Mondiali, Sepp Blatter traccia il bilancio finale: "Promosso il Sudafrica, ma la finale è stata troppo violenta"


Andato in archivio il 19esimo Mondiale, primo in terra africana, il numero uno della Fifa Sepp Blatter parla della rassegna iridata, partendo dall'appendice finale, la super sfida di ieri sera tra Olanda e Spagna conclusasi dopo due vibranti ore di gioco: "Il match di ieri non è stato esattamente il fair play che mi aspettavo in campo. La terna ha dovuto affrontare un compito molto duro e non sono stati aiutati, non posso parlare della condotta della Nazionale olandese ma da spettatore ho visto ogni scorrettezza. Quando si impara a perdere non bisogna dimenticare le basi, che sono disciplina e rispetto". L'arbitro inglese Howard Webb ha dovuto estrarre 14 cartellini gialli e uno rosso, ricevendo alla fine le furiose critiche oranje.

Ma a parte l'asprezza del match di ieri, in generale è stato un Mondiale bello e spettacolare, con Blatter che spende parole dolci per il Sudafrica e la sua organizzazione nel tener testa a un evento di queste dimensioni: "Il Sudafrica merita un bel 9 in pagella. La perfezione non esiste, quindi il voto è altissimo. Se avessimo dato 10 come voto, voi ci avreste detto 'Allora tutto è stato perfetto?'. Avrei potuto dare 10, ma non ho abbastanza spazio sul mio foglio per aggiungere un'altra cifra. La competizione si è mostrata più forte di tutto. Le due finaliste dell'edizione scorsa sono uscite nella prima fase, eppure siamo andati avanti. E siamo sopravvissuti tutti alle vuvuzela..." e continua elogiando Nelson Mandela, ieri presente sugli spalti del Soccer City Stadium.

"E' stato un momento che non è stato sufficientemente evidenziato nel mondo. Ho incontrato quest'uomo per la prima volta nel 1992, la Repubblica del Sudafrica non era stata nemmeno fondata. Questo uomo, che ora ha 92 anni, aveva un sogno: già a quell'epoca voleva i Mondiali in Africa. Nel maggio 2004, quando a Zurigo la Coppa del Mondo 2010 è stata assegnata al Sudafrica, lui ha detto: 'Il sogno si è realizzato'. E' stato lui a portare i Mondiali qui. Ha voluto essere qui ieri, per vedere il suo sogno realizzato. Per questo, concludo con il suo nome: Nelson Madiba Mandela". Certo, rimangono alcune macchie, come quelle dei facili ingressi in campo per gli invasori e i troppi errori arbitrali, ma la Fifa non ha grande voglia di introdurre la tecnologia nel mondo del pallone.

Chiosa finale un po' filosofica: "Diciamo sempre che il calcio è una scuola della vita. E' uno sport in cui si lotta secondo lo spirito del fair play. Si impara a vincere e a perdere senza perdere di vista disciplina e rispetto" dedicato a chi a volte durante la competizione si è spinto un po' oltre con le proteste ai fischietti, compresa l'Olanda di ieri. Rimane comunque un Mondiale godibile, con ottimi spunti tecnici, tanti protagonisti e buono spettacolo sugli spalti e sul terreno di gioco. A tutto questo, come ovvio, non ha contribuito l'Italia: detentrice della Coppa del Mondo, se fosse stato per la nostra Nazionale...

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