Polemica Brasile, Elano e Juan contro il gioco duro


Dopo le polemiche per gli errori arbitrali grossolani che stanno condizionando pesantemente questi campionati del mondo, il Brasile punta il dito contro un altro problema di questo mondiale: il gioco duro. I brasiliani hanno infatti organizzato una conferenza stampa di "denuncia" alla quale hanno partecipato il romanista Juan, il centrocampista Elano (infortunatosi contro la Costa d'Avorio) ed il medico del Brasile. Queste le parole di Elano:

«Non mi piace lamentarmi ma questo tipo di violenza va preso in considerazione. La gente parla del pallone e della tecnologia da usare per capire se è gol o no ma io ho rischiato che mi spaccasse una gamba e avrei voluto andare dall'arbitro per chiedergli: "Non ha nemmeno chiamato un fallo?". Qui si parla solo di fuorigioco non visti e telecamere per i gol fantasma ma il vero problema è un altro: subiamo troppi falli, e nessuno viene punito come meriterebbe. Bisogna fare qualcosa, come mandare a casa chi non prende provvedimenti contro questo tipo di cose che pregiudicano l'esito e l'immagine dei Mondiali. Per gli arbitri è un Mondiale non positivo: anche Felipe Melo e Julio Baptista sono fuori per tutte le botte che hanno preso. Quando sono stato convocato avevo in testa tanti sogni, invece adesso quando mi trovo solo in camera mi prende la tristezza: gli ivoriani sono tornati a casa, io sono ancora qui ma con questo dolore non so se ce la farò a rientrare. Supero tutto ciò sforzandomi di pensare in positivo, e con l'aiuto di Dio e della mia famiglia, alla quale chiedo di continuare a pregare».


Le immagini dei convocati del Brasile

Le immagini dei convocati del Brasile
Le immagini dei convocati del Brasile
Le immagini dei convocati del Brasile
Le immagini dei convocati del Brasile

Anche Juan ha contestato lo stile di gioco violento degli avversari difendendo, come ovvio, invece quello della sua nazionale, ed anche lui se l'è presa con gli arbitri che sarebbero troppo permissivi con gli avversari e molto duri invece con i giocatori brasiliani:

«Gli arbitri puniscano davvero chi picchia oppure vadano a casa. Il Brasile per imporsi non ha mai avuto bisogno di picchiare. Mi dispiace vedere dei calciatori professionisti che scendono in campo con l'intenzione premeditata di fare del male ad un collega. Noi giochiamo a calcio e se una volta entriamo duro è sempre e solo sul pallone. Ma al primo intervento di questo tipo ci ammoniscono subito, perché siamo il Brasile. L'Olanda (prossimo avversario dei verdeoro ndr) è una squadra simile a noi, e penserà soprattutto a creare gioco ed attaccare. Tocca anche a voi della stampa sollevare questo problema: sia chiaro che deve essere punito chi picchia, e non chi gioca al calcio».

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