Ronaldo annuncia il ritiro: "Ultimo anno, poi smetto"


La sua testa è tutta concentrata sul campo e sulla prossima partita, e non potrebbe essere altrimenti: domani Ronaldo sogna di vincere il campionato brasiliano col suo Corinthians, impresa non facile dato che la capolista Fluminense a 90 minuti dal termine è avanti di un punto e giocherà contro il Guaranì già retrocesso. I bianconeri di San Paolo invece se la vedranno contro il Goias e i tre punti potrebbero non bastare, perciò Ronaldo spera in un'impresa dei giocatori del Guaranì non nascondendo che sarebbe anche disposto a dargli un premio in soldi se riusciranno a bloccare la capolista: "Se darei una 'valigetta bianca' a quelli del Guaranì affinché diano tutto per non farsi battere? Certo che sì, perché no? Darei loro un incentivo per non prendere gol contro il Fluminense. Parliamoci senza ipocrisia: non vedo alcun problema nel dare un premio a dei colleghi affinché vincano una partita. La mia opinione è questa".

Non sembrano parole di chi, a 34 anni, ha voglia di chiudere col calcio. Ci ha pensato a lungo il Fenomeno, ponderando la scelta di mettere la parola fine alla sua carriera costellata di decine di prestigiosi successi, sia di squadra che personali, ma anche di brucianti sconfitte e pesantissimi infortuni; la sua voglia di chiudere con una vittoria è tanta, alla fine ha convenuto che lo sforzo di andare avanti ancora per 12 mesi è più che fattibile. Dopo però basta per davvero: "Volevo fermarmi alla fine di quest'anno, ma ho avuto tanti infortuni e ho deciso di continuare un'altra stagione per dare il massimo e fare un ultimo sforzo" ha dichiarato Ronaldo a Globo Tv. E ha anche chiamato il suo amico Adriano, corpo estraneo della Roma e che secondo l'ex interista vivrebbe una seconda giovinezza al Corinthians, come per altro più o meno ha vissuto al Flamengo la scorsa stagione.

Fatto sta che fra un anno saluteremo, non senza dispiacere, il giocatore che ha cambiato il calcio moderno: con la sua velocità stratosferica, mista a potenza e a un fiuto del gol invidiabile, ha accelerato il gioco del pallone notevolmente. E non poteva non lasciare un marchio indelebile nella storia dei Mondiali: ne ha vinti due e nel 2002 fu eletto miglior giocatore della competizione, oltre che capocannoniere e ad oggi maggior bomber nelle rassegne iridate con 15 centri. Due Palloni d'Oro, tre Fifa World Player, con i club trofei sparsi per il globo con due sole macchie: il non aver mai vinto la Champions League e il Campionato di Calcio Italiano. Quisquilie, godiamoci Ronaldo, seppur bolso, ancora per una stagione e poi tributiamogli il giusto commiato d'addio: appenderà gli scarpini al chiodo uno dei cinque giocatori più forti della storia del calcio.

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