Annunciata da qualche giorno, in risposta alla richiesta di acquisizione di 75 nuove telefonate da parte della difesa di Moggi, arriva la controffensiva del PM Narducci. La sorpresa c’è, ma è al contrario: le 4 telefonate di cui si parla, pubblicate in questo articolo della Gazzetta, sono già agli atti del processo, incluse nelle informative dei carabinieri del 2005 e valutate in sede di processo sportivo. Scopo principale è dimostrare che anche Moggi parlava con gli arbitri come si è scoperto facessero anche Leonardo Meani, Adriano Galliani e Giacinto Facchetti.
La prima è in realtà una chiamata fra Bergamo e Moggi dell’11 novembre 2004, ore 12,21. Il direttore generale della Juventus comunica al designatore le 16 cifre per ricaricare un’utenza non intercettata, gli inquirenti suppongono si tratti di una sim svizzera. In quella chiamata Bergamo fa riferimento alla “giustificazione” che darà nella rubrica che teneva insieme a Gigi Pairetto su La Gazzetta alla mancata espulsione di Thuram nel finale di uno Juventus - Fiorentina.
…no lo so, ma c’era l’espulsione di Thuram, …ma io dirò tutta una cosa vedrai come te la scrivo bene…
Le Foto del Processo Calciopoli del 13 Aprile 2010
Sul fatto che il dirigente bianconero avesse contatti con i designatori tramite utenze non intercettate era già stata fatta luce, si tratta di una circostanza ammessa dallo stesso Moggi.
Ci sono poi tre chiamate attribuite alle schede “svizzere” intercettate “di rimbalzo”, vale a dire mentre Moggi è al telefono su un’utenza monitorata che diventa spia della chiamata sfuggita al controllo degli investigatori. Anche queste, lo ripetiamo, erano contenute nelle informative del 2005 e peraltro già contestate in tribunale agli imputati. Andiamo a vederle nel dettaglio.
1) Moggi al telefono con Marco Girotto, un suo collaboratore, che gli sta leggendo la rassegna stampa il 5 Gennaio 2005 alle 9.47. Squilla un altro cellulare e Moggi lascia Girotto in linea. Non si conosce l’interlocutore, ma si captano queste parole del dirigente:
Ieri l’altro lo chiamo, prima griglia … e … uno, due, tre, quattro MORGANTI…. allora sei scemo, MORGANTI si deve sta a casa dopo il casino che ha combinato, si piglia e si mette a casa e non rompe i coglioni…. Morganti non ha capito un cazzo, non ha capito come funziona…. Io non c’ho mai avuto grande dialogo… era nostro amico …. […] Il colpevole è tutto BERGAMO… poi è cretino, perché telefona davanti agli assistenti……infatti se davo retta a lui MORGANTI andava in prima griglia…. glie la do io la prima griglia… non la deve fa… ora vediamo le partite di domani e poi decidiamo…
Moggi si riferisce alla condotta di Emidio Morganti in Atalanta - Messina, sospesa per avverse condizioni meteo quando i siciliani conducevano per 0 a 1. L’arbitro di Ascoli effettivamente non arbitrerà in Serie A nella giornata successiva, quella del 9 gennaio, bensì in Serie B nella gara Triestina e Perugia. Morganti sarà poi designato per Chievo - Roma del 15 gennaio. Al termine della stagione conseguirà 15 presenze nella massima serie, un numero congruo con il ruolo di giovane arbitro visto che nella stagione precedente ne aveva collezionate 7.
La seconda parte dell’analisi la potete trovare qui… (Link)
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Calciopoli - La controffensiva dei PM è su telefonate già note (Prima Parte)
Calciopoli - La controffensiva dei PM è su telefonate già note (Seconda Parte)
il-juventino
17 apr 2010 - 23:19 - #1ormai non ci sono più dubbi, le prova sulla nostra innocienza sono skiaccianti! calciopoli è stata tutta una messa in scena da parte di inter e milan xkè loro erano gelosi della potensa della juve! adesso inter e milan meritano la serie c e alla juve vanno riassegniati gli 2 scudetti più altri 2 a tavolino, ed anke una champions a tavolino come risarcimento danni! godooooooooooooooooooo
miki foggia
18 apr 2010 - 18:17 - #2Riportato:
NAPOLI, 24 marzo - Dal controesame di Attilio Auricchio, così come dal dibattito vivace tra difesa e pm che obiettano, s’oppongono, parlottano col teste durante le pause dell’udienza, alcune perle significative. Come questa che fa chiarezza, anzi no su una delle domande ricorrenti di Moggie Bergamosui contatti con Facchetti del designatore, amico del presidente interista scomparso. Quelle telefonate di cui si parla nell’informativa dei carabinieri del 19 aprile 2005 non si trovano da nessuna parte. Ne parlano tra loro i plurintercettati Bergamo e Maria Grazia Fazi, ma non si trova trascrizioni e sonoro.
