
Jean-Pierre Escalettes si è dimesso oggi dal ruolo di Presidente della federazione calcistica francese (FFF - Fédération Française de Football), ne ha dato notizia la stessa federazione attraverso un comunicato sul suo sito ufficiale. La notizia non ha certo colto di sorpresa i cugini transalpini, anzi in qualche modo era attesa e puntuale è arrivata alla termine del consiglio federale che si è tenuto oggi. Queste dimissioni sono una diretta conseguenza del fallimento dei Bleus ai mondiali sudafricani, un’esperienza quella dei francesi per molti versi simili alla nostra, anche se leggermente più turbolenta.
Il Presidente uscente ha così spiegato le ragioni della sua decisione che, giunta dopo alcuni giorni di riflessione, alla fine si è dimostrata ineluttabile:
“Dopo un week end di riflessione durante il quale ho consultato gli altri membri del consiglio, i miei collaboratori e i miei familiari, ho capito che è mio dovere dimettermi dalla mia funzione di Presidente della Fédération Française de Football. Mi assumo con lucidità la mia parte di responsabilità. La mia decisione è essenzialmente dettata dalla volontà di preservare e facilitare l’evoluzione di un’istituzione che servo con passione da molti decenni.
Consegnerò le mie dimissioni al termine del consiglio federale del prossimo 2 luglio. Resterò a disposizione di tutti per analizzare senza indulgenza le ragioni del fiasco della nazionale francese in Sudafrica. Svilupperò questi diversi punti venerdì di fronte ai miei colleghi del consiglio federale. Nel frattempo, non risponderò a nessuna sollecitazione da parte dei media”.
Escalettes è stato eletto a capo della federazione nel 2005 e poi rieletto tre anni dopo con oltre il 93,5% dei voti. Nel corso del suo mandato di presidenza ha fatto molto per il calcio francese contribuendo in maniera decisiva alla riduzione dei debiti della federazione e al riavvicinamento, non solo economico, tra il calcio professionistico e quello amatoriale. Il suo successo più grande lo ha ottenuto di recente quando è riuscito ad ottenere l’assegnazione, da parte della UEFA, degli Europei del 2016, battendo, tra l’altro, proprio l’Italia di Giancarlo Abete.
A suo sfavore invece c’è la riconferma di Raymond Domenech dopo i deludenti Europei del 2008, i Bleus terminarono ultimi nel Gruppo C alle spalle di Olanda, Italia e Romania. La vicenda Anelka, i disordini nello spogliatoio e l’ultimo posto in un girone non certo irresistibile in Sudafrica, hanno pesato in maniera decisiva sul bilancio del suo operato, al punto da costringerlo alla decisione delle dimissioni di oggi.
theprov
28 giu 2010 - 20:18 - #1C’è gente che ha ancora un minimo di decenza…no, tranquillo ABETE, non parlo di te…
odissea nello spazio
28 giu 2010 - 23:33 - #2L’organizzazione del campionato europeo é avvenuta anche grazie a l’appoggio di Sarkozy, la riconferma di Domenech é stata imposta da Platini. Comunque un bel gesto.