seduto se vincevamo la Coppa e il titolo erano in Via Turati!!!!!!!!!Come ha detto Giorgio Gherarducci “Siamo gli unici P I R L A che rischiamo la B per le partite COMPRATE E PERSE” Bellissima frase da un vero cuore rossonero.Aggiungo se il patron non avrebbe perso le elezioni di sicuro non muoveva un dito!!!Quanto ci scomettiamo??????

  • miki foggia

    14 mag 2010 - 20:26 - #9
    0 punti
    Up Down

    riportato
    C’è un altro perno attorno al quale sta ruotando il processo Calciopoli in corso al Tribunale di Napoli. Si tratta delle schede telefoniche svizzere, le cosiddette sim protette. L’accusa vuole dimostrare che tramite l’acquisto di alcune di queste schede si era creata una rete volta a favorire il sistema-Moggi.
    Il maresciallo dei carabinieri Michele Di Laroni, ascoltato nell’ultima udienza, ha spiegato come ha proceduto nell’indagare: da casa Bergamo partì una telefonata verso una scheda svizzera; rintracciato il proprietario, si scoprì che aveva venduto nove sim a Luciano Moggi; poi per ogni scheda svizzera è stato trovato un proprietario, in base agli spostamenti e ai contatti telefonici.
    Una di queste è stata assegnata all’arbitro Massimo De Santis, monitorando i suoi spostamenti e le chiamate effettuate da quella scheda. L’avvocato dell’arbitro Paolo Gallinelli critica i metodi d’indagine.
    A cosa punta la difesa di De Santis?
    “Ha già puntato a un obiettivo ben preciso, credo in parte raggiunto: dimostrare, come da documentazione prodotta agli atti, che De Santis, in alcuni giorni e in alcuni orari nei quali gli viene attribuito l’utilizzo di schede svizzere, era in luogo assolutamente diverso rispetto a quelli indicati dalla polizia giudiziaria”.

    Può essere più preciso?
    “Le faccio un esempio: al mio assistito viene attribuita una telefonata fatta un giorno da Coverciano alle 14,19. Ma De Santis alle 14,00 era a Roma. Credo che nessuno possa andare da Roma a Coverciano in 19 minuti”.
    Linea difensiva che regge?
    “Certamente. Credo che addirittura non si arrivi a dimostrare nemmeno il possesso o l’utilizzazione della scheda”.
    Però le persone che avevano contatti con quella scheda svizzera erano molto vicine a De Santis
    “Nessuna di queste persone è stata mai interrogata sull’argomento. Nessuno ha confermato di aver risposto o chiamato un numero svizzero”.
    Ritiene attendibile il teste?
    “Non devo verificare l’attendibilità del teste, anche in caso di domande aggressive. Devo verificare l’attendibilità delle indagini condotte da una persona che ha contribuito a generare questo procedimento”.
    Come?
    “Cercando di far emergere le lacune, laddove presenti”.