Mazzarri ha detto no alla Roma

Il giallo s'infittisce e s'infittirà sempre più con il passare dei giorni che porteranno al 30 giugno: Walter Mazzarri come suo solito la tira alle lunghe ma questa volta si va veramente verso qualcosa di nuovo. Non è insensibile alle richieste, il tecnico toscano. E soprattutto non è insensibile a quella forte spinta che da ormai un anno abbondante lo dirigono fuori dalla piazza di Napoli. Gli eventi aiutano, e la fine del suo ciclo sotto il Vesuvio corrisponde con tanti, troppi indizi, anche la società partenopea non potrà mai dubitare del suo impegno, sino al 90' più recupero della 38° giornata di campionato. Il dato di fatto è che al momento Mazzarri lascia porte totalmente aperte ad ogni interlocutore (italiano ed estero).

A prescindere dall'eventuale discorso Inter, piazza gradita ma con contatti finora avvenuti per interposta persona, c'è da registrare il dialogo con la Roma che pare essersi concluso con un no semi-definitivo dell'ex tecnico anche di Sampdoria e Reggina. Roma che ci ha provato con Mazzarri e Allegri in un solo colpo, fiduciosa di poter arrivare a uno dei due "scontenti", anche se per motivi quasi totalmente opposti.

A questo punto l'attuale allenatore del Milan resta assolutamente in corsa, mentre per Mazzarri si aprono strade nuove tra le quali anche il tanto chiacchierato anno sabbatico. Una soluzione che sarebbe utile a tirare il fiato (Napoli ti risucchia, ti toglie tutte le energie) e ritrovare motivazioni oltre che studiare per aggiornarsi con i tempi e, nel caso di Mazzarri, studiare meglio il panorama internazionale visto che comunque si tratta di un tecnico molto ambizioso che rischia di rimanere impantanato sul punto più alto della sua carriera.

Sempre che invece non abbiano un fondo di verità le voci di un'idea di Abete che lo immaginerebbe anche alla guida della Nazionale italiana dopo il mondiale brasiliano del 2014, quando invece Prandelli lascerà con ogni probabilità la guida degli Azzurri.

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