Di Vaio: "Abbiamo messo in mora il Bologna"


"Sono partite oggi le lettere raccomandate per la messa in mora della società. E' un gesto che non avremmo mai voluto fare e per il quale abbiamo aspettato l'ultimo giorno utile per poter eventualmente avere la possibilità di essere liberati nel mercato di gennaio. Ci siamo sentiti presi in giro dopo le tante promesse non mantenute da questa società, però siamo tutti d'accordo che nel momento in cui cambiasse la proprietà, ritireremmo immediatamente le nostre richieste a fronte delle dovute garanzie".

Lo ha detto il capitano del Bologna, Marco Di Vaio, accompagnato da Emiliano Viviano, Daniele Portanova e Vangelis Moras, che hanno illustrato alla stampa le motivazioni che hanno portato, oggi, tutti i giocatori rossoblù a firmare la raccomandata per la messa in mora del club felsineo, non avendo il presidente Sergio Porcedda onorato il pagamento degli stipendi di luglio, agosto e settembre. Il Corriere della Sera si spinge oltre ipotizzando un ritorno sulla scena del sempre più isolato Porcedda che starebbe tentando di recuperare garanzie per ottenere i soldi atti al pagamento degli stipendi arretrati.

I giocatori con la messa in mora possono pretendere gli stipendi di luglio, agosto, settembre, ottobre e novembre. Ma per non incorrere in una ulteriore penalizzazione dopo quella sancita al club bolognese per l'Irpef non pagata, sarà necessario corrispondere gli stipendi in scadenza il 15 febbraio, relativi alle mensilità di ottobre, novembre, dicembre e appunto a metà febbraio.

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