Maradona non è più il ct dell'Argentina


E' terminata qualche ora fa l'avventura di Diego Armando Maradona sulla panchina della nazionale argentina. La goccia che ha fatto traboccare il vaso è stato il mancato accordo tra Maradona e Grondona sul numero dei collaboratori (tutti uomini dell'ex pibe de oro) che sarebbero dovuti rimanere nell'organico della Nazionale. Il Comitato esecutivo della Federcalcio argentina lo ha deciso questa sera, all'unanimità, dopo aver sentito quanto riportato da Grondona riguardo il colloquio avuto con Maradona. "Il comitato esecutivo, riunito al completo - ha reso noto il portavoce dell'Afa, Ernesto Cherquis Bialo, durante una conferenza stampa in cui ha letto il comunicato ufficiale della Federazione - ha deciso all'unanimità di non rinnovare il contratto di Diego Maradona alla guida della Nazionale argentina".

La panchina dell'Albiceleste verrà ora presa, temporaneamente, dall'allenatore della nazionale U20 Sergio Batista, che guiderà la squadra nella prossima amichevole dell'11 agosto, a Dublino contro l'Irlanda. L'umiliazione ai quarti di finale del campionato del mondo, contro la Gemania, e l'atteggiamento supponente e privo di autocritica di Maradona avevano incrinato pesantemente il rapporto con dirigenti della Federazione e tifosi.



Le Foto della Carriera di Diego Armando Maradona

Le foto più belle di Diego Armando Maradona
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Queste le dichiarazioni a caldo di un membro del comitato esecutivo dell'Afa, Juan Carlos Crespi. "Maradona non è stato cacciato. E' lui che ha rifiutato la proposta di rinnovo perché non ha accettato determinate condizioni. E' terminato un ciclo e ci dispiace, ma la vita va avanti". Meno di dieci giorni fa, Grondona in persona aveva affermato che "Maradona è l'unico che può permettersi di fare ciò che vuole". Nel frattempo una nutrita folla di tifosi si è radunata davanti alla sede dell'Afa per protestare contro Grondona e appoggiare l'ex Pibe de Oro. "Diego non ci ha spianato la strada, è stato inflessibile sulle condizioni che aveva posto per restare" ha detto il presidente dell'Argentinos Juniors, Luis Segura. "Si è chiuso in sè stesso e non ha voluto ammettere alcun cambiamento".

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