"Sei malato, non puoi arbitrare". Il racconto di Giuseppe M.

Sul sito 26lettere.it, che si occupa di fare informazione locale nel territorio del Sud-pontino, abbiamo trovato un articolo molto interessante che riporta la storia del 18enne Giuseppe M., vittima a suo dire di una discriminazione da parte della sezione AIA di Formia, in provincia di Latina. Lo stesso ha raccontato a Riccardo Antonilli, direttore responsabile della testata, di come il Presidente della Sezione di Formia non gli avrebbe consentito di partecipare all'esame finale per il corso di arbitri, tenutosi il 28 dicembre scorso, adducendo "una scusa". Giuseppe ha spiegato di aver partecipato a tutte le lezioni del corso, di aver ottenuto il certificato medico-agonistico ma di essersi visto negare la possibilità di partecipare all'esame finale.

Il 26 dicembre scorso è stato informato, tramite mail, che si sarebbe dovuto presentare presso la sede del Coni di Formia il giorno successivo, 27 dicembre alle ore 18:00, insieme a tutti gli altri candidati per un "pre-esame". Essendo un impegno non calendarizzato in precedenza e considerato il poco preavviso, Giuseppe non ha potuto parteciparvi a causa di un impegno inderogabile preso in precedenza, premurandosi però di avvertire telefonicamente il responsabile del corso arbitri che lo ha rassicurato sul fatto che non ci sarebbe stata nessuna conseguenza per questa sua assenza. Come previsto dunque, due giorni dopo, il "nostro" aspirante arbitro si è presentato a Formia per prendere parte all'esame.

Dopo aver atteso l'arrivo degli esaminatori del Cra Lazio si è accomodato tra i banchi, e quando la prova stava per iniziare gli si è avvicinato il responsabile del corso chiedendogli di uscire perché, contrariamente a quanto gli aveva detto il giorno precedente per telefono, non avrebbe più potuto completare il corso a causa della sua assenza al "pre-esame". Dopo aver protestato, Giuseppe ha chiesto di poter parlare con il Presidente della Sezione di Formia che lo ha raggiunto dopo qualche minuto all'esterno della sala.

A questo punto, stando al suo racconto, avrebbe ricevuto una spiegazione molto brusca nei modi da parte del Presidente, che gli avrebbe ripetuto di essere stato escluso dalla prova finale poiché assente in occasione del "pre-esame" obbligatorio del giorno precedente. Controllando però nel regolamento associativo, scaricabile dal sito dell'Aia, Giuseppe ha potuto verificare come non ci fosse alcun riferimento a questo fantomatico "pre-esame" e quindi alla sua obbligatorietà.

Secondo Giuseppe, la sezione dell'Aia di Formia avrebbe utilizzato questa scusa per cogliere la palla al balzo ed impedirgli di completare il corso a causa della sua malattia. Già. Fino ad ora non vi avevamo ancora detto che purtroppo questo aspirante arbitro è affetto dalla sindrome di Alpert o acrocefalosindattilia ereditaria, un morbo che provoca un'alterazione nell'embriogenesi degli archi brachiali, che gli ha comportato una malformazione cranica ed alle mani (mano a cucchiaio).

Va sottolineato che questa malattia in alcun modo ha compromesso le sue capacità intellettive o fisiche, tanto che gli è stato regolarmente rilasciato il certificato medico-agonistico. Questo ragazzo si è sentito trattato "non come una persona normale" dal Presidente della Sezione di Formia, avendo la netta impressione che gli sia stata preclusa un'opportunità di vita solo a causa di uno sciocco pregiudizio.

Adesso lui non vuole arrendersi di fronte quanto è accaduto, ed ha prontamente scritto all'Aia per chiedere, a pieno titolo, di poter partecipare all'esame, manifestando anche la disponibilità a recarsi in un'altra sezione del Lazio o presso il Comitato Regionale Arbitri. Noi naturalmente speriamo che l'Aia conceda a Giuseppe questa possibilità, anche solo per evitare qualsiasi sospetto di discriminazione. Concludiamo questo racconto allegando la lettera che Giuseppe ha scritto al sito 26lettere.it, sottolineando di essere pronti a dare spazio ad un'eventuale replica sulla vicenda da parte della Sezione Arbitrale di Formia:

“Sono stato informato per mezzo mail di un pre-esame rivolto a tutti i partecipanti del corso il giorno 27 Dicembre alle ore 18.00 presso il Centro Coni. Ci tengo a precisare che la mail mi è stata inviata il giorno prima, in particolar modo il 26 Dicembre alle ore 15.00. Purtroppo nel giorno in cui era previsto il ‘pre-esame’, non essendo stato avvisato per tempo, avevo già preso altri impegni personali: ragion per cui, ho contattato celermente il responsabile del corso arbitri, che, per telefono, mi aveva rassicurato che la mia assenza non avrebbe causato nessuna conseguenza. Il 28 Dicembre 2012, giorno previsto per l’esame finale, arrivai in largo anticipo poiché, nello stesso giorno, si svolgeva il raduno OTS. Alle 16.00, ora prevista per l’inizio degli esami, entrai nell’Aula con i miei compagni di corso e lì aspettammo che il tutto cominciasse. Arrivati gli esaminatori del Cra Lazio, l’esame sta per avere inizio quando il Responsabile del corso mi chiama in disparte per comunicarmi che non avrei potuto prendere parte agli esami. Il sottoscritto, incredulo e preoccupato, chiese di poter parlare con il Presidente della Sezione di Formia, il quale, raggiungendomi all’esterno dell’aula, senza lasciarmi il tempo di proferire parola, mi aggrediva a voce alta dicendomi che non avrei potuto sostenere l’esame poiché ero mancato al pre-esame che, secondo lui, era obbligatorio: tuttavia, dal regolamento associativo attuale, scaricatomi dal sito dell’Aia, non risulta esserci alcun riferimento ad un eventuale pre-esame ed alla sua obbligatorietà. La cosa che maggiormente mi lascia rammaricato è che mi sono sentito trattato non come una persona normale, cosa che per fortuna mi capita assai raramente grazie alle persone a me più care. Ho sempre visto l’Aia come un’isola felice, ovvero una associazione simbolo di veridicità e trasparenza: tuttavia mi permetto di segnalare che se ci sono molti esempi positivi a cui far riferimento in tale contesto, è altrettanto vero che simili comportamenti andrebbero evitati, in quanto quello che è successo a me vorrei che non succedesse a nessun’altra persona che ha i miei stessi problemi. Sono disposto a sostenere gli esami sia presso altra sezione sia presso il Comitato Regionale Arbitri”

© Foto Getty Images - Tutti i diritti riservati

  • shares
  • +1
  • Mail