Si consegna il killer di Hannover: uccise due italiani per motivi calcistici


Holger B., il cittadino tedesco di 42 anni già sospettato dalle autorità tedesche di aver sparato e ucciso due cittadini italiani, si è consegnato ai giudici di Palma di Maiorca, in Spagna, confessando di essere l'autore del duplice omicidio avvenuto in un bar di Hannover. Si è trattato di un duplice delitto della follia quello realizzato dal tedesco qualche giorno fa: il motivo scatenante sarebbe stata una banalissima lite sui mondiali di calcio e sulle vittorie di Italia e Germania. Secondo un testimone, quella di Franco Siccu e Giuseppe Longhitano è stata una vera e propria esecuzione: l'assassino ha sparato prima a Longhitano. Siccu si era inginocchiato pregandolo di non premere il grilletto. Tutto inutile: Holger gli ha sparato alla testa. Poi ha lanciato l'arma a un paio di metri dalla porta, fuggendo a piedi.

Holger B. era scappato a piedi dal bar dove aveva ucciso Giuseppe Longhitano, originario della provincia di Catania, e Franco Siccu, originario di San Vero Milis (in provincia di Oristano). In pochi giorni, nonostante la polizia di Hannover avesse pubblicato sul proprio sito Internet alcune sue foto indicandolo come principale indiziato, Holger B. è riuscito a raggiungere la Spagna e a rifugiarsi a casa del patrigno. E' stato lui a consigliargli di consegnarsi. L'assassino si è presentato nella tarda serata di martedì al magistrato Josè Castro e ha confessato il duplice omicidio. E' stato quindi internato nel centro penitenziario di Palma.



Il fratello maggiore di Franco Siccu, Nino, maresciallo dell'Esercito in pensione, racconta all'Unione Sarda: "Mio fratello ha sempre lavorato fin da quando era ragazzo, non sappiamo cosa sia potuto accadere davanti a quel pub, Franco era una brava persona". La seconda vittima, Giuseppe Longhitano, era dipendente di una pizzeria: "Pippo lavorava in questo ristorante da quando l'abbiamo aperto, a febbraio del 2008, quindi da due anni e qualche mese - ha spiegato il cognato -. Noi siamo in Germania dall'inizio degli anni Sessanta e lui era qui da una ventina d'anni. Era sposato e aveva due figli grandi, uno di 20 anni e l'altro di quasi 19, che vivono ad Hannover e anche la moglie vive qui. Questa tragedia è successa per una stupidata di un pazzo dopo una discussione futile. Non si ammazza la gente così a sangue freddo, non si va vicino e si spara in testa".

(Fonti: Repubblica, Gazzetta dello Sport)

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