Ranieri vuole fermare il Milan, ma Vucinic è out


Claudio Ranieri nicchia e non vuole caricare la gara di domani contro il Milan del suo reale significato. Sono dieci i punti di distacco dalla capolista e perdere in casa andando a -13 a questo punto del campionato, con tante squadre davanti anche se non lontane in termini di punti, significherebbe dire sostanzialmente addio alle speranze scudetto dei giallorossi. Il tecnico testaccino è determinato a fare risultato domani, ma anche in caso di sconfitta si rifiuterebbe di chiudere del tutto le porte alla possibilità di un'altra rimonta super come quella della scorsa stagione, quando i punti recuperati all'Inter furono 14:


Io sono sempre carico al massimo. Non è un ultimo treno ma è una gara molto importante per noi. Meritiamo quei dieci punti in meno, non siamo riusciti a ripetere la seconda parte del campionato scorso, dobbiamo lavorare di più. Ma questo ci carica per far sì che il 2011 sia meglio del 2010. Siamo duri a morire... Quest'anno avremmo voluto fare di più, avevamo aspettative diverse. Ci sono stati alti e bassi dovuti anche alle motivazioni dei singoli giocatori e io mando sempre in campo chi vedo più carico. Probabilmente in questa città quello delle motivazioni è un problema atavico, anche con Spalletti dopo un anno molto buono c'è stato un momento no: una volta sfiorato il massimo c'è un calo inconscio. Come si dà la scossa? O cambiando l'allenatore o insistendo come stiamo facendo noi.

In Roma - Milan Ranieri dovrà rinunciare a Vucinic, non convocato per un fastidio all'adduttore, ma punta molto su Borriello con motivazioni da "ex" dal dente avvelenato ed ha già deciso di escludere Totti dall'inizio affidandosi quasi ad 4-2-3-1 con Taddei a centrocampo e Menez alle spalle dell'ex rossonero. L'allenatore chiude il caso Pizarro raccontando di essersi confrontato con il giocatore e lancia nuovamente fra i pali come titolare Doni, portiere che sembrava ormai definitivamente dimenticato dopo i tanti anni di buone prestazioni la Roma di Spalletti:


Ieri ho parlato con Pizarro. Gli ho domandato se avesse qualcosa da dirmi. Mi ha risposto di no e mi ha chiesto di farlo rientrare gradualmente perché non è ancora al 100%. Comunque sta meglio. In porta tornerà Doni. Ha dato tantissimo a questa squadra, ha giocato sei mesi con un problema al ginocchio, si è sacrificato e poi ne ha risentito. Ho molta fiducia in lui, mi è dispiaciuto che domenica il pubblico inizialmente lo abbia fischiato anche se poi ha ricevuto tanti applausi. Poi c'è Borriello che ha giocato tanto lì, è normale che tenga a fare bella figura. Io me lo auguro!



L'allenatore ex Juve ed ex Chelsea non si sottrae e si complimenta con Allegri per quanto sta facendo al Milan commentando anche la possibilità, sempre più concreta, che Cassano vesta la maglia rossonera.


Il Milan è cambiato dopo cura Allegri, non è più una squadra attendista, ora pressa, corre, attacca, verticalizza, è tecnica e veloce. Sono primi meritatamente, noi cercheremo di bloccare la loro marcia e probabilmente l'Italia farà il tifo per noi. Se ho preparato una gabbia per Ibra? Per lui servirebbe un gabbione... I rossoneri hanno un sistema di gioco molto bello, dovremo stare davvero attenti. Quanto allo svedese chiederò massima concentrazione agli esterni, è lì che lui si muove maggiormente. Allegri ha fatto un bel salto da Cagliari a Milano hli è stata data un'occasione e lui la sta sfruttando al meglio. Ripeto, il suo Milan gioca davvero bene. Cassano, se arriva, sarà una pedina in più per una grande squadra.

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