Inter, le scuse di Balotelli: "Ho perso la testa, mi dispiace"


Finita la travagliata storia tra l'Inter e Mario Balotelli? La risposta è una sola: sì, è davvero finita. Ma fintanto che questa stagione non è ancora da consegnare agli archivi, ecco che allora il guascone bresciano non può essere francobollato con tanta sufficienza. Mourinho gli ha assicurato una maglia da titolare contro l'Atalanta, lui allora si consiglia con chi di dovere e si scusa in maniera ufficiale per l'atteggiamento irriguardoso verso l'Inter e gli interisti tenuto al termine della gara di Champions contro il Barça. "Chiedo scusa a tutti per il mio gesto di martedì sera. Quando sono entrato in campo e ho sentito i fischi della gente e le urla dell'allenatore ho perso la testa, non capivo più niente e poi alla fine mi son tolto la maglia solo per sfogare la mia rabbia. Mi dispiace di non essere riuscito a controllare la tensione e la frustrazione che da mesi mi stanno logorando".

Parole che sanno di circostanza, in realtà a questo ragazzotto poco più che imberbe interessa poco o forse nulla della maglia nerazzurra e con l'incoscienza dei suoi anni (o forse semplicemente con l'incoscienza e l'impulsività che lo contraddistingue) reputa una semifinale di Coppa Campioni una partita qualunque. Senza correre, senza svenarsi, mandando tutto lo stadio (a suo favore, in teoria) a quel paese. Ne ha sentite tante in questi due giorni SuperMario, chi pontificava a destra, chi si scandalizzava a sinistra, lui ha fatto spallucce e si è andato ad allenare come se niente fosse, salvo poi sgattaiolare da una uscita seconda di Appiano. I tifosi, sono loro che si sentono offesi più di ogni altro (compagni, società).

La follia di Mario Balotelli
La follia di Mario Balotelli
La follia di Mario Balotelli
La follia di Mario Balotelli
La follia di Mario Balotelli

Durante l'allenamento di ieri, a porte aperte come concesso in un accesso di generosità verso il pubblico di Mourinho, nessun coro per lui, qualche slogan scritto sui muri contro il numero 45 interista e tanta euforia per tutto il resto della truppa. Ormai il popolo interista è schierato compatto contro l'attaccante, cullato all'inizio e ora odiato all'inverosimile. Tante piccole scaramucce, le simpatie per i cugini rossoneri, gesti plateali e una svogliatezza senza pari in campo; sul sito degli ultras nerazzurri è apparso un messaggio lungo e articolato che cerca di sintetizzare l'umore di centinaia di supporters interisti nei confronti del lungagnone irriverente.

"Per noi non esisti più caro Mario, e con questa nostra, ti diciamo addio. Sai bene che i fischi che ti sono piovuti sulla testa da parte di tutto lo stadio non erano il frutto di un tiro sbilenco, di un passaggio sbagliato o di un dribbling mal riuscito, ma della rabbia nel vedere dieci giocatori con la tua stessa maglia sputare sangue inseguendo gli avversari, mentre tu trotterellavi in mezzo al campo. Come avresti potuto, tu che ti appresti a diventare il giocatore più forte al mondo e che esulterai solo per un tuo goal nella finale dei Mondiali, sprecare sudore per una squadretta che si sta giocando la semifinale di Champions?. Che ci pensassero gli altri a sbattersi! E chi se ne frega se si tratta di campioni, alcuni con quasi il doppio dei tuoi anni, tutti nazionali nei rispettivi paesi e con alle spalle trionfi di cui oggi tu nemmeno ti puoi sognare.

Ti ricorderemo sempre, Mario, ti ricorderemo come il bamboccio che, primo (e, speriamo, ultimo) nella storia, a San Siro, si è permesso di sfilarsi la maglia e di gettarla per terra in segno di spregio. Quella stessa maglia per cui ciascuno di noi spende tempo, denaro e amore per seguirla ovunque e che tu hai avuto la fortuna di indossare. Se la società decidesse di ritirare il numero di maglia, oltre che per meriti sportivi, anche che per chi ha infangato l'immagine del club, il 45 non potrebbe più comparire sulla schiena dei nostri giocatori per i prossimi 200 anni! Ci auguriamo solo che, al termine di questa stagione sportiva assolutamente esaltante comunque vada a finire, quando ci ritroveremo a tributare il dovuto applauso ai protagonisti, tu non abbia l'ardire di presentarti. Per noi non esisti più caro Mario, e con questa nostra, ti diciamo addio".

Più chiaro di così. E le scuse, semmai siano davvero esistite, non servono ormai più a niente.

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