Francia, scatta l'ora di Blanc: "Poche storie, qui per vincere e basta"


Dopo sei anni di discussa egemonia di Raymond Domenech quale selezionatore della Nazionale Francese, per ricoprire il prestigioso incarico la Federazione calcistica transalpina ha scelto Laurent Blanc, ex difensore tra gli altri di Manchester United, Napoli e Inter e nelle scorse stagioni innovativo e vincente allenatore coi girondini del Bordeaux. Blanc diventa il 20esimo ct della storia dei Blues e dopo il pesante flop del suo predecessore nella campagna mondiale sudafricana, a lui il compito di ricucire uno spogliatoio e in generale un ambiente che pare impossibile, allo stato attuale delle cose, poter risanare. Ma Blanc ha le idee chiare e già nella conferenza stampa di presentazione ha tracciato a grandi linee il suo futuro modus operandi: "Rigore, disciplina, divertimento".

I Bleus hanno perso credibilità agli occhi dei calciofili mondiali, ma rimane pur sempre una big che appena quattro anni fa disputava una finale di Coppa del Mondo e con Jacquet prima e Lemerre poi riusciva a conquistare un decennio fa lo scettro di campione del Mondo e d'Europa. "Sono fiero di essere qui: la Nazionale per me è il top dei top, è al di sopra di tutto. Il mio legame nei confronti della Francia non deve essere dimostrato, è totale. Potevo affrontare altre sfide, ma ho scelto questa" ha precisato Blanc che poi ha sottolineato come "la Nazionale va oltre ciascuno di noi, non appartiene a nessuno. E' di tutto il mondo, è vostra (ai giornalisti, ndr) così come è mia. Io ho piena consapevolezza di cosa rappresenti la Nazionale, so benissimo quali sono i diritti e i doveri legati a questa maglia".



Inevitabili le domande sul Mondiale flop dei galletti, con Blanc che precisa subito che non hanno inciso sulla sua nomina, evidentemente già stabilita: "La cosa che mi ha più scioccato e deluso è stato l'atteggiamento del gruppo a 48 ore dalla partita col Sudafrica. I responsabili di quanto accaduto sono tanti ma non tocca a me stabilire le sanzioni, non sono l'uomo nero. Non è compito mio risolvere quanto accaduto in Sudafrica, ma sarò giudicato sulla base dei risultati e per ottenere i risultati migliori devo scegliere la squadra migliore. Evra, Ribery e Anelka? Le mie scelte saranno esclusivamente sportive. In ogni modo non spetta a me saldare i conti del passato. Sono diventato selezionatore della Nazionale per vincere e basta''.

E poi ammicca nuovamente alla stampa presente in sala, cercando di aggraziarsela a differenza del suo predecessore: "Non voglio una squadra ripiegata su se stessa, il calcio dovrebbe aprirsi come succede in altri sport". E quando gli si chiede che Francia sarà contro la Norvegia, prima uscita del nuovo ct il prossimo 11 agosto, lui precisa: "Prima devo pensare a costruire il mio staff medico e tecnico, a scegliere le persone di cui circondarmi". E molti nomi già si sanno, con l'ex Parma e Sampdoria Alain Boghossian che rimane nello staff della Nazionale, Jean-Louis Gasset sarà il suo vice, Marino Faccioli vestirà i panni di direttore esecutivo, a Philippe Tournon il compito di relazionarsi coi media ed Henri Emile sarà il coordinatore sportivo.

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