I calciatori confermano la volontà di scioperare, Beretta è perplesso


L'Associazione Italiana Calciatori (Aic), con una nota diffusa oggi sul proprio sito ufficiale, ha ribadito la volontà di ricorrere allo sciopero, visto lo stallo in cui versa la trattativa con la Lega Calcio per il rinnovo del contratto collettivo. In particolare il sindacato presieduto da Sergio Campana non ha gradito il rifiuto da parte della Lega nei confronti della proposta di mediazione avanzata dal presidente federale Giancarlo Abete.

Dal comunicato si apprende quindi che entro la fine del mese sarà comunicata la data dello sciopero, rimandato a settembre ma ormai, secondo l'Aic, quasi inevitabile:

"I calciatori di Serie A hanno preso atto dell’atteggiamento della Lega che ha respinto la proposta del Presidente della FIGC Abete, condivisa dall’Aic, di limitare solo a 6 punti le trattative sull’Accordo Collettivo, con esclusione degli altri 2 (calciatori fuori rosa e trasferimenti coatti), fin dall’inizio non accettati dall’Aic.
Attraverso i loro rappresentanti hanno quindi confermato il mandato all’Associazione Calciatori di comunicare la loro decisione, in segno di protesta, di non scendere in campo in una delle prossime giornate del massimo campionato.
L’Aic, mantenendo l’impegno assunto nell’incontro con FIGC e Lega del 21 settembre u.s., attenderà fino al 30 novembre per annunciare la data dell’astensione dalle partite."


La replica del presidente della Lega Serie A non si è fatta attendere, Maurizo Beretta ha commentato in conferenza stampa gli ultimi sviluppi della vicenda, non nascondendo un certo fastidio per l'atteggiamento tenuto dall'Aic e spiegando anche le motivazioni che hanno portato al rifiuto del compromesso suggerito da Abete:

"Non prendere atto della situazione di difficoltà del sistema calcio dopo un periodo molto favorevole per i ricavi è davvero una scelta molto miope e produce danni al mondo del calcio professionistico della serie A: la logica dello sciopero non ha nessun senso. Ho la sensazione che la nostra serena ricerca di soluzioni di stabilità per il futuro venga elusa con slogan impropri per non andare al confronto di merito: penso che oggi avremmo tutti i tempi e gli strumenti per definire l'accordo complessivo entro il 30 novembre. Però non si può parlare di alcuni punti e non di altri: l'idea di mettere pregiudiziali e invocare solo la mobilitazione generale non aiuta. Ogni trattativa ha delle fasi, ma adesso le fasi della polemica si sono esaurite. Non proseguire nella trattativa è una grave abdicazione e una sconfitta per tutti".

Da registrare, infine, anche il commento del segretario generale di Assocalciatori. Gianni Grazioli difende le decisioni prese e parla di "ennesimo senso di responsabilità da parte dei giocatori" nel mantenere la parola data a settembre. Ovviamente al 30 novembre manca ancora un po' di tempo, il segretario si dice ancora fiducioso e conferma la disponibilità dell'Aic a trovare un punto di incontro, lo conferma anche l'aver accettato di recente la soluzione alternativa proposta dalla Figc.

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