Presentato Cesare Prandelli: bisogna ripartire subito, la maglia azzurra a chi la merita

cesare prandelli

È cominciata oggi pomeriggio allo stadio Olimpico di Roma l'avventura azzurra di Cesare Prandelli. Il nuovo ct dell'Italia, con al suo fianco il presidente Giancarlo Abete, si è presentato ai giornalisti con cui si è intrattenuto per oltre un'ora. Ovviamente dopo il fallimento della spedizione azzurra erano tante gli argomenti da trattare, l'allenatore con molta serenità ha affrontato tutti i temi senza mai sottrarsi ad una domanda. Prandelli ha dimostrato di avere le idee molto chiare, non si butta il lavoro svolto da Lippi ma ci sarà un rinnovamento con un occhio particolare ai giovani, nessuna preclusione neanche agli oriundi, la parola d'ordine è "meritocrazia".

I nomi di Cassano e Balotelli non potevano non esser fatti, anche in quel caso il tecnico di Orzinuovi si è dimostrato molto aperto ad un loro impiego. Gli è stato poi chiesto, alla luce dei clamorosi errori arbitrali dei mondiali, cosa pensa dell'uso della tecnologia nel calcio: nessun dubbio nella risposta, per quanto sia difficile integrarla sarebbe fantastico un suo impiego, aiuterebbe il calcio a migliorare. Qualche domanda è stata fatta anche ad Abete, in particolare gli si è chiesto di render conto delle mancate dimissioni, il presidente federale non ha risposto, rimandando tutto a domani, dopo il consiglio federale.



Ripercorriamo la conferenza stampa di Cesare Prandelli provando ad individuare i temi chiave che sono stati affrontati.

L'importanza dei giovani

"Sono sempre più convinto, avendo lavorato con i giovani, che futuro calcio è il settore giovanile. Società devono investire nel settore giovanile. Sono convinto che c'è molta qualità nel settore giovanile. Bisogna avere forza di lavorarsi. A Firenze si è investito molto in questo settore e sono convinto che a breve usciranno diversi buoni giocatori".

Cassano e Balotelli

"Giocatori di qualità non dovrebbero mai trovare problemi a coesistere, anche se bisogna cercare equilibrio giusto. Balotelli non lo conosco e non sono in grado di dare giudizi, suggerimenti che posso dare è vivere in modo sereno questo lavoro. Cassano l'ho visto sereno, maturo, l'incontro con la moglie può averlo cambiato, gli ha dato serenità".

Quello che bisogna salvare dell'era Lippi

"Saluto Lippi, un ct che resta campione del mondo e lascia in eredità cose positive. Lascia una mentalità importante, lascia un attaccamento particolare a questa maglia. Dobbiamo ripartire dalla voglia di essere coinvolti in questo progetto."

Parola chiave: meritocrazia

"Saranno convocati i giocatori che meritano di indossare la maglia azzurra, sarà scelta meritocratica. Mi auguro di poter portare in nazionale giocatori di grandi qualità".

"Sono convinto che si deve lavorare sulla meritocrazia che alla fine paga sempre".

"La meritocrazia è inversamente proporzionale ai comportamenti. Le persone che rispetto sono quelle che ti danno più di quanto loro pensano".

Gli oriundi

"Oriundi? Se hanno cittadinanza italiana e giocano bene non vedo perché non convocarli".

Da oggi comincia quindi quella che Prandelli ha definito l'esperienza più importante della sua carriera. A lui va sicuramente l'incoraggiamento di tutti gli italiani, il suo compito è di estrema difficoltà, risollevare l'immagine della nazionale italiana dopo i fallimentari mondiali africani non sarà facile. Ha detto di voler portare gli azzurri tra le prime quattro nazionali al mondo, si è detto convinto di avere a disposizione il materiale giusto su cui lavorare. La speranza è che possa farci dimenticare in fretta le ultime delusioni, a cominciare dalla prima amichevole del 10 agosto, sarebbe importante per il morale in vista delle prossime partite di qualificazioni agli Europei.

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