Quaresma: "Un errore andare all'Inter"


Ricardo Quaresma si sente un giocatore, e un uomo, rigenerato. La sua esperienza in Turchia nel Besiktas procede per il meglio, le sue prestazioni sono confortanti e il pubblico lo venera come un idolo assoluto. Con i bianconeri di Istanbul ha ritrovato il gol, la voglia di giocare e la "trivela", il suo marchio di fabbrica. Dalle pagine di un quotidiano portoghese arriva così la bocciatura totale per la sua esperienza nell'Inter.


Due anni terribili, ma sono cresciuto come uomo. La cosa di cui più mi pento nella vita è di essere andato all’Inter. A Milano mi avevano tolto l’allegria, l’autostima che ho nel giocare a calcio. Sono successe molte cose a me a e varie persone del club. A un certo punto non sono stato più una prima scelta. Non mi hanno più convocato, mi sentivo ai margini. E mi svegliavo piangendo per andare agli allenamenti, ora invece lo faccio sorridendo

Quaresma è consapevole di essere stato una scelta di Mourinho, il tecnico che lo fece acquistare nelle battute finali del calciomercato estivo nonostante la società fosse contraria, ma non si è sentito "protetto" dal suo allenatore contro un ambiente ostile sin dal primo minuto.


All’arrivo a Milano capii subito che ero stato acquistato solo perché mi voleva Mourinho e nessun altro. Poi, all’improvviso, ho smesso di giocare. Lo riconosco, non ero in buona forma. Vedevo la registrazione delle partite e non credevo di essere io, però se un allenatore ti cerca e poi non ti aiuta quando ne hai più bisogno. In televisione Mou disse che mi facevo intimorire dai tifosi dell’Inter, invece nessuno mi ha mai fatto paura. Tanto meno in Turchia dove la pressione mediatica è più alta che altrove. La verità è che in Italia ho passato una fase delicata della mia vita. Sarebbe stato meglio aver chiuso gli occhi e svegliarsi solo ora.

Ricardo non rivela i dettagli della "fase delicata" vissuta in Italia, ma certe parole risultano decisamente ingenerose nei confronti di una società e di un alleantore che gli avevano comunque dato tutte le chance possibili (compresa la possibilità di esprimersi in prestito al Chelsea per sei mesi) per esprimersi ottenendo in cambio prestazioni ai limiti del comico.

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