Ecco le telefonate che la Procura di Napoli vuole utilizzare per respingere l’offensiva della difesa di Moggi che ha richiesto l’acquisizione di 75 nuove telefonate. La prima parte la potete leggere qui.
2) Si tratta di una telefonata fra Moggi e un’amica del 3 Dicembre 2004. Anche in questo caso Moggi risponde ad una seconda chiamata su un numero non monitorato. Non si conosce l’interlocutore, ma si captano queste parole:
…oh, la peggiore che ti poteva toccà, eh !….però tu fa la partita tua, regolare, eh? …no, senza regalà niente a nessuno, con…con tranquillità perché qua a me mi serve per la…eh? …Ok ! ……DONDARINI (ndr arbitro di Juventus-Lazio) !……eh, ma a me quello che mi serve è…è…è FIORENTINA-BOLOGNA……in modo particolare ……apposta !…il minimo…eh…eh…quello, quello mi serve in particolare e poi…ehm…ehm…mi serve …eh…il MILAN, di avanzare …ehm…ehm…nelle…nelle ammonizioni per far fare le diffide, insomma !…Vabbè Tanto comunque ne parliamo stasera poi !…oh, sentiamoci stasera, verso le 21,30 così 21,00-21,30 !…Ok…”.
Gli inquirenti suppongono dalla frase “oh, la peggiore che ti poteva toccà, eh! però tu fa la partita tua regolare” che dall’altra parte del filo ci sia un arbitro. Supposizione più che ragionevole. Moggi rivela le sue due “priorità”. Vediamole.
La prima è Fiorentina - Bologna, arbitrata da De Santis, una delle gare al centro di Calciopoli sin dal 2006. Si tratta della partita delle famose “ammonizioni strategiche” di Nastase e Petruzzi. I due rossoblù, non titolari in quella stagione essendo entrambi “sotto” le 18 presenze in un anno, saranno squalificati per la successiva sfida con la Juventus a seguito delle ammonizioni comminate da De Santis. In quella gara c’era anche un altro diffidato nel Bologna, Leonardo Colucci, che non verrà sanzionato mentre scatteranno due gialli innocui dal punto di vista delle squalifiche per Gamberini e Meghni. Su quella gara, inoltre, c’è già la pronuncia della CAF che parla di impossibilità a dimostrare l’illecito.
La seconda priorità di Luciano, apertamente dichiarata, è quella di “far avanzare il Milan nelle ammonizioni per far fare delle diffide“.
In quella giornata, la 14°, il Milan gioca a Parma, arbitrata da Tiziano Pieri accostato alla “Cupola”. I rossoneri vincono per 2 a 1 con reti di Pirlo, giocatore in diffida già da Brescia - Milan di tre settimane prime, e Kakà. Pieri non ammonisce nessun calciatore di Ancelotti. Alla supersfida con la Juventus, prevista per la 16° giornata, il Milan si presenta a ranghi completi, infortunati a parte.
Le Foto del Processo Calciopoli del 13 Aprile 2010
3)L’ultima telefonata è un’altra “famosa” sin dal 2006. Gianluca Paparesta chiama Luciano Moggi dall’utenza svizzera in dotazione al padre, Romeo Paparesta, dopo Reggina - Juventus. Questa la metà del dialogo che si riesce ad ascoltare:
Ma che, hai pure il coraggio di chiamarmi? … Ah, Gianlu’, no, stavolta guarda che è l’ultima volta. No, mi dispiace, no…Tu ieri mi sei rimasto più antipatico quando hai fatto il fallo su Ibrahimovic che poi ha segnato il gol… così hai evitato tutti i problemi possibili… Quello è più grave del rigore, perché si è vista la volontà tua! Comunque, guarda, io non ho voglia di parlarti! Basta!
Su quella partita si è detto tanto, compreso sul presunto sequestro di persona di Moggi che si era vantato al telefono con altri soggetti di “aver chiuso Paparesta nello spogliatoio“. In realtà sia Paparesta, sia altri testimoni, sia la procura di Reggio Calabria, che ha archiviato l’inchiesta, hanno smentito che ciò sia realmente avvenuto.
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Calciopoli - La controffensiva dei PM è su telefonate già note (Prima Parte)
Calciopoli - La controffensiva dei PM è su telefonate già note (Seconda Parte)
il-juventino
17 apr 2010 - 23:19 - #1ormai non ci sono più dubbi, le prova sulla nostra innocienza sono skiaccianti! calciopoli è stata tutta una messa in scena da parte di inter e milan xkè loro erano gelosi della potensa della juve! adesso inter e milan meritano la serie c e alla juve vanno riassegniati gli 2 scudetti più altri 2 a tavolino, ed anke una champions a tavolino come risarcimento danni! godooooooooooooooooooo
'sup
17 apr 2010 - 23:46 - #2VI ANTICIPO UNA NOTIZIA CLAMOROSA: CI SONO DELLE INTERCETTAZIONI DEGLI INTERCETTATORI!
