Mourinho, stoccata a Benitez e sviolinate a se stesso


Niente da dire, José Mourinho fino a questo momento sta riuscendo perfettamente in ciò che si era prefissato: vincere, tanto e bene, col Real Madrid (fino ad ora ha cannato pochi colpi, sia nella Liga che in Champions) e far parlare e scrivere di sé anche in terra spagnola. Si è ambientato lo Special One, non c'è che dire, ma un pensierino al suo passato non lo disdegna mai; quando era all'Inter spesso faceva riferimenti al Chelsea, sia di Scolari che di Ancelotti, ora invece gli piace parlare dei nerazzurri, ma non solo.

Pare che ieri si sia lasciato andare in un commento in pubblico abbastanza poco equivocabile; appresa la sconfitta della sua ex squadra al Bentegodi contro il Chievo, Mou si è mostrato sorpreso: "Benitez ha perso ancora? Incredibile, ha già 9 punti di distacco dalla vetta... In Italia e all'Inter è tutto diverso rispetto all'Inghilterra". Ma oggi ne ha approfittato anche per rilasciare una succulenta intervista sul sito della Fifa, dove mostra il suo inconfondibile ego commisto a puro sentimentalismo: "Mi mancano i miei ex giocatori, e io manco a loro" il primo concetto sciorinato. Poi ha approfondito la questione e ha parlato anche della sua nuova squadra.

"Ho lasciato dei veri amici nei mie vecchi club, questo è qualcosa che trascende il gioco del calcio. Avere nostalgia di qualcuno o prendersene cura è qualcosa di normale tra amici, come è normale sperare nel meglio per le persone con le quali hai condiviso lo spogliatoio e le esperienze sul campo" ha continuato il lusitano, per niente preoccupato di apparire antipatico in pubblico: "Solo chi ha lavorato con me sa che tipo sono, mentre solo i miei amici e la mia famiglia mi conoscono bene. Solo chi mi conosce per sentito dire, invece, continua a criticarmi".

Schietto e sincero, forse fin troppo, Mourinho non ha mai fatto mistero circa le sue prossime tappe quale allenatore di calcio: la Nazionale portoghese, ma solo dopo aver vissuto un altro po' in Inghilterra: "L'ho sempre detto, mi piacerebbe tornare in Inghilterra. Ma non c'è fretta. Voglio scrivere la storia del Real Madrid, come ho fatto con Porto, Chelsea e Inter. Qual è il campionato migliore tra Premier, Liga e Serie A? Mi piacciono tutti, per diversi motivi: l'intensità della Premier, la tecnica della Liga e le battaglie tattiche della Serie A. Per questo mi sento un tecnico che ha potuto godere di esperienze che mi hanno fatto crescere".

Messaggio finale indirizzato a Kakà, per una stagione avuto come avversario e oggi suo giocatore, benché indisponibile dall'inizio dell'anno. Per Mou il grande colpo delle merengues a gennaio sarà proprio il brasiliano: "Non ci sono giocatori del suo calibro in circolazione". Per la serie: i complimenti, oltre che a me stesso, li so fare anche agli altri. Chiedere a Inzaghi per conferma.

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