Quanta Juve nel trionfo azzurro...


La Nazionale di Marcello Lippi, che tanto ha inorgoglito i trepidanti cuori fiorentini del Franchi, è una squadra che piace. Piace e ancora piace perché ha tritato la Germania con un piglio deciso e spietato, perché ha divertito, perché sorride e fa sorridere. E poi perché c'è il Mondiale tedesco alle porte e allora avvicinarsi con vittorie così fragorose alla competizione più importante è una strepitosa iniezione di fiducia.

Così i tifosi gigliati sono saltati una, due, tre e poi addirittura quattro volte, esultando e gioendo per i gol del solito Gilardino, del beniamino Toni, del grintoso De Rossi e... del "gobbo" Del Piero. E già, i tifosi viola, che tante volte hanno dovuto sorbirsi in tv quel gol che Alex rifilò a Toldo in un lontano pomeriggio di più di 10 anni fa, hanno dovuto applaudire il bianconero più rappresentativo in quello che è stato un trionfo per la maglia azzurra ma, a ben vedere, anche per gli stipendiati della Vecchia Signora.


Analizzando a freddo la partita ci si ritrova così ad apprezzare soddisfatti la forma e i riflessi di un Buffon che pare ormai completamente ristabilito nonché la solita lena difensiva di capitan Cannavaro, ultimo baluardo ad arrendersi alle offensive teutoniche dopo che il compagno Nesta aveva alzato bandiera bianca afflitto da crampi.

Uno sguardo un ventina di metri più avanti nel campo ed ecco le scorribande di quel capelluto oriundo che di nome fa Mauro German, quel Camoranesi in più che ci mette la testa una e due volte sul terzo e quarto gol italiano; e infine Del Piero, un ragazzino di 31 anni, che corre, sgomita, le dà, le prende, striscia col naso sull'erba pur di metterla dentro di testa.

Aspettando Zambrotta e le sue folate sulla corsia di destra (o sinistra, non fa differenza per lui) non si può non evidenziare quanto il calcio nazionale sia dipinito di bianco e di nero... e oltre ai poveri tedeschi, anche l'ostica Firenze se n'è accorta.

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