Pare che nelle ultime intercettazioni uno degli intercettatori abbia chiesto all’altro per quale ragione continuavano ad ascoltare telefonate su telefonate quando pure i muri avevano capito che girava tutto in torno a Moggi e a Galliani.
L’altro ha risposto che era Juventino e che stava solo aspettando la pensione.
pakis
18 apr 2010 - 00:27 - #3vedremo come finirà…notte a tutti.
miki foggia
18 apr 2010 - 18:20 - #4riportato:
NAPOLI, 24 marzo - Dal controesame di Attilio Auricchio, così come dal dibattito vivace tra difesa e pm che obiettano, s’oppongono, parlottano col teste durante le pause dell’udienza, alcune perle significative. Come questa che fa chiarezza, anzi no su una delle domande ricorrenti di Moggie Bergamosui contatti con Facchetti del designatore, amico del presidente interista scomparso. Quelle telefonate di cui si parla nell’informativa dei carabinieri del 19 aprile 2005 non si trovano da nessuna parte. Ne parlano tra loro i plurintercettati Bergamo e Maria Grazia Fazi, ma non si trova trascrizioni e sonoro.
Avv. Prioreschi (difesa Moggi): «Colonnello Auricchio, le cito un’intercettazione del 5 gennaio 2005, ore 14.30, tra Maria Grazia Fazi e Bergamo, dove il designatore riferisce telefonate di Moratti e di una cena che aveva organizzato con Facchetti perché si lamentavano degli arbitri quelli dell’Inter, poi di un’altra telefonata del 29 marzo 2005 in cui Bergamo riferisce di colloqui con Moratti. Ora, noi abbiamo cercato queste interlocuzioni tra Bergamo e Moratti, ma non le abbiamo trovate. Lei, tenente colonnello Auricchio, sa spiegare perché queste telefonate non ci sono, visto che i telefoni di Bergamo erano intercettati?»
Ten. Col. Auricchio: «Non so dare spiegazioni».
Pm Narducci: «E’ l’avvocato che lo dice, ma non può dimostrare nulla».
Avv. Prioreschi: «Dottor Narducci, lei ha messo sotto intercettazione tutti i telefoni di Bergamo».
Pm Narducci: «Qualcosa sarà sfuggita, magari non tutti i telefoni erano sotto controllo».
Auricchio: «Tutte le telefonate intercettate sono state riportate, e quelle che non sono state riportate sono state compendiate. Facchetti avrà chiamato su altro numero».
Giudice Casoria: «Va bene, avvocato, non lo sa spiegare».
Avv. Trofino (difesa Moggi): «Perché ci interessa? Beh dopo tutto quello che è venuto fuori al processo Telecom…»
Avv. Prioreschi: «Magari il pm può appellarsi al Segreto di Stato…».
miki foggia
12 mag 2010 - 19:43 - #5Riportato:
Ieri si è svolta l’ennesima udienza presso la IX sezione penale del Tribunale di Napoli sul procedimento riguardante calciopoli; e qui potrete trovare i dettagli.
Della lunga giornata napoletana, però, voglio analizzare un solo passaggio, in cui la difesa (Avv.Gallinelli) dell’arbitro De Santis ha chiesto al maresciallo Di Laroni quali indagini sono state svolte in riferimento al suo assistito.
Due i punti fondamentali.
1) L’Avv.Gallinelli chiede se si era a conoscenza che De Santis frequentava il corso per incarichi direttivi di polizia penitenziaria, e se di conseguenza sono stati eseguiti gli accertamenti sui giorni e gli orari in cui frequentava il corso. Alla risposta negativa del maresciallo Di Laroni, la difesa fa presente che il 21 gennaio 2005 De Santis frequentava il tirocinio presso Regina Celi dalle 8 alle 14, ma nonostante questo il teste risponde: “No, io so che l’utenza era a Coverciano”.
2) L’Avv.Gallinelli riporta due dati. Il 27 gennaio del 2005 ore 11:53 e sempre il 27 gennaio ore 12:14, in cui l’utenza era sempre quella attribuita a De Santis, per via della “cella” agganciata Roma. La difesa domanda: “avete accertato dove si trovava De Santis in quella data?”. La risposta del maresciallo è ancora una volta negativa. Peccato, perché anche in questo caso l’Avv.Gallinelli dichiara: “Si trovava a Casal del Marmo, orario 9-13 a frequentare il corso…”.
L’esame si conclude così:
Avv. Gallinelli: “1.2.2005 ore 12.58 utenza chiamante sempre quella, cella agganciata Roma, avete accertato se De Santis frequentava il corso?”
Di Laroni: “No”
Avv. Gallinelli: “Benissimo, nessuna altra domanda”.
Tempo fa scrissi che si potrebbe far finta che questa sia giustizia, l’importante è tenere a mente che i dati in possesso degli inquirenti hanno permesso con buon grado di approssimazione di dire che l’utenza intercettata era verosimilmente ad uso di De Santis.