Diego Armando Maradona, l'avv. Pisani: "Debito con il fisco cancellato". Ma l'Agenzia delle Entrate smentisce...

Il rapporto burrascoso tra Diego Armando Maradona e il fisco italiano va avanti, ormai, dal lontano 1992. Durante la giornata di oggi, si è scritto un altro capitolo di questa vicenda, con il quale si è fatto tutto tranne che chiarezza.

Oggi, l'avvocato Angelo Pisani, rappresentante di Maradona, ha annunciato, tramite un'agenzia Ansa, che il suo assistito aveva risolto finalmente tutti i contenziosi aperti con il fisco del nostro paese. Di conseguenza, Maradona poteva finalmente tornare in Italia senza alcun tipo di problema.

Non solo, Pisani aveva anche aperto all'ipotesi di una richiesta di risarcimento danni per ciò che Maradona ha dovuto passare in questi anni:

Maradona è finalmente libero dall'incubo del fisco e dalle strumentalizzazioni a suo carico e ha dato mandato di agire in giudizio nei confronti dell'Agenzia delle Entrate e dell'Agente di riscossione per chiedere il risarcimento dei danni personali, all'immagine, patrimoniale e da perdita di chance subiti in questi anni di persecuzione con cartelle pazze: risarcimento per una somma quanto meno equivalente alla stessa pretesa ingiustamente addebitatagli, e cioè 40 milioni di euro.

I tifosi del Napoli, ovviamente, hanno cominciato subito a festeggiare: anche lo stesso sindaco di Napoli, Luigi De Magistris, aveva subito invitato Maradona alla festa per il possibile scudetto per il quale il Napoli è in piena lotta contro la Juventus.

La pronta replica dell'Agenzia delle Entrate, però, ha costretto tutti a richiudere immediatamente le bottiglie di spumante e a limitare l'entusiasmo. Il debito del calciatore argentino, infatti, non è stato annullato. E' questo il succo della comunicazione ufficiale dell'Agenzia delle Entrate:

La Commissione tributaria centrale non ha annullato, né dichiarato estinto, né modificato il debito che il signor Diego Armando Maradona ha con l'erario italiano. Al contrario, la Commissione ha rigettato la richiesta di intervento adesivo dipendente avanzata dal calciatore Maradona nel giudizio in questione, rispetto al quale lo stesso Maradona era estraneo. Si ricorda altresì che il debito tributario del sig. Maradona è stato ormai confermato da innumerevoli sentenze della giustizia tributaria, a partire dalla sentenza della Ctp di Napoli n. 786/2001, confermata in appello dalla sentenza della Ctr Campana 1091/2002 e quindi dalla sentenza della Corte di Cassazione n. 3231/2005, per arrivare alla sentenza della Ctp di Napoli n. 321/17/2012, con la quale è stato respinto il recente ricorso del sig. Maradona diretto a rimettere in discussione il giudicato già formatosi in riferimento al suo debito con lo Stato italiano. Assai di recente è poi dovuta tornare sulla questione la stessa Ctp di Napoli con la sentenza 7/21/2013 che ha dichiarato inammissibile un'ultima iniziativa del sig. Maradona, condannandolo alla refusione delle spese di giudizio in favore dell'Agenzia delle Entrate e di Equitalia Sud.

Come se non bastasse, l'Agenzia delle Entrate non ha escluso un'azione legale a tutela della propria immagine a causa della diffusione di notizie false a riguardo.

Una "love story", quella tra Maradona e il fisco italiano, che sembra non avere fine.

Foto | © Getty Images

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