Nazionale, Aquilani di nuovo in azzurro: "Grazie Juve"


La prima volta che vestì l'azzurro era un quindici novembre di quattro anni fa, si giocava a Bergamo e l'Italia affrontava la Turchia in un test amichevole; due anni dopo a Lecce stese il Montenegro alla decima apparizione tricolore con una doppietta pregevole (si giocava per le qualificazioni mondiali); undicesima ed ultima presenza a Londra, amichevole di lusso del febbraio 2009 contro il Brasile, con annessa batosta per 2-0. Stiamo parlando come ovvio di Alberto Aquilani, uno dei talenti più cristallini del nostro calcio, un giocatore romano e romanista che ha saputo svincolarsi dalla capitale e, ultimamente, anche dai problemi alla caviglia che gli hanno tarpato un bel po' le ali.

Dopo un anno e nove mesi ritrova la maglia azzurra grazie alla chiamata del ct Prandelli, un test amichevole in quel di Klagenfurt contro la Romania: non una convocazione a casaccio, Aquilani sta giocando a livelli altissimi con la maglia della Juve e anche negli ultimissimi tempi di Liverpool il piede cominciava a girare come ai bei tempi. Ora è un calciatore sano e di nuovo ottimista, il suo magic-moment non poteva che culminare così, a indossare la casacca dell'Italia per la dodicesima volta. E allora i ringraziamenti, oltre che a se stesso, sono di rito: "Da quando ho ritrovato continuità a Liverpool il mio pensiero fisso era la Nazionale: ci sono riuscito e ringrazio mister Delneri" ha detto secco e deciso.

Poi ha continuato: "Sono tornato in Italia per cercare continuità, la Juve era un'occasione troppo importante per lasciarmela scappare, e poi sapevo che tornando e facendo bene avrei potuto riconquistare la Nazionale. Non sono stupito di questo mio ritorno in Nazionale dopo poche gare di campionato. Già nelle ultime 10 gare mi sentivo bene, ovvio che tornando in Italia l'obiettivo era anche tornare in Nazionale". Il suo presente ora è la maglia azzurra, ma più in generale è quella a strisce bianco e nere della Juve. Una squadra che sta puntando molto sull'unità di gruppo e dopo un ingresso nello spogliatoio con la timidezza che lo contraddistingue, quasi a punta di piedi verrebbe da dire, dopo due mesi Aquilani è già quasi un leader, parte integrante della rosa juventina:

"Siamo facendo bene, fra i nostri obiettivi c'è quello di restare sempre ai vertici della classifica, ma siamo una squadra in costruzione, e a livello di nomi ci sono altre squadre più attrezzate di noi per lo scudetto. A livello di nomi il Milan è più avanti di noi, ma proprio a San Siro contro i rossoneri la Juve ha dimostrato che con il cuore e la determinazione può fare bene. Non considero la squadra bianconera una tappa di passaggio, lì sono in prestito con diritto di riscatto a circa 15-16 milioni, dovranno decidere loro, ma so che dipenderà anche da me. Se mi vogliono acquistare io resterei volentieri".

L'ex principino romano è tornato a sorridere. E con lui la Juve e Cesare Prandelli.

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