Avv. Prioreschi (difesa Moggi): «Colonnello Auricchio, le cito un’intercettazione del 5 gennaio 2005, ore 14.30, tra Maria Grazia Fazi e Bergamo, dove il designatore riferisce telefonate di Moratti e di una cena che aveva organizzato con Facchetti perché si lamentavano degli arbitri quelli dell’Inter, poi di un’altra telefonata del 29 marzo 2005 in cui Bergamo riferisce di colloqui con Moratti. Ora, noi abbiamo cercato queste interlocuzioni tra Bergamo e Moratti, ma non le abbiamo trovate. Lei, tenente colonnello Auricchio, sa spiegare perché queste telefonate non ci sono, visto che i telefoni di Bergamo erano intercettati?»
Ten. Col. Auricchio: «Non so dare spiegazioni».
Pm Narducci: «E’ l’avvocato che lo dice, ma non può dimostrare nulla».
Avv. Prioreschi: «Dottor Narducci, lei ha messo sotto intercettazione tutti i telefoni di Bergamo».
Pm Narducci: «Qualcosa sarà sfuggita, magari non tutti i telefoni erano sotto controllo».
Auricchio: «Tutte le telefonate intercettate sono state riportate, e quelle che non sono state riportate sono state compendiate. Facchetti avrà chiamato su altro numero».
Giudice Casoria: «Va bene, avvocato, non lo sa spiegare».
Avv. Trofino (difesa Moggi): «Perché ci interessa? Beh dopo tutto quello che è venuto fuori al processo Telecom…»
Avv. Prioreschi: «Magari il pm può appellarsi al Segreto di Stato…».
miki foggia
12 mag 2010 - 19:47 - #3riportato
Ieri si è svolta l’ennesima udienza presso la IX sezione penale del Tribunale di Napoli sul procedimento riguardante calciopoli; e qui potrete trovare i dettagli.
Della lunga giornata napoletana, però, voglio analizzare un solo passaggio, in cui la difesa (Avv.Gallinelli) dell’arbitro De Santis ha chiesto al maresciallo Di Laroni quali indagini sono state svolte in riferimento al suo assistito.
Due i punti fondamentali.
1) L’Avv.Gallinelli chiede se si era a conoscenza che De Santis frequentava il corso per incarichi direttivi di polizia penitenziaria, e se di conseguenza sono stati eseguiti gli accertamenti sui giorni e gli orari in cui frequentava il corso. Alla risposta negativa del maresciallo Di Laroni, la difesa fa presente che il 21 gennaio 2005 De Santis frequentava il tirocinio presso Regina Celi dalle 8 alle 14, ma nonostante questo il teste risponde: “No, io so che l’utenza era a Coverciano”.
2) L’Avv.Gallinelli riporta due dati. Il 27 gennaio del 2005 ore 11:53 e sempre il 27 gennaio ore 12:14, in cui l’utenza era sempre quella attribuita a De Santis, per via della “cella” agganciata Roma. La difesa domanda: “avete accertato dove si trovava De Santis in quella data?”. La risposta del maresciallo è ancora una volta negativa. Peccato, perché anche in questo caso l’Avv.Gallinelli dichiara: “Si trovava a Casal del Marmo, orario 9-13 a frequentare il corso…”.
L’esame si conclude così:
Avv. Gallinelli: “1.2.2005 ore 12.58 utenza chiamante sempre quella, cella agganciata Roma, avete accertato se De Santis frequentava il corso?”
Di Laroni: “No”
Avv. Gallinelli: “Benissimo, nessuna altra domanda”.
Tempo fa scrissi che si potrebbe far finta che questa sia giustizia, l’importante è tenere a mente che i dati in possesso degli inquirenti hanno permesso con buon grado di approssimazione di dire che l’utenza intercettata era verosimilmente ad uso di De Santis.