Oggi si svolge lo sciopero della Stampa contro la Legge Bavaglio, un disegno di legge che limita la libertà di fare informazione e di informarsi - proprio in un paese come il nostro, dove le persone già si informano poco e male, prevalentemente in tv.
E’ importante che tutti i seicentomila nostri lettori sappiano cosa sta succedendo: ad esempio vedete cosa dice la stampa estera più autorevole di questa nuova legge, per cercare di capirne qualcosa di più. Qui a Blogo ci occupiamo di queste cose su Polisblog, fateci un giretto ogni tanto per sentire che aria tira oggi in Italia.
La legge bavaglio interessa direttamente anche noi blogger, che ci sollazziamo di notizie leggere e argomenti di nicchia, lontani dall’opinione pubblica: la legge stringe la morsa contro la libertà di espressione anche sul web: estende a chiunque misure tipiche del mondo giornalistico, e lo fa in maniera del tutto arbitraria. Purtroppo si va verso una Rete meno libera di fare conversazione, sarà più facile colpire chi gestisce un sito per cercare di zittirlo. Ci perdiamo tutti, sia come cittadini sia come lettori appassionati di buona informazione digitale.
giorgiogori
09 lug 2010 - 10:05 - #1ma é un blog di calcio o di politica?a me di quello che si dicono i calciatori al telefono non me ne frega una mazza
pippolo
09 lug 2010 - 11:01 - #2è per quelli a cui non frega una mazza come te che la classe politica e dirigente può fare quello che gli pare sulla TUA pelle!
Arturo.
09 lug 2010 - 12:44 - #3L’Italia é in mano a dei criminali.
spazzolinosporco
09 lug 2010 - 13:31 - #4Berlusconi ha un ideologia comunista,per questo non si va avanti.
L'originale
09 lug 2010 - 17:10 - #5La Legge Travaglio? E che roba è??
gigi
09 lug 2010 - 20:03 - #6La legge “travaglio” è la legge che renderà Travaglio e i travaglini dei disoccupati in quanto non “dovrebbero” più ottenere da un lato le soffiate dalle procure su procedimenti ancora segreti e dall’altro, quando ottenute, non poterle pubblicare. Insomma…c’è la buona possibilità che il mondo dell’informazione e i giornalisti tornino al loro ruolo originario, quello di fare inchieste e non di copiare stralci di intercettazioni tra cittadini che nella stragrande maggioranza dei casi non sono nè sotto processo ne tantomeno sanno di essere stati intercettati.
il-moderatore-di-ignoranza
10 lug 2010 - 00:38 - #7@6
stai sicuro che ne io ne te siamo intercettati, a me francamente non interessa di essere ascoltato, non ho nulla da nascondere, preferisco si abbiano a disposizione più intercettazioni che avere la mia privacy, già ce l’ho la mia privacy, ho vissuto così fino adesso, non credo ch questa legge mi cambierà qualcosa, a parte farmi trovare meno notizie sui giornali