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I Campionissimi: Renato Portaluppi

Pubblicato: 24 set 2006 da Gianfranco

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Negli anni ottanta il numero massimo di calciatori stranieri che potevano militare in una squadra era di 2.
Non si era ancora nel calcio della Covisoc, e la squadra di calcio era ancora uno strumento accessorio all’attività che un imprenditore svolgeva (vedi ad esempio Ernesto Pellegrini).
Il più delle volte dalla scelta degli stranieri dipendeva il destino della squadra anche per più di un anno.
Anche le neopromosse dalla B tante volte si lanciavano su calciatori di fama internazionale.
Il luogo comune di quegli anni era che dal Brasile si potevano acquistare gli attaccanti a scatola chiusa e che molto spesso era inutile comprare un calciatore che ha realizzato 35 gol nel campionato svedese, perché il nostro calcio e tutta un’altra cosa.
Per i brasiliani, il discorso non vale. I numeri che mostrano nel loro campionato sono acquisiti e non possono tradire, soprattutto se giocano in attacco. Il talento o c’è o non c’è.


E così la Roma nel 1988 a colpo sicuro, porta nel vecchio continente Renato Portaluppi.
Renato, nato a Guaporè (Brasile) il 9 settembre 1962, atterra a Roma in elicottero sul campo di Trigoria e mette in guardia tutti “occhio alle vostre mogli”.
Realizza tra reti nei gironi preliminari di Coppa Italia, poi uno al primo turno di coppa Uefa nella gara di Norimberga, dove la Roma rimonta un 2-1 subito in casa.
Poi arriva l’inverno e il brasiliano va in letargo.
In tutto il campionato andrà in rete una sola volta.
Fuori dal campo però è un fuoriclasse, va a donne dalla mattina alla sera, un Vieri di quasi 20 anni fa, se non fosse per i gol.
La curva sud gli dedica un fantastico striscione “a Renato ridacce Cochi”.
L’anno dopo la Roma si rifà e acquista “Andrade”. So’ tempi duri.

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7 commenti

Commenti dei lettori

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  • Profilo di Puma

    Puma

    24 set 2006 - 12:03 - #1
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    Il papà di un mio amico ha usato questo termine per descriverlo: un dribblomane

  • Cimurro

    24 set 2006 - 12:24 - #2
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    Me lo ricordo eccome, l’assopiglia tutto ( soprattutto le mogli degli altri) delle notti romane. In realtà era forte, lo conoscevano bene gli altri brasiliani in Italia all’epoca (tra tutti Junior) ma aveva la testa più bacata di Edmundo. Nel suo caso veramnente in testa aveva solo la fi.. ;)

  • Maux

    24 set 2006 - 20:28 - #3
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    Renato e Andrade erano i 2 stranieri della Roma 88-89

  • Enzo

    25 set 2006 - 13:53 - #4
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    Veramente Andrade e Renato giocarono (!!?) la stessa stagione insieme a Roma… Di “Er Moviola” ricordo solo una traversa alla prima giornata a Bologna, poi il nulla!!!

  • supertano

    25 set 2006 - 18:46 - #5
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    Sei stato fin troppo buono con Renato, regalandogli pure un gol in campionato. In realtà il Nostro è riuscito nell’impresa di chidere a zero reti in 24 partite giocate in serie A. oer quello che riguarda gli stranieri proprio in quella stagione (’88/’89)permisero di tesserare un terzo straniero. Oltre a Renato appunto arrivo Er Moviola Andrade, che si aggiunsero all’unico straniero buono: Rudi Voeller, che era già a Roma dall’anno prima.

  • Cimurro

    26 set 2006 - 13:13 - #6
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    Oddio ma ve lo ricordate Andrade detto il Marajà ? Ma l’avevano visto come era lento ???

  • Pasquale_sa

    14 dic 2007 - 03:15 - #7
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    ribattezzato in breve tempo “el pube de oro”