Moratti giustifica Cassano dopo la lite con Stramaccioni: "E' un artista"

Sarà stata la rimonta di Catania, complicata ed insperata dopo i primi 45 minuti, ma il presidente Moratti non è in vena di censure quando è chiamato a commentare il litigio fra Antonio Cassano e Stramaccioni che ha portato all'esclusione del fantasista. Secondo le ultime indiscrezioni, tutte da verificare, Cassano avrebbe criticato alcune decisioni del mister durante la partitella pronunciando la frase, provocatoria, "Ecco Mou che fischia la fine". Prendere in giro "Strama" proprio sul paragone con il totem nerazzurro José Mourinho non è una mossa furbissima, ma arrivando da Cassano non dovrebbe sorprendere.

Il presidente non ci va giù duro parlando come se della questione non fosse nemmeno investito direttamente:

Non ero presente, non so cosa sia successo, però tendono tutti a normalizzare. Beh, gli artisti si sa, sono un po' così, un po' speciali. Ci sarà una multa? Non lo so, loro conoscono la vicenda, loro faranno le proposte.

C'è anche un'altra questione fondamentale, quella che ha deluso di più Stramaccioni, il fatto che la notizia sia finita in pasto alla stampa. C'è poco da girarci attorno, qualcuno nello spogliatoio dell'Inter (frequentato non soltanto dai giocatori) ha riferito alla Gazzetta dello Sport della lite. Fra l'altro è difficile capire se in assenza della soffiata Stramaccioni avrebbe lavato "i panni sporchi in casa" evitando una non-convocazione per Catania che rischia di esacerbare i rapporti fra il calciatore e il tecnico, ma anche fra il calciatore e l'ambiente nerazzurro in generale. Moratti, anche qui, va contro corrente ritenendo più grave il litigio:

Sul fatto che sia uscita la notizia, vedo che sono molto scandalizzati tutti. Ma è peggio che la cosa succeda, non tanto che poi esca o non esca la notizia, perché poi con 40 persone presenti in tutti gli spogliatoi è chiaro che possa anche accadere. È un peccato, soprattutto perché queste cose non devono succedere.

Intanto i nerazzurri possono godersi dei giorni post-trasferta di campionato con il sorriso sulle labbra. La vittoria con il Catania è la prima lontano da San Siro dopo mesi di digiuno e si trattava di un successo da ottenere assolutamente per evitare che dopo il sorpasso i cugini milanisti scappassero via in classifica. Il terzo posto e la qualificazione in Champions restano un obiettivo vitale per la società (e per Stramaccioni).

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