La Fiorentina dice le bugie, canale aperto con la Juve per Jovetic...

Per coerenza e necessità di piazza, i Della Valle e il direttore generale Pradé insistono su un tasto che compiace la tifoseria viola ma poco corrisponde alla realtà. Dopo la querelle-Berbatov, infatti, il gelo tra Fiorentina e Juventus si è sciolto nel giro di poco più di due mesi e il motivo non è soltanto quello più scontato, ovvero le sorti estive 2013 di Stevan Jovetic.

Alla posizione del talento montenegrino, sponsorizzato in bianconero da tutti (Agnelli, Paratici, Conte in particolare, Vucinic ecc.), il quale ha già manifestato a suo tempo alla proprietà la propria intenzione di ascoltare la Juventus chiedendo garanzie sulla posizione del suo club in vista di una trattativa oggi già in via di impostazione.
Non è una presa di posizione muro-a-muro quella di Jovetic, ma un discorso serio tra un calciatore ambito dai massimi sodalizi europei (tra i corteggiatori ci sono Chelsea, Manchester City e Bayern Monaco solo per citarne tre) che hanno iniziato a dialogare cercando di usare raziocinio, e conoscendo già il destino non comune, in occasione del rinnovo contrattuale accettato da Jovetic a un anno e mezzo dalla scadenza naturale del precedente accordo.

Non solo Jovetic, dunque, nelle mosse delle diplomazie viola e bianconere che hanno iniziato a riavvicinarsi già a fine ottobre 2012. Matri e/o Quagliarella erano obiettivi sensibili di Montella in vista di gennaio, e questo è risaputo, ma lo restano in vista dell'estate. Così come la Juventus ha agevolato i gigliati nell'operazione Pepito Rossi, defilandosi formalmente su esplicita richiesta dell'agente del calciatore italo-americano Federico Pastorello, da tempo impegnato moralmente con Beppe Marotta che aveva de facto una prelazione sull'ex attaccante del Villarreal. Dentro tutto questo, ci si mettano anche calciatori reciprocamente apprezzati quali Savic, Marrone, Cuadrado e Immobile: il gioco delle parti è fatto, consapevoli che da qui a giugno sarà una lunga volata di dichiarazioni che restano a oggi soltanto parole di facciata.

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