Arbitri stufi delle polemiche scioperano, direttori di gara stranieri in Scozia

scottish premier league

Quello che è accaduto oggi in Scozia non ha precedenti nei campionati europei: mentre in Italia ci chiediamo se e quando i calciatori "incroceranno le gambe" i calciatori, da loro lo sciopero lo hanno proclamato i direttori di gara. I fischietti della Scottish Premier League, stufi delle continue critiche e dei sempre più duri scontri con gli allenatori, hanno detto basta, lasciando di fatto tutto il calcio scozzese senza arbitri per un week end. La federazione però non ha voluto darsi per vinta e ha iniziato a contattare arbitri in giro per il continente al fine di garantire almeno lo svolgimento delle sei partite in programma nel massimo campionato.

È opportuno però riavvolgere il nastro per cercare di capire le origini di un gesto così estremo. Tutto ha avuto inizio da un errore del direttore di gara Dougie McDonald nel corso della sfida tra Dundee United e Celtic: l'arbitro in un primo momento ha assegnato un rigore ai cattolici di Glagow, poi è tornato sui suoi passi dopo aver consultato l'assistente. In un solo colpo ha scontentato entrambe le parti, Neil Lennon, allenatore del Celtic, ha chiesto spiegazione, McDonald gliele ha fornite, mentendogli, come avrebbe confessato più tardi. Il club di Glasgow ha chiesto a gran voce le dimissioni del fischietto, ma alzare la voce non è servito, anzi, l'unico risultato ottenuto è stata la squalifica di Lennon che a fine partita aveva scambiato alcune opinioni con l'arbitro usando toni un po' troppo accesi.

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Da quell'episodio in poi è stato un continuo crescere delle polemiche, ogni partita rappresentava l'occasione giusta per dire qualcosa contro la classe arbitrale, o per accusarla di inadeguatezza se non addirittura di essere corrotta. Nel turno giocato la settimana scorsa si sono incontrati nuovamente Dundee United e Celtic, anche in questo caso non sono mancate le rimostranze al fischio finale. L'ondata di polemiche è durata fino a quando l'intera categoria ha deciso di reagire organizzando uno sciopero. La federazione scozzese ha cercato in tutti i modi di provare a risolvere la situazione, quando ha capito che gli arbitri non sarebbero tornati sui loro passi ha pensato a correre ai ripari, cioè si è messa all'opera per cercare arbitri stranieri disposti ad una trasferta in Scozia.

Così le partite di oggi si sono giocate più o meno regolarmente, all'assenza di arbitri si è aggiunta anche l'emergenza maltempo con nevicate in tutto il paese. Domani si giocheranno le ultime due sfide che concluderanno il turno, il primo, si spera anche unico, con arbitri tutti stranieri. In particolare sono quattro le federazioni che hanno prestato il loro aiuto: il Lussemburgo, Malta, il Portogallo e Israele. Nella foto a corredo dell'articolo è ritratta la terna lussemburghese guidata dall'arbitro Alain Hamer, poco prima del fischio di inizio di Celtic - Inverness, per la cronaca terminata 2-2.

Ora la federazione dovrà rimettersi al lavoro per cercare di riportare le cose alla normalità, si cercherà il dialogo con la classe arbitrale e con le società, per evitare che si raggiungano nuovamente livelli di tensione di questo tipo. Intanto in queste ore molti manager hanno ammesso di aver alzato troppo i toni in questi ultimi tempi, auspicando quindi una maggiore serenità in tutto l'ambiente. Quello che serve al calcio scozzese, che in questo momento sta attraversando un periodo davvero poco felice, tra debiti delle società e drastico calo degli introiti, il tutto condito dalle ripetute minacce di Rangers e Celtic di chiedere asilo alla Premier League inglese.

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