Goleada Barça - Mou: "I conti si fanno alla fine", Guardiola: "Nessuno come noi"


In fondo anche nel primo "clasico" italiano a cui prese parte, il derby milanese tra Milan e Inter, José Mourinho perse: va bene, un conto è soccombere per 1-0, gol di Ronaldinho, un altro è buscare cinque ceffoni in pieno volto non facendo praticamente neanche un tiro nello specchio della porta. Ma lo Special One, ormai è arcinoto, è tipo orgoglioso ma anche intelligente, non fa mai drammi un po' per conservare intatto l'ego enorme che l'ha portato ad essere l'allenatore più vincente degli ultimi anni, un po' per preservare i suoi ragazzi. Non punterà mai il dito contro la prestazione dei singoli, lui fa quadrato intorno alla squadra, catalizza oneri e onori, e alla fine la sfanga. Così nella pancia del Camp Nou, dopo la batosta più pesante avesse mai subito, il lusitano si mostra impavido, per niente imbarazzato, quasi desideroso di rispondere ai cronisti, alquanto eccitati nel pregustare la reazione bastonata dell'uomo di Setubal. Che non c'è stata.

"Non è un'umiliazione, ma sicuramente la peggior sconfitta della mia carriera: non avevo mai perso 5-0. È un risultato che ti lascia l'amaro in bocca ma è facile da digerire perché non ha conseguenze. Una squadra ha giocato al massimo e l'altra ha giocato molto male. È stata una vittoria meritata per loro e una sconfitta meritata per noi. Però non cambia niente, il campionato resta equilibrato e sarà così fino alla fine. Nei primi due gol presi abbiamo rasentato il ridicolo. Il Barcellona ha dimostrato di essere un prodotto finito, noi ancora non lo siamo anche se fino a questo momento avevamo fatto delle belle partite. Mi piacerebbe rigiocare domani e non aspettare sabato. I giocatori con carattere dopo una sconfitta così devono rigiocare subito" le parole di Mou, lucido e onesto, ma comunque ben lontano dal cospargersi il capo di cenere. Ovvio che di contraltare l'ambiente blaugrana è esaltato: scavalcate le merengues, umiliate, calcio totale al Camp Nou.


Le Foto di Barcellona - Real Madrid 5-0
Le Foto di Barcellona - Real Madrid 5-0
Le Foto di Barcellona - Real Madrid 5-0
Le Foto di Barcellona - Real Madrid 5-0
Le Foto di Barcellona - Real Madrid 5-0


Pep Guardiola cerca di mantenere il solito, inconfondibile profilo basso, però il petto un po' lo gonfia, giustamente: "Dedico questo successo a Rexach e Cruyff che sono quelli che ci hanno mostrato la via. Questa è la vittoria di tutti coloro che in 15 anni hanno creduto a questo modo di giocare a calcio. In nessuna parte del mondo c'è una società che vince così tanto puntando sui ragazzi della terra da cui proviene. E' vero che si tratta solo di una partita e che sono solo tre punti in più in classifica, ma vincere in questo modo è qualcosa che ci porteremo dietro per parecchio tempo" le parole del tecnico catalano, che nell'incipit della sua analisi ha voluto ricordare la famosa coppia d'attacco vista dalle parti di Barcellona qualche decennio fa, quella appunto formata dagli indimenticabili Carles Rexach e Johan Cruyff. Onore e gloria anche per David Villa, autore di un assist e due gol, sicuramente l'uomo del match senza nulla togliere ai compagni.

L'ex pipistrello valenciano è raggiante: "Il Barcellona è stato sicuramente superiore, giocando nel modo che preferisce. Il Real non era a suo agio e non sapeva cosa fare. Abbiamo dominato il centrocampo, il punto forte della nostra squadra. Ora siamo due punti avanti e molto felici, ma dobbiamo continuare a lavorare visto che siamo solo in novembre e dobbiamo continuare a vincere". Niente voli pindarici dunque, lo sa bene anche il capitano di mille battaglie Carles Puyol che è ancora più diplomatico del compagno: "E' stata una grande partita, in cui abbiamo giocato molto bene. E' una vittoria importante per il nostro morale e la nostra fiducia, ma dobbiamo continuare a giocare in questo modo perché la Liga non è ancora finita". In ogni modo rimane una bella serata di calcio, in cui c'è poco da appuntare al Barcellona (anche i detrattori dell'infinito palleggio / melina dei blaugrana non possono dire granché) e ancor meno da criticare al Real: erano semplicemente, nettamente più scarsi degli avversari.

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