Andrea Agnelli: "Buffon resta"


Andrea Agnelli ha presenziato l'inaugurazione dello Juve Club Rai. Trovarsi di fronte ad una platea di giornalisti sportivi tifosi come Gianfranco De Laurentiis, Mario Mattioli e Attilio Romita (che ha condotto la serata) e alcuni personaggi dello spettacolo che non hanno mai fatto segreto della loro passione per la Vecchia Signora come Massimo Giletti, Lamberto Sposini e Cristina Chiabotto, il presidente della Juventus ha rilasciato una serie di dichiarazioni che mettono un punto su questioni spinose per il club torinese.

Innanzitutto Buffon, il portiere (e giocatore più pagato della rosa) che in attesa del suo recupero dall'operazione alla schiena vive di fatto da totale emarginato rispetto al gruppo: non una visita a Vinovo, non un saluto ai compagni di squadra e l'ormai famosa assenza nella foto ufficiale. Le voci su una sua cessione al Manchester United a gennaio si affollano, ma Andrea Agnelli prova a metterle a tacere:


Il mercato di riparazione? Valuteremo tutte le opportunità che si dovessero presentare, occasioni conformi alle linee guida della società e alle esigenze tecniche che abbiamo. Saremo attenti a tutte le eventualità, Buffon è da dieci anni con noi, è una stella della Juve e lo sarà sempre.



Chissà se la telenovela sarà davvero chiusa qui, ma appare improbabile, almeno fino a quando Buffon non tornerà in campo e si riprenderà la sua maglia da titolare.

Agnelli torna anche a parlare di Calciopoli e della "terza stella", stavolta con una prudenza maggiore di quanto fece Jean Claude Blanc all'inizio della scorsa stagione (La terza stella? Dobbiamo essere contenti di come la squadra ha voglia di vincere. In questo modo, nel periodo medio-lungo, ci arriveremo). Il presidente ribadisce anche il suo pensiero sul Processo di Napoli ("Stiamo sorvegliando, vediamo quello che succede. Guardiamo con gli occhi del 2006 a quanto stiamo scoprendo, ma dobbiamo anche rispettare i tempi della giustizia ordinaria e sportiva poi sapremo cosa fare. Ma vogliamo anche pensare al futuro").

L'ultima nota polemica della serata è dedicata al Milan, o meglio alla risposta di Adriano Galliani a Marotta dopo che il DG bianconero aveva "messo a confronto" due falli di mano in area, quello di Pepe che sabato ha causato il rigore per la Roma e quello di Boateng contro il Palermo che non era stato valutato come punibile con la massima punizione, richiamando ad una maggiore uniformità di giudizio.

"Le parole del Milan? Non credo valga la pena di commentare"

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