Napoli, scaramucce tra De Laurentiis e Cannavaro, il capitano: "Se vuole vado via"


Ieri il presidente del Napoli Aurelio De Laurentiis era in zona Fuorigrotta, per osservare i lavori di rifacimento del San Paolo: dal manto erboso ai seggiolini, dall'interramento delle panchine al restyling della tribuna autorità. Già che c'era ne ha approfittato per rispondere a qualche domanda dei giornalisti presenti, riservando una stoccata improvvisa al capitano Paolo Cannavaro, il cui contratto con gli azzurri scade nel 2011, col rinnovo che ad oggi appare difficile per le solite questioni economiche: "Pensi a giocare. Il contratto se vuole rinnovarlo, lo rinnova; altri­menti va via. Se è veramente innamorato del boato del San Paolo resti, al­trimenti sono fatti suoi. È so­lo un problema di soldi? Non è che per fare un contratto, sfascio tutto. Se per Paolo poi c’è il Dubai, vada pure anche se lì è un circo".

Fulmine al ciel sereno, parole inaudite che sono arrivate fino a Folgaria dove la squadra, agli ordini di mister Walter Mazzarri, sta svolgendo la preparazione estiva in vista della prossima stagione. Oggi si è presentato ai microfoni Christian Maggio, ma dopo la conferenza stampa del fluidificante ha preso la parola proprio Cannavaro che ha così voluto rispondere al suo presidente: "Sono deluso e sorpreso dalle parole del presidente, non me le aspettavo. Un capitano che viene trattato così, mi stupisce e lascia perplesso. Se mi sento ancora capitano? Sì, ma abbastanza degradato. Se De Laurentiis vuole scegliere qualche altro per affidargli la fascia, faccia pure" l'arringa altrettanto piccata del difensore napoletano, che comunque poi ci ha tenuto a fare alcune precisazioni.

"Solo per amore ho vestito la maglia del Napoli, e sin da ragazzino ho avuto la possibilità, varie volte, di svincolarmi dal club - usando l’articolo 17 - ma non l’ho mai fatto pur di vestire questa maglia e non arrecare danno al club. Mi svincolerò nel 2011, ma mai ho preso contatti con altri club, anzi sono venuto in ritiro sereno, raddoppiando sforzi e lavoro, per ricordare a tutti come concepisco il lavoro e il mio attaccamento al Napoli. Sono arrivato gratis, a parametro zero, e leggere certe frasi - come pensare solo ai soldi - mi ha stupito e fatto stare male. In ogni modo in futuro si può ancora parlare del mio rinnovo, ci mancherebbe e venirsi incontro. Ammetto, però, di essere un po’ scosso. Voglio rimanere con il Napoli, ma il fatto che sia legato alla maglia non deve significare accontentarsi di quanto offerto e a tutti i costi. Non penso nemmeno di avere chiesto la luna, ma essere in linea con parametri e ingaggi dei compagni".

D'altra parte il buon Paolo non dovrebbe stupirsi tanto dell'atteggiamento del magnate cinematografico: parte in quinta e poi pian pianino scala, perché in fin dei conti è lui che vuole dettare le condizioni. Successe con Ezequiel Lavezzi che pareva davvero sul punto di una pericolosa rottura, poi tutto rientrò e ora il Pocho è felice e contento. Anche se rimane un botta e risposta verbale davvero inusuale, una dialettica che in ogni modo non può fare bene al Napoli e al suo spogliatoio.

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