La rivoluzione vera e propria è partita solo dopo il fallimento della spedizione inglese ai mondiali sudafricani, ma già da circa un anno gli organizzatori del campionato inglese avevano in mente un’idea di questo genere. Più di un club della Premier League comincia solo adesso a fare i conti con una riforma che costringe, di fatto, a sfoltire in fretta e furia la propria rosa di elementi e a trovarsi senza un numero di giocatori sufficienti provenienti da stagioni “britanniche”. Dal primo settembre, infatti, data di chiusura del mercato estivo, le 20 squadre della massima divisione inglese hanno l’obbligo di presentare un elenco di massimo 25 giocatori, otto dei quali devono aver giocato almeno tre stagioni in Inghilterra o in Galles, prima del compimento del ventunesimo anno d’età e indipendentemente dalla loro nazionalità.
Chi non rispetterà la nuova norma subirà una riduzione del numero di giocatori schierabili, tra quelli non provenienti dal vivaio. La lista varrà fino al 1 gennaio, quando si potrà inserire un numero illimitato di under 21. La lista, come quella per le Competizioni Europee, potrà essere aggiornata con altri elementi a gennaio, con la nuova sessione di calciomercato. La Federcalcio d’oltremanica ha fatto sapere che il provvedimento è mirato a tutelare i settori giovanili nazionali.
C’è apprensione soprattutto per quei club che non raggiungono, per il momento, il numero di 8 giocatori over-21 provenienti dai vivai inglesi o gallesi: il Chelsea ne ha solo 4, il Liverpool 5, l’Arsenal 6. Le due squadre di Manchester, City e United, che hanno rispettivamente in rosa 15 e 13 giocatori tesserabili come provenienti dai vivai, non dovranno far fronte a questo tipo di problema. Per il City il problema è uno solo: sfoltire (proprio ieri è stato ceduto Garrido alla Lazio).
PD
31 lug 2010 - 06:53 - #1In Inghilterra hanno il nostro stesso problema da più tempo ma, come è evidente, continuano a girarci intorno…
Ad ogni modo questa misura aiuterà almeno a risollevare in parte i vivai, obiettivo da cui noi siamo ancora molto distanti.
darkvhox
31 lug 2010 - 07:07 - #2Troppo difficile farlo anche qua?
Abete dimettiti!
joe_abruzzi
31 lug 2010 - 10:59 - #3io sarei per porte le aperte per tutti, se ci sono giocatori forti italiani verranno fuori, andrebbero solamente incentivati gli investimenti nei vivai (e col fairplay economico già sta accadendo, vedi milan inter e juve che stanno investendo più che mai nelle giovanili) ma comunque molto meglio questa come tipo di norma che quella fatta in italia contro gli “extracomunitari”. che senso ha fare differenza tra un francese e un argentino ad esempio, sono entrambi stranieri e quindi non schierabili in nazionale.
adso-da-melk
31 lug 2010 - 11:34 - #4quoto Joe,
e aggiungo che l’esempio da seguire è, ovviamente, quello TEDESCO.