Thomas Oar, la nuova speranza del calcio australiano

thomas oar

I mondiali di calcio sono un'importantissima vetrina per tutti, fare bene in questa competizione spesso significa dare una svolta significativa alla propria carriera. Gli osservatori di mezzo mondo si daranno appuntamento in Sudafrica a caccia di giovani talenti da introdurre nel calcio che conta, per questo anche una partita tra nazionali minori può risultare ricca di interesse. La scorsa edizione disputata in Germania ha mostrato al mondo gente come Frank Ribery e Theo Walcott, li avevamo segnalati e a distanza di quattro anni possiamo dire che non ci eravamo sbagliati sul loro talento, sicuramente li ritroveremo protagonisti anche in Africa.

Ora gli esperti sembrano scommettere su un altro giovanissimo, un ragazzo australiano di appena 18 anni. Il suo nome è Thomas Oar, gli amici lo chiamano Tommy, chi lo ha visto giocare non ha nessun dubbio circa le sue qualità, dall'altre parte del mondo hanno già individuato in lui l'erede di un altro grande Socceroos, stiamo parlando ovviamente di Harry Kewell. Di ruolo fa l'ala sinistra, alla vecchia maniera, corre sulla fascia, salta i terzini come se fossero birilli e non disdegna le prodezze balistiche. Il suo primo gol tra i professionisti lo ha segnato proprio con un calcio piazzato dal limite dell'area, grazie a quella marcatura il Brisbane Roar ebbe la meglio sul Wellington Phoenix e Oar divenne il più giovane di sempre ad aver segnato in A-League, il massimo campionato australiano.

Il ragazzo ha già fatto il suo esordio in nazionale in un'amichevole contro l'Indonesia, la sua prestazione è stata molto positiva tanto da convincere il tecnico della nazionale Pim Verbeek a inserirlo nella lista dei 30 in attesa del mondiale. In Australia si sono creati due partiti: ci sono quelli che vorrebbero il ragazzino al mondiale subito e gli altri che invece credono sia meglio aspettare che maturi un po', in fondo non ha nessuna esperienza in ambito internazionale, anche se potrebbe essere un'ottima occasione per farne. Il ct haperò voluto precisare che le possibilità di Oar di andare ai mondiali sono buone:

"Se si guarda alla sua esperienza, non c'è alcuna possibilità che lui finisca nei 23 perché ha appena iniziato la sua carriera tra i professionisti nella A-League e ha 18 anni. D'altra parte io non scelgo i giocatori soltanto perché hanno dei begli occhi azzurri o scuri e perché sono dei ragazzi simpatici. Scelgo un giocatore perché credo che possa far parte della selezione e Tommy ha qualcosa di speciale. Lo ha fatto vedere contro l'Australia e lo ha mostrato in sole due settimane in Olanda, tutti sono rimasti impressionati da lui. Tommy può dimostrarci di poter far parte dei 23. Ha talento, è un mancino e non abbiamo molti giocatore in quella posizione".

Tommy Oar è stato appena messo sotto contratto dagli olandesi dell'Utrecht che lo ha acquistato dagli australiani del Brisbane Roar insieme ad altri due ragazzi promettenti, Michael Zullo e Adam Sarota. Roar sta disputando in patria il suo secondo campionato da professionista e in poco più di 20 partite ha messo a segno due reti, molti di più sono invece gli assist che ha sfornato dalla sua fascia preferita. L'anno prossimo esordirà nel calcio europeo con la maglia dell'Utrecht formazione che ha chiuso al settimo posto della Eredivisie.

Ovviamente il ragazzo ha accolto con grande gioia la convocazione in nazionale e ha promesso di fare del suo meglio nelle prossime due settimane per convincere Verbeek a portarlo in Sudafrica. Se non dovesse riuscire nel suo intento non sarebbe un dramma, è talmente giovane che di occasioni importanti ne avrà ancora molte, in fondo le sue possibilità sono comunque alte, l'esperienza non è una discriminante fondamentale in questi casi. Pensiamo a Ronaldo che partecipò al mondiale vinto dal Brasile nel 1994 quando aveva appena 18 anni, o allo stesso Walcott convocato da Eriksson quando ancora non aveva fatto l'esordio in Premier League. Una cosa è certa, mondiale o no, di questo giovane ne sentiremo parlare di sicuro.

Le giocate di Thomas Oar

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