Cannavaro si presenta all'Al-Ahli: "Qui non per soldi"


A parte Marcos Assunçao, ex centrocampista della Roma dalla punizione velenosa, nell'Al-Ahli giocatori di rilievo non se ne sono mai visti; così l'arrivo di un Pallone d'Oro relativamente recente come Fabio Cannavaro ha portato grande entusiasmo a Dubai dove ieri mattina lo stopper napoletano si è presentato alla stampa. Il luogo ove l'ex juventino ha cominciato la sua nuova e stravagante avventura si chiama Mina el Salam, imponente albergo superlussuoso, e per la sua prima uscita mancava il presidente dei biancorossi ossia lo sceicco Hamdan bin Mohammed bin Rashid Al Maktoum; un suo delegato, Ahmad Khalifa Hammad, ha informato i presenti che secondo lo sceicco "questo evento è fra i tre più importanti del Paese perché siamo in una data storica e inizia una nuova era nel calcio".

Negli Emirati Arabi Uniti, e più in particolare in seno al'Al-Ahli, la voglia di calcio è grande e non sono esclusi altri colpi per puntellare la squadra; c'è chi vocifera addirittura di Rino Gattuso, di certo c'è l'indimenticato ex Gunners David O'Leary è proprio da ieri il nuovo allenatore del club, anche questo un affare niente male visto che l'irlandese è stato per anni il vice di Arsene Wenger all'Arsenal. Insomma, da ieri è iniziata l'affascinante avventura nella penisola arabica per Cannavaro e famiglia, e lui era emozionato ed elegantissimo: "Non è una scelta di natura economica ma familiare. Qui non c'è la pressione del campionato italiano e, inoltre, posso mettere la mia esperienza al servizio dei giovani".



Per il capitano di una squadra detentrice del titolo mondiale e che si sperava (o forse presupponeva) potesse essere ancora in Sudafrica, fa effetto vederlo già all'opera con la squadra di club anche se le domande sulla rassegna iridata non potevano mancare: "Cambiano le latitudini, ma le domande sono sempre uguali. Comunque le favorite sono Germania e Spagna" ha scherzato Cannavaro che è atterrato a Dubai qualche giorno fa per i primi giri di perlustrazione di quelli che per due anni saranno i luoghi in cui vivrà. Nell'avveniristica città araba anche la moglie Daniela e i figli, in più per i primi giorni presente anche il fratello Paolo; non dimentichiamo che i giocatori sono prima di tutto essere umani e checché se ne dica circa questi tipi di campionato (definiti spesso cimiteri di elefanti), la scelta di Cannavaro risulta una coraggiosa voglia di mettersi alla prova con un mondo diverso facendo un'esperienza comunque unica. Alla fine, dunque, sono stati tutti contenti.

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