Chiellini rinnova fino al 2015, per l'Aic il contratto non è valido (Aggiornato)

giorgio_chiellini

Update: Leonardo Grosso è intervenuto a Sky Sport 24 specificando che le sue affermazioni sono state travisate. Non è dunque vero che secondo L'AIC il contratto di Giorgio Chiellini con la Juventus sarebbe da considerarsi non valido.

Al momento i contratti stipulati al di fuori dall'accordo collettivo sono validi, quindi anche quello stipulato dalla Juventus e da Giorgio Chiellini è da considerarsi tale.

Ieri la Juventus ha celebrato in grande stile il nuovo contratto firmato da uno dei suoi giocatori simbolo. Giorgio Chiellini ha rinnovato fino al 2015, confermando così la sua più volte sbandierata volontà di diventare una bandiera bianconera. Il contratto prevede della clausole molto particolari, rivoluzionarie per certi versi rispetto ai contratti classici che i calciatori sono abituati a firmare. Queste peculiarità però non sono piaciute all'Assocalciatori che, per voce del suo numero due Leonardo Grosso, ha fatto sapere che per il sindacato un contratto del genere non è da ritenersi valido.

Nel nuovo accordo è specificato con chiarezza a quali regole debba attenersi un tesserato juventino a partire dal suo comportamento in campo e in allenamento, fino ad arrivare alle sue ore di svago, magari notturne. Viene affrontata per esempio la scottante tematica dei calciatori messi fuori ros,a che quindi sono obbligati ad allenarsi separatamente rispetto al resto del gruppo:

"Giorgio Chiellini si atterrà alle direttive dell’allenatore o di qualsiasi altro tesserato competente che il club designi, e accetta sin d’ora di allenarsi anche separatamente dal gruppo, purché in modalità tale da preservare, secondo l’apprezzamento dell’allenatore e delle componenti tecniche del club, le sue capacità tecnico-tattiche."

Il contratto regolamenta poi il modo di vestire del tesserato, il suo rapporto con gli sponsor personali e la questione sulla scelta, in caso di terapie mediche, di professionisti diversi da quelli indicati dalla società stessa:

"Il giocatore si impegna a non esercitare altre attività senza il preventivo consenso scritto. Non deve andare in discoteca, deve vestire secondo lo stile Juve: elegante o casual, mai trasandato o tale da far trasparire preferenze politiche o ideologiche. Si impegna a non fare dichiarazioni pubbliche ai media senza la preventiva autorizzazione scritta. Va autorizzata anche ogni partecipazione a manifestazioni, TV, feste con tifosi. Il giocatore si impegna a sottoporsi alle cure e ai trattamenti sanitari primari che il club si obbliga a fornirgli. Nel caso voglia avvalersi di altri professionisti, dovrà dimostrarne fama e reputazione. Il giocatore dichiara che è parte dei contratti commerciali indicati dalla Juve e ogni sponsor privato va autorizzato e non può confliggere con quelli Juve."

Previsto infine un ingaggio molto elastico che prevede premi e penalizzazioni in base ai risultati ottenuti e alla condotta del calciatore:

"(Il giocatore) Sarà pagato regolarmente anche in base ai risultati, in caso di retrocessione perderà il 30% dello stipendio o ridiscuterà il contratto. Ad ogni infrazione comportamentale o violazione è previsto il 10% in meno, fino all’esclusione dalla rosa e la sospensione di ferie e permessi”.

A commento del rinnovo di contratto di Chiellini e di tutte le sue novità ci ha pensato Leonardo Grosso, vice presidente dell'Aic, che non ha avuto dubbi nel dichiarare teoricamente nullo l'accordo tra la Juventus e il suo difensore:

"Il contratto firmato da Chiellini con la Juventus, per quanto ci riguarda, potrebbe anche saltare: noi pensiamo che non sia valido. Il parere della Corte sottolineava che i nuovi contratti dovevano far riferimento al vecchio accordo collettivo scaduto il 30 giugno scorso, e che comunque non potevano seguire schemi prestabiliti da una sola parte. Mi pare, quindi, che siamo in piena deregulation".

Grosso non si dice stupito della flessibilità economica dell'accordo legato ai risultati, nel contratto di Chiellini si arriva a parlare di decurtazioni massime del 30%, ma gli accordi con tra Lega e Aic risalenti al 2006 prevedevano già un limite massimo pari addirittura al 50% del totale. A detta del vice presidente dell'Assocalciatori si tratta soltanto di un tentativo di pubblicità, mal camuffato, da parte della Lega Serie A, impegnata in questi mesi, come ormai sappiamo, in un lungo ed estenuante trattativa con il sindacato del calciatori proprio a proposito del rinnovo del contratto collettivo.

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