Ibra: "Io sono il più forte, ma tra 3 anni mi ritiro"


Annuncio shock di Zlatan Ibrahimovic che ha dichiarato di voler continuare a giocare per massimo altre 3 stagioni. Chissà cosa ne penserà Adriano Galliani che ha sempre sostenuto che i veri campioni possono godere di una longevità maggiore nel calcio moderno. Ibrahimovic sembra invece orientato a smettere un po' come fece Platini, al top, prima di diventare un peso per la propria squadra. In effetti nel calcio moderno ritirarsi a 31 anni è davvero una cosa insolita quando si gode di un fisico sano come il suo ma per ora l'intenzione è questa: «Mi sento il giocatore più forte al mondo. Se non lo pensi non esci al cento per cento. Per me essere secondo non esiste. Giocherò ancora per tre anni al massimo, perché bisogna smettere quando sei al top. Il dopo Ibra? Non vedo nel panorama calcistico un calciatore che mi assomigli, al momento sono un pezzo unico e raro».

E in questi tre anni ci sarà il tempo per ritrovarsi in rossonero con Mario Balotelli? Ibra spera di si: «Mario, che è un grandissimo calciatore, ha dimostrato di essere anche intelligente. Sarebbe bello per entrambi tornare a giocare insieme. Anche per i tifosi del Milan. ll Milan è un club fantastico, sotto ogni punto di vista: dall'organizzazione alla cura dei particolari, dalle strutture ai professionisti che ogni giorno mettono anima e corpo nel proprio lavoro. Sono onorato di fare parte di questo gruppo. Potrebbe essere la mia ultima esperienza».


Helena Seger, moglie di Zlatan Ibrahimovic
Helena Seger, moglie di Zlatan Ibrahimovic
Helena Seger, moglie di Zlatan Ibrahimovic
Helena Seger, moglie di Zlatan Ibrahimovic

Molto difficilmente invece, qualora la sua ultima esperienza professionistica fosse al Milan, ci sarebbe l'occasione per avere ancora Mourinho come allenatore anche se tra i due il rapporto è ancora ottimo: «In campo si trasformava come noi giocatori. Però non mi ha mai detto come ha preso la decisione di vendermi al Barcellona. Ci sentiamo spesso ancora oggi, ma di questo non mi ha mai parlato. Non lo raggiungerò al Real Madrid, ora sono un calciatore del Milan e sto bene qui. Io e Josè siamo simili perchè parliamo chiaro e concreto. Quando giocavo male mi insultava anche davanti agli altri».

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