Bologna: Porcedda dice no a Zanetti, il tempo stringe


C'è tempo fino alla fine del mese per salvare il Bologna. I giocatori hanno messo in mora la società, le scadenze si fanno sempre più impellenti e c'è il rischio concreto di un fallimento (o come minimo di ricevere altri punti di penalizzazione), ma Sergio Porcedda, insieme ai Menarini ormai soci di minoranza, detta ancora le sue condizioni. L'imprenditore sardo, che dal suo ingresso nel Bologna non ha tirato fuori un euro, non ha accettato l'offerta della cordata guidata da Massimo Zanetti (proprietario della Segafredo) proposta dall'Intermedia di Giovanni Consorte.

Questo il comunicato della società d'intermediazione:


Nella giornata odierna, a nome del “Comitato” dei potenziali investitori, i signori Massimo Zanetti e Giovanni Consorte, hanno presentato ai signori Sergio Porcedda e Renzo Menarini, rappresentanti le loro società, le condizioni e le modalità per il salvataggio della società Bologna F.C. 1909. Dopo varie ore di confronto e approfondimenti, anche con il supporto del professor Giorgio Bernini, non si è arrivati all’accordo relativamente alla copertura dei crediti vantati dal Bologna F.C. 1909 nei confronti del signor Sergio Porcedda ed alle perdite maturate dalla società alla data odierna

In sostanza non c'è accordo sui famosi 3 milioni di euro che Porcedda, senza aver provveduto a saldare nemmeno la cifra necessaria all'effettiva acquisizione delle sue quote, ha "prelevato" dalle casse del Bologna negli scorsi mesi e sui debiti maturati ad oggi. Ora per salvare il Bologna si dovrà attendere l'intervento, già annunciato, del patron della Virtus Claudio Sabatini che avrebbe già raggiunto un accordo con Porcedda e che ha ripetutamente assicurato alla stampa di essere intenzionato a non far fallire la società. Staremo a vedere, ad ogni modo il nervosismo dei tifosi comincia ad essere giustificato.

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