Mondiali, la Germania ci crede insieme all'amato Joachim Löw: "Tutti in attacco per vincere"


In attesa della super semifinale di mercoledì prossimo tra Spagna e Germania, i tedeschi scrivono fiumi di parole a mezzo stampa e la trepidazione si commista a un ottimismo che pare possa servire, da solo, per arrivare all'agognato quarto titolo a venti anni di distanza. Si snocciolano statistiche come quella che vuole la Germania sempre tra le top-eight dal 1954 a oggi, o anche quella che invece recità così: teutonici in semifinale in 12 delle 17 edizioni dei Mondiali. Un record. Mancherà lo squalificato Thomas Muller, l'unica pecca per un undici che pare perfetto, in grado di infilare tre poker su cinque partite giocate, al suo posto molto probabile l'inserimento di Piotr Trochowski.

"Non sarà della partita l'anima del nuovo calcio tedesco, ma non è un problema perché sono tutti bravi come lui" scrive il Tegespiegel. La Bild sente direttamente l'allenatore Löw, preparatissimo tecnico che da giocatore faceva l'attaccante prevalentemente nel Friburgo e che invece da mister ha vinto qualcosina solo nel calcio austriaco: "La squadra ha dimostrato la volontà di diventare campione del mondo, adesso siamo tra i quattro più bravi del mondo, adesso abbiamo la possibilità di fare ancora qualcosa di grande. La nostra valutazione è chiara: possiamo diventare campioni del mondo soltanto se giochiamo un calcio offensivo e mettere in difficoltà i nostri avversari. Non si può più vincere giocando come l'Italia nel 2006 cioè in modo difensivo, aspettando soltanto un gol decisivo".



Vice di Jurgen Klinsmann nei mondiali casalinghi di quattro anni fa, ormai la Germania non si immagina senza il suo condottiero Joachim Löw che all'amarezza per l'eliminazione contro gli azzurri, ha dovuto anche sopportare il ko in finale negli Europei due anni dopo contro la Spagna. Una rivincita che tutti i tedeschi vogliono, compreso il loro tecnico. Così scrive la Sueddeutsche Zeitung: "Dopo la partita contro l'Argentina Löw intuisce per la prima volta che sarebbe meglio per la sua giovane squadra vincere il titolo adesso perché nessuno sa se Özil, Müller e Khedira tra 4-6 anni, cioè quando saranno diventati star mondiali, riusciranno a giocare come giocano adesso...". E in tanta euforia interviene il Welt: "Certo che adesso il titolo è vicino, ma facciamo bene a lasciare la squadra in pace"; l'ennesima delusione sarebbe un boccone troppo amaro da mandar giù.

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