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Germania - Inghilterra, grande calcio ma quel gol fantasma...

Pubblicato: 27 giu 2010 da vieni_127


Finalmente questo pomeriggio abbiamo assistito a uno spettacolo degno di questo nome: l’affascinante sfida tra Germania e Inghilterra ha appassionato milioni di tifosi sparsi per tutto il globo, un match vibrante giocato a ritmi molto alti, una girandola di emozioni che alla fine ha decretato i tedeschi come vincitori indiscussi, un 4-1 pesantissimo che significa fallimento per gli inglesi guidati da Fabio Capello. I britannici non subivano quattro gol in una fase finale dei Mondiali dal lontano 1954, quando il poker riuscì all’Uruguay in terra elvetica; e ancora il 1954 ritorna parlando invece della Germania: questa incredibile Selezione è l’unica squadra che da 56 anni a questa parte raggiunge, in ogni singolo Mondiale, i quarti di finale.

La capacità teutonica di rialzarsi a ogni minimo cedimento ha origini profonde, radici che anche la Storia ha saputo mettere in evidenza: è un popolo, quello tedesco, che guarda sempre avanti, organizzato e preciso, e come seppe risorgere dopo i due fallimenti delle Guerre Mondiali, così, anche nel calcio, è stato in grado di ringiovanirsi quando tutti pensavano che la magica nidiata degli anni ‘90 non avrebbe avuto eredi degni già nel terzo millennio. E invece ecco che compare un Miroslav Klose, trait d’union generazionale, un attaccante capace di segnare ben dodici gol nei suoi tre Mondiali giocati, quarto giocatore di tutti i tempi a raggiungere questa cifra in coabitazione nientepopodimenoche con Pelè.


Le Foto di Germania - Inghilterra 4-1
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Il gol fantasma di Lampard in Germania - Inghiliterra

Il gol fantasma di Lampard in Germania - InghiliterraIl gol fantasma di Lampard in Germania - InghiliterraIl gol fantasma di Lampard in Germania - InghiliterraIl gol fantasma di Lampard in Germania - Inghiliterra

Già, bella la Germania, ma dove finiscono i suoi meriti e dove cominciano, invece, i demeriti dell’Inghilterra? La squadra allenata da Fabio Capello ha mostrato, a differenza degli avversari, due limiti evidenti: minor condizione fisica e corsa, retroguardia troppo vulnerabile. Eppure il possesso palla per tre quarti di gara era per la stragrande maggioranza inglese e alle irresistibili folate della meglio gioventù tedesca, rispondeva la quadratura della manovra di Gerrard e soci. Il marchio di Capello c’era e la reazione rabbiosa, sotto di due gol, è stata parte integrante dello spettacolo: la rimonta era completa se Larronda avesse convalidato il sacrosanto gol di Lampard, a quel punto sulla scacchiera c’era ben altro posizionamento delle pedine.

Invece la voglia di rimontare, caparbia affidata soprattutto alla linea mediana con Rooney e Defoe invece assenti ingiustificati, ha spinto in avanti l’armata di Sua Maestà, con l’ineluttabile conseguenza di mostrare il fianco a quelle cavallette in maglia bianca che correvano il doppio. Schweinsteiger e Ozil pareva avessero i pattini al posto degli scarpini, le loro progressioni sono state come coltello nel burro, col terminale offensivo più inaspettato: il giovanissimo Thomas Muller, 21 anni ancora da compiere, secondo e terzo gol nella competizione, un giovanotto che ha messo a referto anche l’assist per Podolski. Insomma, bravo Low, ma se si fosse andati negli spogliatoi sul 2-2 avremmo visto un’altra partita. L’Inghilterra, molto probabilmente, ora sarebbe ai quarti.

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