Totti senza peli sulla lingua: "Dopo il calcio a Balotelli volevo smettere"


Il Francesco Totti che si è presentato ai microfoni quest'oggi è da copertina: da Riscone di Brunico il capitano della Roma risponde foriero di dettagli alle tante domande che gli rivolgono i giornalisti, dichiarazioni non banali che abbracciano quasi tutto lo scibile calcistico. Si parte da dove si era chiusa la scorsa stagione, finale di Coppa Italia con calcione a Mario Balotelli, gesto forte con annesse critiche al romano: "C'è stato un momento in cui ho pensato di smettere per quello che era successo però alla fine parlando con delle persone importanti mi hanno fatto cambiare idea perché quando c'è la passione è difficile andare su altre strade. Balotelli? Dopo quell'episodio non ci ho più parlato. Se gli stringerò la mano quando lo incontrerò? La mano gliel’ho già stretta dopo quella partita, prima della premiazione. Ma nessuno se n’è accorto. Quello che hanno detto lui e il suo procuratore non è vero. È lui che m’ha insultato parecchie volte. Mi sono innervosito quando ha messo in mezzo i romani. Quando metti in mezzo il popolo, quando insulti una città e gente che ama veramente questa maglia, a me dà fastidio. È una cosa che non tollero".

E poi la delusione del campionato, un tricolore buttato al vento dopo una splendida rimonta e un secondo tempo sciagurato contro la Sampdoria: "Che cosa ci è mancato? Il rush finale, è mancato il secondo tempo con la Sampdoria. Lì abbiamo perso lo scudetto, perché se avessimo vinto dopo sarebbe stato tutto in discesa. Comunque altre squadre sono più forti e hanno anche dei piccoli privilegi. L'Inter è tutelata. Da tutti. Come ai tempi della Juve, penso sia uguale, non è cambiato tanto. I torti ci saranno sempre. Poi cerchi sempre di pensare che gli errori siano in buonafede. È difficile, però ci pensi. Ma quest'anno il campionato l'abbiamo perso noi. Anche perché poi, ripensando a quella partita con la Samp, potevamo chiuderla nel primo tempo. Poi ci sono stati due episodi che hanno cambiato la gara. Penso comunque che sia stato giusto così perché se una squadra vince tre competizioni su tre merita un plauso".

E allora riflettori puntati sulla stagione che verrà, con l'inguaribile ottimismo di tottiana memoria: "La squadra di quest'anno è migliore di quella dello scorso anno perché abbiamo fatto due acquisti importanti. Simplicio e Adriano sono due giocatori fondamentali. Vogliamo ripetere quanto fatto la scorsa stagione, ma speriamo di migliorare. Ci proveremo. Già siamo al top così. Poi se arriveranno altri giocatori di qualità e di quantità in una rosa già ben fornita ci può dare un aiuto importante. Lo scudetto? Ogni anno parti con traguardi più importanti. Vincere uno scudetto a Roma è la cosa più bella ma anche la più difficile". A proposito, Adriano? "L'ho visto bene. È un giocatore che ha capacità enormi, può vincere le partite da solo, è forte tecnicamente e fisicamente. Puntiamo tantissimo su di lui" e complimenti anche per Vucinic e Menez, gli altri compagni di reparto.

Poi torna a parlare della polemica con la Lega Nord: "Sono fiero di essere romano. Ci sono sempre invidie tra Roma e nord. Io credo che dovrebbero pensare più all'Italia e a cose più importanti che a quello che dico, ma non mi sembra che non ci pensino. Non mi metto a rispondere a gente che non canta l'inno. Ormai comunque c’ho fatto le ossa, ci sono cresciuto con queste cose. Perché tante polemiche su di me? Non me lo sono mai spiegato. L’unica spiegazione è l’invidia delle persone. Alla fine sono un buono, non capisco perché sono antipatico a tante persone, forse è perché sono romano. È l’unico motivo che trovo". Anche se preferisce parlare di calcio: loda i suoi tifosi, Claudio Ranieri e gioca anche a fare il dirigente: "Burdisso? Da quanto leggo 10 milioni sono un po' troppi. Però penso che a 4 o 5 si dovrebbe chiudere. Già sto facendo il dirigente".

A proposito di dirigenza, inutile cercare di girarci intorno: urge un'opinione del numero 10 giallorosso sulle vicende societarie della sua squadra: "Ringrazio la famiglia Sensi che alla Roma ha fatto solo del bene. Ci ha sempre messo la faccia e ci ha permesso di ottenere grandi risultati Prima di partire per il ritiro la presidente ci ha tranquillizzato. Noi dobbiamo pensare a giocare e basta. Se dovesse rimanere Rosella o arrivare qualcun altro, l’importante è che faccia grande la Roma. Io vivo con serenità questo periodo perché ho piena fiducia in questa società. Se un giorno dovesse venire uno sceicco o un arabo o chi per lui che mette tanti soldi sarebbe il benvenuto, ma finora non si è fatto vivo nessuno. Meglio uno sceicco o un presidente romano e romanista? Romano e romanista sarebbe gratificante, ma se venisse uno sceicco e mettesse 200 miliioni per comprare giocatori sarebbero tutti contenti".

Ma i Mondiali, Totti, li ha visti? "Non ho visto nemmeno una partita perché stavo spesso fuori, ma sinceramente non pensavo uscisse al primo turno, nessuno se lo sarebbe mai aspettato. Molti giocatori non erano in condizione ottimale, è l’unica cosa che posso pensare. Se c’ero io cambiava qualcosa? Magari andava allo stesso modo anche con me. Io avevo dato la mia disponibilità a Lippi. Poi lui ha fatto le scelte che voleva fare lui, che sono rispettabilissime" e sul calcio italiano da molti ritenuto in gravissima crisi: "Io non credo che il nostro calcio sia in crisi. L'Inter ha vinto la Champions dopo tantissimi anni che arrivavamo al massimo ai quarti o agli ottavi. Siamo riusciti a vincere grazie all'Inter che è una squadra italiana. Vabbè, non ha tanti italiani, a parte Motta, quello che l'anno prossimo andrà nella nazionale degli oriundi. Se sono favorevole agli oriundi in azzurro? No, perché l’Italia non deve fare come la Germania dove c’è di tutto. Da italiano vorrei vedere solo italiani veri in squadra. Da italiano spero non lo facciano, sennò allora non la guardo nemmeno".

Tecnologia e pallone, il pensiero del Pupone: "L’ho sempre detto che dovrebbero mettere le telecamere in campo, ma penso anche che che se dovessero farlo sarebbe un altro campionato. Apposta non le mettono, sennò sarebbe tutto più facile e la domenica sera non avrebbero di che parlare". Con stoccatina finale ai cugini della Lazio, i cui tifosi pochi giorni fa hanno affittato un piccolo velivolo per "sfottere" i giallorossi: "Invece di affittare un aeretto così, era meglio se compravano un giocatore". Battuta conclusiva sulla sua condizione fisica: quanto può dare Totti alla Roma la prossima stagione? "Quante partite voglio giocare? Se sto bene tutte. Posso giocare due partite in tre giorni, tre in sei giorni. Ovviamente, decide il Mister, ma la mia disponibilità è massimale. Se sto bene voglio giocare, se ho qualche acciacco mi gestisco per la partita successiva".

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