Juventus a +9 sulla seconda: quali insidie verso lo scudetto per i bianconeri?

Il gol di Emanuele Giaccherini ai danni del Catania, mentre al Bentegodi il Napoli perdeva per la terza volta di fila in casa del Chievo Verona, ha permesso alla Juve di allungare notevolmente in classifica e di salire a +9 nei confronti dei partenopei, mantenendo 11 lunghezze di distacco dal Milan sempre più formato "rincorsa folle". A dieci giornate dalla fine questo vantaggio della Vecchia Signora con molta probabilità renderà impossibile qualsiasi sogno di gloria delle inseguitrici, considerando tra l'altro che i nove punti che separano la Juve dal Napoli sono in realtà dieci in virtù degli scontri diretti, a favore della squadra di Antonio Conte. Giochi fatti e festa finita? Assolutamente no e sarebbe un errore a dir poco grossolano se dalle parti di Corso Galileo Ferraris considerassero archiviato il discorso campionato.

Innanzitutto c'è la storia che, come sempre, insegna e ricorda. Durante il campionato 1999/2000 una non meno forte Juve allenata da Carlo Ancelotti il 19 marzo a 8 giornate dalla fine si ritrovò a +9 sulla Lazio: da quel momento in poi la compagine torinese non si raccapezzò più perdendo col Milan, lo scontro diretto con la Lazio e, nelle ultime 3, ben due volte sul campo del Verona prima e del Perugia poi. Due anni dopo la storia si ripeté: a sole cinque giornate dalla fine una Juve bloccata sull'1-1 dalla Lazio si ritrovò a -7 dall'Inter, vittoriosa a Firenze. Era il 31 marzo e, come molti ricordano, alla fine i nerazzurri capitolarono nella volata finale cedendo punti contro Atalanta (ko in casa), Chievo (2-2 a Verona) e Lazio, 4-2 per i capitolini il 5 maggio.

Juventus - Catania 1-0 | La Fotogallery

Juventus - Catania 1-0 (Giaccherini): foto della partita
Juventus - Catania 1-0 (Giaccherini): foto della partita
Juventus - Catania 1-0 (Giaccherini): foto della partita
Juventus - Catania 1-0 (Giaccherini): foto della partita

Gli scudetti si vincono e si perdono nel giro di due, tre partite storte e nonostante questa Juve sembra davvero troppo solida per un crollo verticale, bisogna fare alcune considerazioni aggiuntive per spiegare quali e quante insidie ancora può riservare questo campionato alla compagine bianconera. Innanzitutto gli impegni Champions: mal che vada ancora due partite, una dopo l'altra a inizio aprile, tra le quali si inserirà la partita casalinga col Pescara; non difficile, ben più ostici gli impegni pre e post impegno europeo: prima l'Inter alla vigilia di Pasqua, quindi altra trasferta a Roma contro la Lazio. Poi la partitissima col Milan, quindi il derby col Toro, e se come si augurano i suoi tifosi la Juve dovesse andare avanti in Champions League, queste partite si incastoneranno tra due tirate semifinali.

Insomma, vietato abbassare la guardia: fondamentale la sfida di sabato sera a Bologna prima della sosta. Ancora tre punti, con una giornata in meno da giocare e un po' di tempo per rifiatare, potrebbero dare un'ulteriore decisiva spinta verso il 31esimo (o 29esimo) scudetto juventino.

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