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Diamoutene aggredito dai suoi tifosi, accusato di essere uno "sporco barese"

Pubblicato: 02 dic 2010 da Cesare Rinaldi

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souleymane diamoutene

Episodio assolutamente da censurare quello avvenuto oggi durante la seduta di allenamento del Lecce: il maliano Souleymane Diamoutene è stato vittima di un’aggressione da parte di un gruppetto di tifosi che si sono introdotti sul terreno di gioco quando la squadra, agli ordini di Luigi De Canio, stava svolgendo il solito lavoro sul campo di Calimera. Questi sedicenti sostenitori pretendevano che il difensore si sfilasse la maglietta di gioco, alcuni di loro addirittura hanno provato a togliergliela contro la sua volontà. L’intervento degli altri calciatori e dello stesso allenatore hanno contribuito a riportare la calma, mentre Diamoutene è tornato negli spogliatoi.

Il maliano l’anno scorso ha vestito la maglia del Bari, dopo cinque anni spesi in giallorosso, sarebbe questa la causa dell’ira dei sostenitori leccesi che evidentemente non hanno digerito il “tradimento”. In difesa del Diamoutene è scesa anche l’Assocalciatori che ha ovviamente condannato la violenza dell’episodio:

“L’Associazione Italiana Calciatori esprime totale solidarietà al calciatore del Lecce Souleymane Diamoutene, vittima di un gravissimo episodio accaduto quest’oggi durante l’allenamento della squadra giallorossa.
Il difensore di origine maliana, preso di mira per aver vestito in passato la maglia del Bari, è stato accerchiato da un gruppo di ultrà leccesi e fatto oggetto di odiosi insulti.
L’Aic, nel manifestare al calciatore il sostegno a nome dell’intera categoria, auspica ancora una volta l’intervento della Federazione e delle Leghe che in queste occasioni, pur trattandosi di problemi di ordine pubblico, devono esprimere dure prese di posizione e prendere provvedimenti significativi.

Lo stesso sindacato, in un primo momento, aveva parlato di cori a sfondo razzista, la smentita è arrivata però da Diamoutene in persona che ha raccontato di essere stato apostrofato come “sporco barese”. È chiaro però che quanto accaduto abbia scosso il difensore che si dice rammaricato soprattutto per non aver potuto lavorare con i compagni in vista della gara interna contro il Genoa per la quale, a questo punto, teme anche la mancata convocazione da parte di De Canio che, magari, preferirà concedergli una settimana di riposo. Il maliano ha poi ribadito il suo affetto per la città salentina, la sua intenzione era ed è, anche dopo i fatti di oggi, quella di continuare a vestire la maglia del Lecce.

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4 commenti

Commenti dei lettori

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  • mic123

    02 dic 2010 - 21:51 - #1
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    da foggiano posso dire: questo si che è un insulto pesante

  • Profilo di renzofra

    renzofra

    02 dic 2010 - 22:10 - #2
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    @mic123: da italiano posso dire che i deficenti esistono dappertutto, da Foggia a Lecce passando anche per Bari.

  • Profilo di reeko

    reeko

    03 dic 2010 - 01:06 - #3
    1 punto
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    ma siamo nel paleolitico?? boh..e questi li definiti tifosi?

    chiedo scusa agli autori ma potreste evitare di definirli tifosi nelle descrizioni?? magari chiamateli “sfigati” va’, ve lo passo come termine che rende un quadro più completo del loro essere..

  • UL

    05 dic 2010 - 10:25 - #4
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    Si continua a scrivere e sottolineare come il problema Diamoutene sia semplicemente legato alla militanza nella squadra barese. Falso o comunque sicuramente non corretto (ancora oggi Valdes, ex barese, è amatissimo a Lecce, questo dovrebbe far capire qualcosina)  Quello che si contesta a Diamoutene, che ricordiamo è stato anche capitano del Lecce, è stata la TOTALE mancanza di rispetto nei confronti dei tifosi leccesi e soprattutto della maglia giallorossa.

    Ci piacerebbe che qualcuno ricordasse che nel momento in cui la nave (il Lecce) affondava, il capitano  Diamoutene è stato il primo ad abbandonarla ritenendosi un giocatore così forte da non potersi abbassare a fare la serie B, nemmeno per aiutare quella squadra che lo ha lanciato nel calcio che conta e che ha creduto in lui, pur non avendo i numeri da campione.
    Nessuno gli ha contestato il passaggio al Bari, sicuramente ci sono stati i doverosi mugugni, ma sono state alcune dichiarazioni Dimaoutene (che non aveva necessità di fare) ad aver inasprito gli animi.
    “A Lecce sono stato benissimo, ma quando si è trattato di scegliere Bari non ci ho pensato su due volte” e ancora “Io sono in prestito con diritto di riscatto e il mio desiderio è quello di convincere il Bari a confermarmi. CONSIDERO ORMAI CHIUSA LA MIA CARRIERA A LECCE”
    Addirittura leggiamo che Diamoutene a Gennaio sarà costretto a cambiare squadra per colpa degli ultra violenti brutti e cattivi. TUTTI quanti (e il giocatore per primo) sembrano aver dimenticato che non è mai stato considerato un difensore del Lecce, ha diviso la sua stagione fra le varie poltroncine della tribuna, e se ha messo piede in campo è stato solo per una situazione di estrema emergenza. TUTTI quanti sembrano aver dimenticato le parole di De Canio ad inizio stagione : “NON POSSO DIMENTICARE CHI HA ABBANDONATO IL LECCE QUANDO E’ SCIVOLATO IN SERIE B”, e il riferimento a Diamoutene è chiaro e lampante.  TUTTI quanti sembrano aver dimenticato che Diamoutene è stato l’UNICO giocatore a non esser al Via del Mare quando, prima della partita con il Valencia, l’Us Lecce ha presentato la squadra ai tifosi. TUTTI quanti sembrano aver dimenticato che la società ha offerto il difensore a mezzo mondo pur di liberarsi di lui quest’estate, destinazioni puntualmente rifiutate dal calciatore perchè lui aspirava più in alto.

    Un giocatore che salta con la mano sul cuore, sotto la curva barese, al grido di CHI NON SALTA E’ UN LECCESE non PUO’ e non DEVE indossare quella maglia che per i tifosi veri vuol dire cuore, fede, sacrificio e passione. Per qualcuno il risultato non è tutto, per qualcuno il rispetto della maglia viene prima di tutto. Diamoutene, quella maglia l’ha rinnegata quando  è scappato via da Lecce, Diamoutene quella maglia l’ha tradita quando saltava sotto la curva barese offendendo i leccesi, DIamoutene quella maglia l’ha infangata quando ha indossato la fascia da capitano a Udine.