Vivono il mese di agosto da disoccupati, aspettano che il telefono squilli, si allenano con amici in squadre dilettantistiche, alla fine il mercato si chiude e rimangono a piedi: è la dura vita degli svincolati, giocatori abituati a passare l’estate tra le alture di qualche località montana per la preparazione pre-campionato, ma che a fine contratto si ritrovano a un tratto a casa, a sperare che qualcuno si ricordi di loro. Possono essere acquistati in qualsiasi momento, anche fuori dalle finestre di mercato (a meno che non abbiano rescisso il contratto, il caso di Enzo Maresca che ora è a piedi dopo il suo addio volontario dall’Olympiakos Pireo, era convinto di strappare un ingaggio in Italia), tra Serie A e B sono a decine, complici anche i fallimenti di Ancona e Mantova.
Ma vediamo quali giocatori, l’anno scorso chi più chi meno impiegati in partite di massima serie, ora sono sul divano di casa: Lazio, Cagliari e Bologna non hanno rinnovato i contratti di molti dei loro giocatori, coi felsinei sicuramente tra i gran protagonisti di questa epurazione a norma di legge. Da Lavecchia a Mingazzini, fino a Lanna, Zenoni e Marazzina; i biancocelesti hanno invece salutato Baronio, Dabo, Cruz e Siviglia, Cellino ha lasciato andare Parola, Barone e capitan Lopez. E ancora Dida del Milan, ma anche Franceschini della Sampdoria e Tonetto della Roma. Non è finita qua: i gemelli Filippini e quelli Zenoni (entrambi), Saudati e Vannucchi dell’Empoli, Mauro Esposito (l’ex Cagliari e Roma, l’anno scorso a Grosseto), il livornese Mozart. Fino a Nassi, Lanzaro, Belleri, Angelo, Calderoni.
Si potrebbe metter su una squadra niente male, con tanto di ricambi, probabilmente una salvezza tranquilla in A la raggiungerebbero pure. La realtà è che questi atleti vivono ore poco felici, disposti a scendere di categoria, a ridursi l’ingaggio, vogliosi di un progetto serio e di un contratto magari non annuale. Ma in tempo di crisi, le società preferiscono pescare dall’estero (costi delle operazioni minori) e puntare per quanto possibile sui giovani. Va di moda il prestito con diritto di riscatto, l’ennesima soluzione che non aggrada particolarmente i professionisti del pallone. Alla fine qualcuno troverà una sistemazione: Massimo Gobbi, svincolato dalla Fiorentina, è uno dei pochi che ce l’ha fatta. Il Parma ha creduto in lui, non ha sborsato neanche un euro per accaparrarselo. Come ovvio.
ngiluzzu
05 set 2010 - 18:42 - #1Per alcuni è davvero scandaloso lo stato di svincolati… Credo che a parametro zero a tutti potrebbero far comodo Cruz, Tonetto, Maresca e tutti gli altri nomi che siamo abituati a vedere in Serie A. Poi magari è colpa loro che non si riducono l’ingaggio a cui sono stati abituati, però sarebbe una mossa di risparmio in ogni caso secondo me…
GUFO 9
05 set 2010 - 21:09 - #2Tutti scarponi che vorrebbero guadagnare come campioni. Giustamente se devo strapagare uno scarpone finito, punto su un giovane, almeno corre.
Se sono a casa un motivo c’è……Oh, possono sempre andare a lavorare eh!!!!
mileythebest
06 set 2010 - 03:00 - #3Preside’ compra qualcuno che in attacco facim schif!!!
peter parisius
06 set 2010 - 04:26 - #4Alcuni nomi sono veramente famosi. Io credo che questa “disoccupazione” di lavoratori del pallone è voluta dall’alto: così, se necesse, i presidenti possono accaparrarsi qualcuno di loro a prezzo infimo. Questa situazione è un po’ lo specchio di ciò che succede nel “mondo vero”. Anche noi lavoratori dipendenti - e precari! - siamo gladiatori sottopagati e sballottati da un’arena all’altra…