Il Grifone furioso, Foschi e Preziosi non ci stanno: "Genoa derubato a Roma"

La cura Ballardini sta funzionando, del resto sotto la Lanterna gli avvicendamenti di allenatore quest'anno sono stati in entrambi i casi fruttuosi: il Genoa dal pari, con polemiche, contro la Juve in poi aveva raccolto due prestigiose vittorie casalinghe (contro Lazio e Udinese) e due preziosi pareggi esterni (contro Parma e Palermo), fino alla partita di domenica sera quando il Grifone ha perso per tre reti a uno contro la Roma all'Olimpico. Una sconfitta che non è andata giù alla dirigenza rossoblu che per bocca di Rino Foschi e del presidente Enrico Preziosi ha espresso tutto il suo dissenso sulla conduzione di gara del signor Gervasoni. Nello specifico la lamentela di Foschi è sintetizzata in cinque punti:

"1) Il rigore per la Roma non c'era. Se retrocediamo deve essere per colpe nostre non di altri. 2) Burdisso da rosso, prova tv anche per gli arbitri. 3) Assurdo espellere Ballardini. Noi penalizzati da troppe partite. 4) Kucka non andava espulso. Penalizzati per il Milan. 5) Posticipo e si rigioca venerdì, danneggiati anche dal calendario".

Cerchiamo di analizzare le critiche mosse dal direttore sportivo genoano una ad una. Innanzitutto il rigore concesso alla Roma sullo 0-0 che ha concesso a Totti di eguagliare Nordhal in fatto di marcature in Serie A, Preziosi è ironico:

"Qualcuno si fa condizionare e noi ci finiamo nel mezzo. Guarda caso a Roma, contro i giallorossi ci capita spesso. Contro la Lazio quasi mai a onor del vero. Stavolta c’era una festa, ma che ci sia il Pupone o Nordahl ci rimettiamo sempre noi. Totti è un campione, magari avrebbe festeggiato ancor di più facendoci tre reti, non era il caso di farlo festeggiare con un regalo così".

Il mancato rosso a Burdisso, che pure ci poteva stare, in occasione del rigore poi trasformato da Borriello non è comunque la questione principale del problema, quanto piuttosto lo sono i rossi inflitti a Ballardini e Kucka. Il tecnico è stato allontanato perché protestava coi suoi giocatori intimando loro di buttare il pallone fuori per consentire i soccorsi a Osvaldo, chiaramente un avversario, rimasto a terra infortunato; anche l'espulsione di Kucka è apparsa beffarda:

"L’espulsione di Ballardini è incredibile, quella di Kucka una beffa. Era l’ultimo baluardo, l’ultimo ad avere ancora la forza di attaccare in una squadra che aveva dato tutto. C’è stato un battibecco con Totti, niente di più, e l’arbitro l’ha ammonito ed espulso, quando bastava un richiamo. La punizione, comminata così, non era equa, costava il rosso a uno e all’altro no. In più è danno doppio, perdiamo Kucka pure per la sfida contro il Milan di venerdì. Vi confesso che stavolta l’ingiustizia brucia troppo, perché noi quella partita l’abbiamo dominata, meritando sul campo di vincere e invece...".

Questo il pensiero di Preziosi che poi avverte Braschi, designatore arbitrale:

"Io difenderò la mia serie A e i grandi investimenti fatti, non posso lasciarli in mano di persone poco appropriate. Vorrei che Gervasoni rivedesse la gara con tranquillità per capire cosa ha fatto e vorrei che il designatore Braschi, da ora in poi, scegliesse bene i suoi uomini, visto che le partite si fanno sempre più importanti. Io non sono mai intervenuto polemicamente, ho sempre preso e incassato qualsiasi cosa, come ad esempio a Palermo, con il mancato rigore su Rossi, anche se due arbitri erano lì a tre metri a vedere. Ora, però, basta, nelle prossime partite vorrei vedere sul campo quel buon senso e quella buona fede che non ho visto domenica sera a Roma".

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