Borghezio: "Totti è un cretino con lampi di imbellicità"


Continuano le frecciatine a distanza tra Francesco Totti e la Lega Nord. Quattro giorni fa il capitano giallorosso, in veste un po' impropria di paladino della città eterna, parlò di invidia leghista nei confronti di Roma. Totti, oggi, è tornato sull'argomento rispolverando la tesi dell'invidia: “Sono fiero di essere romano. Ci sono sempre invidie tra Roma e nord. Io credo che dovrebbero pensare più all’Italia e a cose più importanti che a quello che dico, ma non mi sembra che non ci pensino. Non mi metto a rispondere a gente che non canta l’inno. Ormai comunque c’ho fatto le ossa, ci sono cresciuto con queste cose. Perché tante polemiche su di me? Non me lo sono mai spiegato. L’unica spiegazione è l’invidia delle persone. Alla fine sono un buono, non capisco perché sono antipatico a tante persone, forse è perché sono romano. È l’unico motivo che trovo“.

Alcuni esponenti della Lega, come consuetudine, hanno raccolto l'invito a nozze non rinunciando a scomposte risposte. Stavolta è stato il turno di Mario Borghezio (la scorsa settimana ci pensarono Calderoli e altri esponenti in camicia verde a replicare per una questione che a quanto pare sembra sia di vitale importanza). L'europarlamentare leghista ci va giù pesante parafrasando addirittura una frase di Gabriele D'Annunzio: "Per commentare le ultime parole di Francesco Totti prendo in prestito ciò che D'Annunzio disse su Marinetti: "un cretino con qualche lampo di imbecillità'. Non aggiungo altro perchè a questi personaggi bisogna dedicare il minimo indispensabile".


Non è mancato il solito tourbillon di reazioni e di ping pong tra politici di Roma e la Lega. "Borghezio lasci stare Totti e si occupi di temi che possono richiedere la sua professionalità. Penso alla pedofilia, alla tolleranza tra popoli, all'unità nazionale, al razzismo". Non è un politico: si tratta di Michele Baldi, consigliere di amministrazione della Roma calcio che ha replicato alle dichiarazioni dell'europarlamentare leghista, Mario Borghezio.

Fabio Desideri, coordinatore regionale del PDL, ha risposto ironicamente: “L'eurodeputato leghista Borghezio, di cui è nota a tutta Italia la vastità culturale, nel dare del cretino a Francesco Totti citando D'Annunzio, ha fatto comprendere il senso profondo della sua erudizione. L'esponente della Lega Nord, nonostante la sua ampia conoscenza, forse però ignora, o semplicemente rifiuta, la cultura popolare capitolina, assai ricca di proverbi. Mi permetto allora di portare all'attenzione dello stesso un celebre detto della provincia romana che recita: 'per riconoscere un cretino, ci vuole uno che ne valga almeno il doppio'”.

Ma il più piccato è Enzo Foschi, consigliere del Pd della regione Lazio: "Il caldo e la mancanza di idee, nonchè la difficoltà a spiegare al cosiddetto popolo padano il sostegno della Lega a un governo, autore di una manovra che uccide i ceti più popolari, fanno si che un sempre più disperato e confuso Borghezio, non trovi di meglio da fare che insultare Totti. E con lui tutti coloro, e sono tanti, che la pensano come lui. Borghezio, in un paese normale, per le sue dichiarazioni e azioni contro gli immigrati e gli omosessuali, sarebbe già in galera da un pezzo. È un signor nessuno che non passerà certamente alla storia e se sarà ricordato sarà solo per le sue odiose stupidaggini. Forse l'invidia o forse l'impotenza di fronte al fato, fanno si che viva di luce riflessa, in questo caso quella di Totti. In fondo è solo un ‘poveraccio’ che in un Paese in crisi, si è ritrovato a ricoprire un ruolo istituzionale; ma 'poveraccio’ era e ‘poveraccio’ rimane".

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